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Gigi e Massimo contro Bruce Lee (o quasi…)

Bruce

Lo so, il titolo sembra un po’ Ciccio e Franco contro Maciste, ma questa vi assicuro è una storia vera…

Nel mio Elvis è vivo! mi sono occupato della strana morte di Bruce Lee, ma quando ho scritto il libro non avrei mai immaginato che insieme al mio collega e amico Luigi Garlaschelli mi sarei trovato ad affrontare un suo emulo, un “vero” maestro di kung fu cioè che minacciava di stenderci a suon di invisibili “palle di energia”…

Su Youtube si può vedere il filmato del nostro incontro con il maestro, andato in onda nei mesi passati sul National Geographic. E’ uno spettacolo piuttosto istruttivo e divertente: il maestro getta a terra i suoi allievi semplicemente alzando una mano, quasi fosse Darth Vader reincarnato. Ma quando si trova di fronte il piccolo Garlaschelli sembra perdere ogni potere. Impagabile poi la spiegazione del fallimento: “Quell’uomo deve aver mosso la lingua o un alluce”. Diavolo d’un Garlaschelli!

Al di là di questo episodio, si sentono spesso raccontare di gesta strabilianti, al confine con il paranormale, messe in atto da specialisti di arti marziali. Scienza & Paranormale, la rivista del CICAP, se ne è occupata sul n. 60 sfatando tante leggende.

Ma c’è sempre qualche storia in più, qualche strano “fenomeno” che sembra lasciare ancora stupiti. Paolo Proietti mi ha scritto questa mail, che sembra un po’ lunga, ma che per chi è curioso di questi argomenti può essere interessante leggere fino in fondo. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli amici che ci leggono, in particolar modo quelli che si occupano (per professione o per diletto) di arti marziali (e so che ce ne sono diversi, tra i nostri lettori).

Buon giorno Massimo.
Ho avuto modo di vedere un filmato in cui, insieme, credo, ad un altro esperto del CICAP, mettevi alla prova le presunte capacità di un maestro di tecniche marziali di atterrare gli avversari senza toccarli mediante l’energia chiamata Ch’i.
Pratico tecniche marziali e yoga dal 1974 e ho avuto modo di studiare con maestri cinesi, giapponesi e tibetani e devo dire che, anche grazie alle quattro cose che ho imparato in questi anni, il risultato dell’esperimento non mi ha sorpreso per nulla.
Anzi non mi sarei sorpreso nemmeno se l’incontro tra quella specie di Bruce Lee ipervitaminizzato e il piccolo scienziato italiano si fosse risolto con un malore del marzialista.
Il colpo a distanza è uno dei miti delle cosiddette Arti marziali.
Negli ultimi cento anni sembra che due sole persone siano riuscite a fare qualcosa del genere: il Maestro Ueshiba, fondatore dell’Aikido, e il maestro Egami, un karateka con l’animo dello sperimentatore.
Per quanto riguarda il primo, guardando con attenzione le foto e i filmati che ne testimoniano le imprese e leggendo le cronache delle sue esibizioni, è evidente che non si tratta di eventi sovrannaturali: in realtà Ueshiba non atterrava gli avversari senza toccarli, ma li sfiorava nel punto giusto, nel momento giusto, con l’intensità giusta.
E’ l’evoluzione della tecnica delle porte aperte di Charlie Chaplin.
L’idea è quella dell’energumeno che si lancia con tutto il suo peso contro una porta per sfondarla: basta aprire la porta al momento giusto per far cadere rovinosamente a terra l’assalitore.
Basta un piccolo esperimento per capire di che si tratta: mettiti dietro una persona e con la mano destra spingi la sua spalla destra verso sinistra.
Chiedile di resistere con tutta la sua forza, quindi togli di colpo la mano destra e sfiora con un dito della mano sinistra la sua tempia sinistra: 9 volte su dieci il tuo “avversario” cadrà a terra.
L’Aikido di Ueshiba si basa su questa tecnica, portata a livelli di assoluta maestria e su una serie di trucchi, assai simili a quelli di illusionisti e prestigiatori, che fanno parte comunque della tradizione delle tecniche marziali cinesi e giapponesi.
Probabilmente Ueshiba era un grande esperto di heido, la regina delle tecniche marziali giapponesi: la via della strategia.
Per quanto riguarda Egami il discorso è diverso.
E’ morto a 50 anni, mi sembra, stremato dall’intensità degli allenamenti a cui si sottoponeva.
A parte certi suoi studi sul “magnetismo terrestre” abbastanza discutibili sembra che la sua capacità di colpire a distanza fosse dovuta a una forza e una velocità inimmaginabili.
Secondo alcuni testimoni era lo spostamento d’aria che colpiva gli avversari: in pratica, Egami avrebbe colpito così forte l’aria da produrre una ventata… abbastanza poco credibile ma anche qui, comunque, non sarebbe niente di paranormale.
Non esistono, a quanto so io, testimonianze video di atterramenti a distanza, ma dovrebbe esserci un filmato (ho visto una sequenza di foto) in cui Egami coglie al volo una freccia scagliata da una ventina di metri.
Per tornare a noi il Bruce Lee ipervitaminizzato si muoveva in maniera abbastanza scomposta e i suoi gesti non ricordavano nè quelli di Ueshiba nè quelli di Egami.
Erano invece abbastanza simili alle manovre con cui gli insegnati di Chi kung, una ginnastica terapeutica conosciuta in occidente sin dal XVII° secolo, cercano di far percepire agli allievi l’energia chiamato CH’I (Ki in giapponese).
Il maestro orientale non avrebbe mai e poi mai potuto abbattere lo scienziato italiano perchè evidentemente la sua tecnica si basa su un trucco, un trucco che davanti a un avversario che sta immobile, afferma di non credere assolutamente all’energia Ch’i e si concentra sulla sua posizione non può riuscire.
Probabilmente l’orientale del filmato ed il suo emulo americano disorientano l’avversario facendogli percepire qualcosa che non fa parte della sua esperienza sensoriale.
Il pranoterapeuta la usa per convincere il paziente delle proprie capacità curative, nel nostro caso invece, in virtù dell’abbigliamento e della postura del corpo si vuol far credere di essere in grado di emettere misteriose energie distruttive.
Il ki dello scienziato era più forte del ki del marzialista, avrebbe detto Ueshiba.
La cosa sarebbe cambiata, probabilmente se lo scienziato avesse tentato di attaccare il marzialista: con ogni probabilità si sarebbe trovato schiena a terra senza nemmeno rendersene conto.
Detto questo mi sembra che dal filmato trapeli l’idea della suggestione come possibile spiegazione degli atterramenti a distanza: gli allievi, in pratica, si sarebbero buttati a terra da soli.
Ma io ho dei dubbi in proposito.
Certo, il potere della suggestione fa parte delle tecniche marziali orientali, ma pure, soprattutto lavorando con un maestro giapponese, attore di teatro No, ho avuto modo di percepire con grande chiarezza quella roba strana che è il Ch’i.
Nonostante la mia preparazione scientifica (sono un chimico) non sono riuscito a spiegare certi fenomeni che forse tu avresti maggiori possibilità di indagare.
C’è un esercizio divertente, che una volta ho proposto anche a Silvano Fuso, che 9 volte su 10 provoca delle reazioni molto particolari e, per me inspiegabili.
Se hai voglia provalo e se hai tempo scrivimi il tuo parere:
In posizione eretta e rilassata (la posizione più ergonomica possibile) massaggio le mani per un minuto circa, facendo attenzione a rilassare molto le spalle.
Poi scrollo mani, avambracci, braccia per un altro minuto.
Mi fermo e concentro l’attenzione sulla circolazione del sangue nelle dita delle mani.
A questo punto ecco il “trucchetto” (non so come altro chiamarlo). Inspirando immagino che le ossa delle mani (visualizzate con la maggior precisione possibile) vengano compresse, espirando immagino che si espandano liberando per esempio vapore o energia o qualche forza misteriosa come nei cartoni animati di Dragon Ball.
Conto i cicli respiratori.
Dopo un numero di respirazioni stabilito in precedenza (nel taoismo si usano multipli di 9 fino a 108, ma anche se si contano 25 o 74 respirazioni non succede niente…) si alzano delicatamente le mani e si mettono davanti allo stomaco con i palmi rivolti uno verso l’altro a una distanza di una decina di cm.
A questo punto inspirando allontano leggermente le mani l’una dall’altra per poi riavvicinarle durante la espirazione.
Le sensazioni che si avvertono, 9 volte su dieci sono: un calore che sembra anomalo, seguito dalla sensazione di formicolio, dalla puntura di spilli (soprattutto al centro del palmo e sui polpastrelli) fino ad avvertire un qualcosa di solido e appiccicoso.
In qualche maniera credo che sia un fenomeno legato alla sensazione dell’arto fantasma.
Va beh scusa per il tempo che ti ho rubato.
Buon lavoro,
Paolo Proietti

60 risposte su “Gigi e Massimo contro Bruce Lee (o quasi…)”

buongiorno,
ho letto con piacere l’articolo e ho visto il filmato – presente in un altro post – vorrei esprimere la mia opinione riguardo alla questione AM, Chi/ci/Ki (a seconda delle pronunce) .
Sono un informatico che per hobby pratica le AM, ho un’esperienza di 10 anni nel wu shu/kung fu e nel sanda (anche detta boxe cinese) e nel corso di questi anni ho anche provato boxe, muay thai, capoeira, bjj e taichi quan.

Essendo di formazione di base scientifica tutta la questione del Ki mi ha sempre affascinato; non ho mai avuto l’onore di essere buttato al tappeto da questo “pugno energetico” ma ho avuto l’onore di prendere delle sonore botte da maestri esperti (in combattimenti veri e propri non in finte dimostrazioni dove tutto e’ prestabilito) che usavano appunto il chi.

Il Chi e’ appunto quest’energia nel nostro corpo ma non e’ nulla di esoterico e invece la sua spiegazione e’ perfettamente scientifica.
Il chi nasce dalla respirazione “profonda” o “animale” ossia la respirazione di diaframma o “de panza” ed e’ contrapposta alla nostra normale respirazione sfruttando principalmente la cassa toracica .
E’ la respirazione piu’ naturale che esiste e ha anche proprieta’ “terapeutiche” cioe’ aiuta il rilassamento non e’ che guarisca da malattie e questo grazie al fatto che “mette in movimento” tutti i nostri organi interni del ventre. Non a caso il nostro baricentro risiede un po’ sotto l’ombelico e veniva chiamato dai praticanti di taichi e qi gong (o qi kong) “tantien” cioe’ il luogo da cui si produce il chi.

Quando tiriamo un colpo, pugno o calcio che sia entra in gioco la fisica meccanica classica; la forza dipende da fattori quali la quantita’ di massa in gioco (ad esempio mettere tutto il peso o poco peso su un pugno) e la velocita’ (ergo l’accellerazione) ma al momento dell’impatto del colpo con l’oggetto intervengono altri fenomeni fisici come gli urti elastici e anaelastici che permettono di trasmettere in toto o in parte l’energia cinetica del colpo
Il Chi e’ proprio questo, la capacita’ di trasmettere in toto o in parte tale energia cinetica sul nostro bersaglio.
Nulla di trascendentale quindi ma pura applicazione della meccanica con il nostro cervello che risolve equazioni in tempo reale e contrae e rilassa i muscoli correttamente.
Un esempio di questo e’ il riuscire a rompere solo la tavoletta in fondo http://www.youtube.com/watch?v=OT8c2Xnx5uc
o il famoso pugno da un pollice di bruce lee http://www.youtube.com/watch?v=Jeg_5bba6-M

E questo dimostra quanto il nostro corpo sia una macchina complessa e favolosa che non finisce mai di stupire: grazie signora evoluzione ! 🙂

Buongiorno a tutti. Io pratico il Karate tradizionale da oltre 35 anni e da oltre 20 anni lo insegno semiprofessionalmente. Vedo che siete partiti dalle Arti Marziali e siete arrivati ai buchi neri. Io vorrei tornare alle prime ed alla questione di Massimo Polidoro. Il fatto che quel Maestro sia un truffatore non mi sembra chiuda definitivamente la questione, poiche´ questa, infine, affonda le sue radici nel mistero dell`uomo. Le Arti Marziali conducono, attraverso un duro e lungo allenamento, nel profondo di se stessi e per questo introducono la domanda se, infine, possano essere in certi casi, ANCHE occasione di un ” qualcosa ” che, pur manifestandosi nella natura, non trova spiegazione completa ed esaustiva all`interno della realta´ intramondana. IO, personalmente, trovo metodologicamente corretto fare come il Signor Polidoro e cercare anzitutto le varie spiegazioni all`interno della natura. Mi sembra evidente che il primo passo dell`analisi di un fenomeno ( se lo si prova avvenuto..) debba anzitutto poter escludere trucchi, inganni deliberati o meno e infine, se resiste sin qui´ all`indagine, cercare una spiegazione naturale. Non si dovrebbe pero´, mi sembra, per principio, escludere a priori spiegazioni che vadano oltre la natura, poiche´ farlo sarebbe allora un PRE-giudizio se eventi del genere si manifestassero.

Lulu Hurst ‘la meraviglia della georgia. 1884 si proprio cosi 1884 signori miei e ancora oggi credete a queste cose? provate ha dare un’occhiata al libro MAGIA n5 pag. 28 traduzion di Fara di Maio .E provate …..

Al di là di quanto postato da Andrea che condivido appieno, per quanto riguarda i buchi neri, caro Loris, non sono d’accordo con quanto hai affermato. La fame nel mondo, il pane per tutti…Si è vero sono problemi, e meno male che in questo mondo ci sono i problemi altrimenti non avremmo nulla da risolvere (si, per me è facile parlare così visto che non mi manca niente)…ma questi disagi, piaghe sociali, o chiamale come vuoi, non hanno nulla a che fare con la ricerca scientifica… Se proprio si devono togliere fondi destinati a qualche settore, per risolvere il problema della fame (problema che non verrà mai risolto), si deve guardare altrove…ma lasciamo stare la ricerca scientifica…

Per il signor Loris Puddu.
Ripeto in sintesi quanto hanno detto anche altri. Siamo tutti bravi a raccontare panzane e mescolare queste con fatti reali. Ciò viene fatto solitamente per confondere chi sa poco sull’argomento o, nel peggiore dei casi, per convincere le persone di un qualcosa. Ho l’impressione che Lei non appartenga a questa categoria di persone e che creda realmente in ciò che dice. Il punto è che NON ESISTE ALCUN POTERE PARANORMALE DIETRO LE ESIBIZIONI, COME NON ESISTONO SFERE DI LUCE e ciò che si riesce ad ottenere, qualunque cosa essa sia, dalla rottura di oggetti-bersaglio al calore emanato dal corpo e così via, ha una sua spiegazione logica, scientifica, legata alle leggi della chimica, fisica ecc. spesso ignorata dagli operatori in questione e vista come forza divina, magica, paranormale. Le leggende metropolitane poi, si perdono nella notte dei tempi e non fanno testo. Guardi il grande santone Sai Baba. Provi a parlare con coloro che lo conoscono. Le citeranno miracoli a bizzeffe. Cose che fanno anche i nostri Polidoro e senza per questo darsi arie di esseri divini. Da noi si chiamano prestigiatori. In India non lo so. Lei trova su youtube filmati di qualsiasi genere. Se prende quelli sulle tecniche di rottura, sa che possono essere autentici perchè le dimostrazioni di forza le abbiamo viste spesso. Ci sono, esistono e sono tangibili. Ma non troverà filmati di sfere di luce, di persone che levitano, e così via, a meno che non siano filmati fasulli. Sostenere che lo psichiatra tal-dei-tali non credeva e ora crede, quasi fosse testimonianza attendibile e prova del mistero, è altrettanto ridicolo, perchè non è un prestigiatore, cioè uno in grado di individuare i trucchi, ma un uomo che di imbogli non sa nulla. E come ci casca uno psichiatra ci cascano pure ferrovieri, cuochi, operai, ingegneri civili, carabinieri ecc. Faccia fare quelle stesse dimostrazioni in presenza dei membri del CICAP, e allora si riderà.

David dice: Caro Loris, filosoficamente parlando

Si affascinante : speriamo di non finire tutti quanti insieme risucchiati in un millimetro di buco nero (però).
Dicono che non ci sono rischi : ma io non ci credo del tutto. I rischi esistono come in ogni cosa e questi sono esperimenti dove “mi sembra di capire ci si voglia spingere su nuove dimensioni fisiche”, forse per vedere se si riesce a creare un canale nell’universo per attraversarlo ad altissima velocità, forse per capire se la “teoria del teletrasporto della materia” sia cosa fattibile in una qualche modo.

In questo però si dimentica intanto tutte le popolazioni che muoiono di fame e quanto ci costa questo “esperimento” sul quale poco o nulla si sà: anche se è riuscito.

Prima di fare “queste scoperte ultrascientifiche” forse bisognerebbe garantire il Pane a tutte le persone che vivono sul pianeta (bambini inclusi : ne muoiono a migliaia ogni giorno in Africa, per esempio).

Lo sai quanti miliardi di euro è costato il Cern e i suoi progetti ?

Lo sai quante persone avremmo potuto aiutare con quei soldi ?

Lo sai che spinta avremmo dato alla ricerca di nuove cure mediche e di nuove medicine contro devastanti malattie come il parkinson, la demenza senile, la leucemia, il cancro, ecc.. ecc.. con i soldi usati dal cern di Ginevra? ( e poi perchè farlo a Ginevra : solo Dio lo sà ! ).

Riguardo alle persone speciali tipo El prèt de Ratanà : beh li è storia contemporanea di Milano (metropoli italiana):
NON HAI BISOGNO DI CHIEDERTI SE CREDERCI O NON CREDERCI.. VAI TRANQUILLO .. E’ PROPRIO STORIA VERA ET NOSTRANA.

Caro Loris, filosoficamente parlando (a giudicare dagli utlimi commenti è questo l’argomento che tocchiamo) sto imparando, a mie spese, che nella vita è importante trovare “il proprio posto”. Non so quale sia il mio, non so se ce n’è “uno” per ogni persona, fatto stà che quando si trova un certo equilibrio, come per magia e di riflesso, tutto ruota armoniosamenteintorno a noi…
Non so se ci siano “persone speciali”, non so se qualcuno sia in grado di levitare e non so nemmeno se esistono i guariotori come il Prèt de Ratanàt… Probabilmente la cosa importante è la ricerca stessa, quella che si sta onorando con questi interventi…
Mi piacerebbe moltissimo lavorare in questo settore, lo sento mio, cercando sempre di mantenere i piedi per terra, forte della mia formazione scientifica e classifica, ma con la propensione ad accogliere l’ignoto…
Sono arivato alla conclusione che non ci sia nulla di sovrannaturale in questo Universo, perchè qualora si verificase farebbe parte dell’Universo stesso… Eppure invito tutti a continuare la ricerca, a porsi le domande e proporre nuovi temi di discussione…
Uno argomento che mi ha sempre affascinato è quello che muove inotrno alle teorie sull’Universo… Einstein nè ha cambiato per sempre le direttrici rasentando la fantascienza e dando un esempio di come le teorie scientifiche, spesso, arrivano ad una svolta grazie alle intuizioni di una mente fuori dagli schemi… So che a Ginevra stanno mettendo a punto un accelleratore di particelle nel tentativo di ricreare un buco nero… Affascinante no? Che ne pensate?

David dice:

29 Luglio 2008 alle 2:59
Bene Loris, il dibattito è confluito su un tema interessante
———————————————————————-

E’ quello che qualcuno proponeva “in alcune assemblee altolocate” che per discussione rasentano certi forum in internet (non questo).

Ma se ti rispondono : cosi sarebbe tutto finito… va bè andiamo avanti cosi. D’altronde non siamo noi i padroni di casa nella vita e nell’universo : siamo ospiti (attivamente) ma sempre ospiti ospitati in un sistema vitale (se cosi possiamo dire) dove vigono determinate leggi fisiche … ma che sono sempre dirette da altre normative di tipo superiore.

Per me andrebbe bene un gesu cristo con la spada e un budda con la clava : giusto per aggiustare la testa di tanti idioti.
Ma pare che questa non sia una logica “democratica” e forse è vero: non si può imporre il bene, la conoscenza, ecc.. con la forza: ognuno di noi deve superare i propri difetti (anche di fronte al peggio che gli può accadere ogni giorno) sino a giungere a comprendersi e a comprendere gli altri e ciò che lo circonda… COSA FACILE A DIRSI MA NON A TRADURRE IN REALTA.

Ognuno di noi tocca o si avvicina a questo, chi molte volte in un giorno, chi poche volte in tutta una vita, ma tutti ci arriveremo (o meglio ci torneremo).

Questa è la prova e la dimostrazione che vuole la Direzione, senza sconti e senza aggiunte ne in più ne in meno.

Da questo spero di averti dato una idea di come la pensino “gli altri”.

Quindi non siamo aiutati a trovar prove ( magari… ripetitive come i numerini delle tabelline della 5a elementare) non ci aiuta nessuno, tranne una scelta interiore che , a volte, è stata decisa molto molto tempo fà.

Io penso che se una cosa torna utile a crescere la persona, prima o poi, questa sorge, nasce e ce la si trova di fronte: se no niente.

Non è un problema di fatalismo, di libera scelta, di credulità o di incredulità, di bene o di male… no! Il problema è crescere, finirla di fare i capricci e divenire “realmente umani” : dove però ossa e carne non rendono per niente “l’idea di essere UMANI”… spero che si capisca il passaggio..

A me sinceramente le cose accadono cosi, da sempre, è vero che io ho un mio mondo di privacy : ma tutti ce lo abbiamo, quindi…
Io ammiro chi ha fede : non sò neppure come faccia.
Ma io non ho “bisogno di avere fede”.

LE PROVE E LE DIMOSTRAZIONI :

Ma le prove e le dimostrazioni (non le balle dei ciarlatani che trovi in qualsiasi settore – ambiente – luogo) le si trovano, si trovano si trovano : basta cercarle “in modo aperto, ne scientifico ne credulonico”.

Una delle tante : il Pret de Ratanat.
Probabilmente tu non sai chi era, te lo spiego. Era una persona, molto famosa a Milano, conosciuta da tutti quando diversi decenni or sono, questa città non era una grande metropoli ma era ancora un grande paesone fatto di tanti quartieri popolari.

Questa persona, un pò speciale, era conosciuta per essere capace di dirti tutto quello che tu eri e facevi, per aiutarti e anche (a volte) per compiere gesta e guarigioni che sono rimaste ancora oggi ben stampate nel cervello di molti nipoti e figli delle persone del tempo.

Qui potremmo quindi chiamare a testimonianza (diretta e indiretta) migliaia di milanesi (almeno quelli che oggi “non sono ancora passati a miglior vita”.

Non stò parlando di un Santo che deliziava “le orecchie degli astanti, tutt’altro : il Prèt de Ratanat era tipo molto “slanciato a mandarti a quel paese” se eri una persona negativa che aveva compiuto “misfatti o minchiate a danno di altri”.

Un fatto che ha colpito molto Milano (anche in senso ridicolo) è quanto Lui, salito su una linea Tramviaria, venne avvicinato dal bigliettaio che gli disse ” ha il biglietto?” e Lui ripondeva seccato “No!”.
Il bigliettaio allora continuò dicendo “allora lei, se non ha il bilgietto, deve scendere dal tram”.
Lui scese dal tram ma dicendo di fronte a tutti al bigliettaio “io scendo dal tram e mi fermo ..ma questo tram si ferma qui”.

Inutile aggiungere che “stranamente” il tram si fermò proprio li e nessuno riuscì più a farlo ripartire.
La cosa fece ridere l’intera città.

Il museo del Prèt de Ratanàt dovrebbe essere ancora presente a Baggio (quartiere di Milano), dove era visitato in continuo da migliaia di Milanesi.
La sua casa natia (un rudere già nel 1980), posta in zona milano sud-est (vicino a Peschiera Borromeo), forse si è salvata dalle ruspe e forse sarà meglio che ne l’ ATM ne le FFSS cerchino di mettergli vicino qualche rotaia … non si sà mai…

Bene Loris, il dibattito è confluito su un tema interessante, forse l’unico d cui vale la pena parlare veramente: il senso della vita.
E sono pienamente d’accordo con te…in fondo se ognuno di noi avesse solo il coraggio di mettersi nudo davanti allo specchio, di smetterla di prendersi per il culo, di affrontare le proprie paure saremmo tutti uomini migliori.
Nietzsche in fondo, quando parlava del super uomo, parlava di questo, di un esser umano che accetta la sua condizione legata all’iincertezza (che in ultima analisi è virtù e possibilità) senza rifugiarsi nei postulati della religione spesso fonte di repressione, paura, pregiudizio e conflitti.
Se tutti riuscissimo a capire che non c’è niente di più importante di quello che noi reputiamo essere tale, che non esistono maestri, che siamo immersi in un universo causale a cui noi apportiamo significato, che spesso cerchiamo quello di cui siamo già in possesso e che in fondo ci manca solo il coraggio per riconoscerlo, potremmo senz’altro vivere meglio… Avremmo raggiunto quello che la filosofia Zen chiama equilibrio, e la filosofia tradizionale virtù.
Al di là di questo, ciò che vorrei capire (almeno io, ma forse anche Polidoro e probabilmente anche tu), è se qualcuno su questo pianeta sia in grado di metter in discusisone le nostre conoscenze, credenze, e tutto quel bagaglio culturale che forma il senso comune, dando prova di “poteri sovrananturali” (passami la definizione)
Ecco vedi, sarei entusiasta se un giorno potessi non solo parlarne ma assistere, esser testiomone di dimostrazioni che mettono in luce come nell’uomo sia presente un’energia in grado di redimerlo dalla mera condizione materiale…

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