I miracoli di Cristo: ha senso oggi cercare di spiegarli?

È uno degli argomenti di cui forse discuteremo questa sera a La strada dei miracoli (Rete4, 21.15): si possono spiegare i miracoli di Gesù Cristo?

Caravaggio - San Tommaso - Incredulità

Ma la mia domanda è diversa: ha un senso oggi cercare di spiegare con la scienza gli episodi narrati dal Vangelo? Io credo di no, ecco perché…

Chi ha fede, si sa, non ha bisogno di prove scientifiche per giustificare il proprio credo. Chi non crede, a volte cerca di smontare i presunti miracoli.

Tuttavia, se questa è un’attività che ha una logica e un’utilità, di fronte a episodi contemporanei scambiati per prodigiosi (in buona o malafede), penso che la stessa logica non valga di fronte agli episodi attribuiti a Cristo o a quelli raccontati nella Bibbia.

Inchiesta su Gesù, di Corrado Augias e Mauro Pesce. Un tentativo di lettura molto scorrevole e ben fatto di indagare sulla storicità di Gesù.

Inchiesta su Gesù, di Corrado Augias e Mauro Pesce. Un tentativo di lettura molto scorrevole e ben fatto di indagare sulla storicità di Gesù.

Chi si ingegna per spiegare un racconto contenuto in un testo sacro, qualunque testo sacro, si vota a un’impresa destinata alla sconfitta.

I Vangeli più antichi, quelli di Marco, Matteo e Giovanni si ritiene siano stati scritti tra i 30 e gli 80 anni dopo la morte di Cristo (vedi per esempio: Randal Helms, Who Wrote the Gospels?). Contenevano dunque racconti di racconti, tramandati più volte.

In qualunque tipo di verifica e indagine scientifica, non è possibile avanzare ipotesi in assenza di dati oggettivi ed esaminabili.

La testimonianza oculare, non parliamo poi di una testimonianza “tramandata”, non può rappresentare un resoconto che può essere preso come un fatto accertato (si veda per esempio: Giuliana Mazzoni, Si può credere a un testimone?).

Inoltre, se ancora oggi è facile per chiunque vedere correlazioni illusorie tra due fatti (vedi per esempio: Matteo Motterlini, Trappole mentali), e immaginare un fenomeno paranormale, prodigioso o miracoloso, semplicemente perché non si posseggono tutte le informazioni per formare un giudizio, figuriamoci che cosa potevano pensare persone vissute duemila anni fa, prive delle conoscenze sulla natura e sull’uomo, oltre che dei metodi di ricerca, di cui oggi disponiamo.

Era inevitabile, allora, cercare di dare interpretazioni soprannaturali a qualunque evento non avesse una spiegazione visibile e immediata. Interpretazioni, poi, che con il tempo finivano inevitabilmente per arricchirsi, cambiare e trasformarsi proprio come avviene con qualunque ricordo.

Infine, molti degli episodi che si trovano raccontati in parecchi testi sacri (di qualunque religione) probabilmente non si sono mai verificati ma sono semplicemente aneddoti, artifici retorici creati per tramandare parabole, principi e idee nella maniera più efficace.

Ecco perché, secondo me, non ha senso oggi cercare di spiegare come Gesù può avere ridato la vista a un cieco, come ha camminato sulle acque o come avrebbe moltiplicato pani e pesci.

Non che non si possa: c’è chi ha immaginato decine di possibilità diverse per spiegare questi prodigi, ma non è tanto diverso dal cercare di capire chi ha commesso un delitto sulla base del racconto fatto dal nipote di un cugino di una persona che forse tanti anni prima aveva conosciuto la vittima. Un delitto che, forse, non ha mai nemmeno avuto luogo.

Siete d’accordo?


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, mentre Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter, PeriscopeGoogle+, Instagram e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).




15 Comments

  1. Sono convinto che il vero salto di qualità in coloro che seguono una fede in una delle religioni rivelate, sia quando si emanciperanno definitivamente dal bisogno di miracoli e narrazioni soprannaturali. Rispetto chi crede ma ritengo che l’avvalorare le storie miracolistiche dei vangeli, prendendole alla lettera, sia del tutto fuorviante ai fini della realtà storica, oltre che un limite alla propria intelligenza. La natura non concede eccezioni alle proprie leggi ed è già abbastanza misteriosa di suo senza bisogno di inserirci anche i miracoli, che spesso altro non sono che aneddoti deformati di chissà quali banali fatti umani, se non delle storie del tutto inventate di sana pianta. Più meritevole di studio invece, è il cercare il senso metaforico e simbolico che può stare alla base della genesi del racconto miracolistico. Va da sé comunque, che poi ognuno crede in quello che vuole. Confesso però che mi fa una certa paura l’avanzata a livello mediatico – e non solo – dell’irrazionale (trasmissioni come appunto “Miracoli” le trovo molto discutibili, oltre che inutili, ma questo è il mio punto di vista).

  2. Per incrementare il numero dei propri credenti tutte le religioni utilizzano principi persuasivi, alcuni dei quali magistralmente esposti da Cialdini nel libro “Le armi della persuasione”, in particolare il principio di autorità, concentrato nell’affermazione che “UNO ben più in alto di me mi ha incaricato di comunicarvi questa verità: etc. etc.” a cui poi segue una serie di racconti sui prodigi che ne hanno accompagnato la vita. Tutto ciò è utile per rinforzare la propensione nelle persone ad attuare una serie di prescrizioni (i precetti…), cosa fondamentale per creare lo spirito di appartenenza al gruppo dei credenti. Questo schema spiega in modo talmente esaustivo il meccanismo di generazione delle “chiese” da rendere superflue altre considerazioni, in virtù anche del principio ben più remoto in quanto risalente ad Aristotele, che le argomentazioni razionali agiscono sull’intelletto, ma ciò che guida le azioni è la volontà, sulla quale agiscono invece le argomentazioni persuasive

  3. Sì, condivido quello che afferma.
    Inoltre penso che credere sulla base dei miracoli non abbia alcun senso.
    Credere secondo me esula dal conoscere.
    Credere vuol dire fidarsi di qualcuno o affidarsi a qualcosa che non si può conoscere.
    Io per esempio posso voler credere nella bontà del genere umano, perché mi rassicura e mi predispone a rapportarmi con le persone in modo più costruttivo.
    Non mi dà alcuna certezza questa credenza, ma sicuramente mi apre agli altri.

  4. Lei ha scritto “I Vangeli più antichi, quelli di Marco, Matteo e Giovanni si ritiene siano stati scritti tra i 30 e gli 80 anni dopo la morte di Cristo”.

    Io sapevo (e Wikipedia me lo conferma) che il Vangelo di Giovanni è considerato il più recente dei 4 canonici. Non è così?

  5. Personalmente penso anche io che oggi non abbia senso cercare di spiegare in chiave scientifica i “miracoli” (secondo i vangeli “sinottici”) o “segni” (secondo il vangelo oggi attribuito alla scuola giovannea) compiuti dal Gesù storico (Yeshua ben Joseph): il vero intento degli autori era “teologico” e non “storico” (in tal senso il termine utilizzato dal quarto vangelo è più adeguato): da qui i frequenti numeri e riferimenti chiaramente simbolici. Ciò che invece potrebbe essere interessante indagare (con onestà e senza pregiudizi) è la “discontinuità” che c’è tra la morte atroce ed umiliante mediante la croce del Gesù storico ed i vari tradimenti dei discepoli, ed il successivo “coraggio” dei discepoli e delle prime comunità cambiate profondamente da un “quid” accaduto in mezzo: per i credenti la “resurrezione” (“dicono che è risorto”); indagine complessa e multidisciplinare, e che certo non porterebbe a nessuna conclusione certa, ma sarebbe affascinante e potrebbe condurre ad una serie di ipotesi diversamente probabili (certo non una misurazione matematica del grado di incertezza, ma una misura comparativa > o < delle varie ipotesi). Una sorta di indagine partendo dal "dicono che è risorto" …

    1. Carissimo Massimo ho fatto il mago per oltre 70 anni ebbene non so perché le mie esibizioni come pure quelle dei miei colleghi vengono sempre amplificate, falsate moltiplicate, con esagerazioni, detto questo quella di CRISTO E’ UNA VERA E PROPRIA BUFALA.. Il vangelo scritto a tavolino con frasi fatte messe in bocca al fantomatico Cristo
      aveva bisogno di testimoni per essere creduto, cosi come fanno gli avvocati per vincere la causa cercano piu’ testimoni, ecco che i quattro fantomatici evangelisti non si distanziano dl raccontare le gesta del nostro salvatore , questi sapeva resuscitare, sapeva camminare sulle acque, sapeva guarire, ma non sapeva l’esistenza di altri continenti di altri popoli lontani, e invece di apparire a tutta l’umanita’ si limito’ a viaggiare sul somaro conversando con quattro ignoranti di quell’epoca . Sulla bufala di Cristo la chiesa ha edificato un impero con i suoi santita’ eccellnze eminenze, monsignori, principi della chiesa e cosi via . Ultimamente sta sbandierando il suo intervento ad aiutare i poveri , ma solo con gli spiccioli. Disponibile a spiegare trucchi religiosi e miracoli fasulli. mago prof, SILVA

  6. La cosa che più mi sorprende ha un carattere più psicologico e sociale. Infatti dopo il Concilio Vaticano Secondo, la Chiesa Cattolica aveva posto l’accento più sugli insegnamenti di Cristo che su parti più “aneddotiche” come i miracoli, nel senso che, essendo narrati nel Vangelo, non si possono negare, ma la parte principale su cui focalizzare l’attenzione è proprio la “Buona Novella”(non a caso titolo di un disco di Fabrizio De André); anzi esistevano pure delle interpretazioni più “scettiche” degli eventi narrati come miracoli, probailmente mutuate dalla Chiese Protestanti; ad esempio il “Miracolo dei Pani e dei Pesci” veniva spiegato come una condivisione delle provvigioni alimentari che alcuni presenti avevano portato con tutti coloro che assistevano alla predicazione di Gesù e il gesto collettivo era stato indotto dall’imitazione di un ragazzo che aveva donato ciò che aveva nella bisaccia, seguendo proprio quanto insegnato da Cristo.
    Il fatto che, invece, i miracoli siano elemento così importante per tanti cattolici e per chi si proclama credente (altrimenti non ci si dedicherebbero tante trasmissioni televisive) può essere un sintomo di tante cause, dal diffuso bisogno di irrazionale, specie in periodi di crisi (non solo economica, ma anche culturale), a una difficoltà da parte della Chiesa Cattolica a trasmettere le proprie dottrine, per cui ogni sedicente credente si ritaglia una religione su misura (cosa che va benissimo se questa forma di religione contribuisce a dare conforto e a migliorare l’esistenza delle persone, va un po’ peggio se ne nascono intergralismi).
    Per quanto riguarda Maria Valtorta, siccome il nome non mi era nuovo, sono andata a vedere su Wikipedia: negli anni ’60 le sue opere furono poste all’Indice dei Libri Proibiti (va be’, era in ottima compagnia: c’era ancora pure Galileo Galilei! 😉 ) e, dopo l’abolizione dell’Indice, i suoi romanzi furono ripubblicati ed ebbero una certa diffusione anche tra i cattolici, ma poi un certo Cardinal Ratzinger, nel 1985, chiarì che “benché abolito, l’Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.” (tra virgolette c’è il testo riportato da Wikipedia). Per tornare IT ci sono anche un sacco di profezie sul futuro dell’umanità, anche se non so quale sia l’interpretazione che ne è stata data, se mai ne è sata data una.

  7. Caro Aldo, Dio non concede esclusive, quindi la Risurrezione non è esclusiva dei Cristiani, sia come Miracolo tipo Lazzaro sia come risurrezione di una Incarnazione Divina uccisa da qualche nemico. C’è una scheda di Wiki, intitolata Risurrezione, che Ti può fornire un riassunto. In India abbiamo Babaji, che periodicamente muore e poi ritorna, sempre giovane.L’ incarnazione Sua meglio documentata, tra le contemporanee, è quella del 1970. Ebbe un tempio, un luogo stabile, dei discepoli e, grazie al cielo, anche dei fotografi. Non ho tracce salde di un suo attuale ritorno e presenza, ma non lo escludo. Ricordati che anche Gesù, dopo la Risurrezione, si mostrava con una certa varietà di forma e non sempre veniva riconosciuto subito dai discepoli.
    http://www.karmanews.it/3358/sri-babaji-herakhan-wale-baba/

    1. E’ interessante notare che nel caso di Babaji resurrezione e reincarnazione coincidono. Nella Resurrezione cristiana si può al massimo parlare di ritorno alla vita e non di reincarnazione in un nuovo corpo. Lazzaro infatti è richiamato alla vita, mentre Gesù dopo essere apparso agli apostoli risorge al cielo, se non erro !

  8. Le Tue considerazioni, caro Massimo, sono politically abbastanza correct. Le mie sono queste: a che mi serve un Dio che si è presentato sotto forma umana 2000 anni fa e poi se ne è andato in Paradiso a leggere il giornale? Potrebbe un Dio così assenteista pretendere qualcosa da me? Quindi se Gesù non fosse sempre stato presente nella Storia Umana tramite i Profeti (come, del resto, prima di Lui faceva Suo Padre) e i Miracoli con cui li certifica, io avrei continuato ad essere Ateo quanto e più di Te. Per fortuna ci ho inciampato, perché né la Chiesa né, tanto meno, i suoi nemici si danno da fare a far conoscere queste cose. Solo a furor di popolo, negli ultimi anni, e specialmente grazie a Medjugorje (a questo Paese dell’ Erzegovina devo la mia conversione) sono diventate appetibili trasmissioni come Miracoli, che ne parlano. Ma, ovviamente, cercando di lasciar dubbi agli spettatori, perché anche loro devono essere politically correct. Quanto alla vita nei dettagli di Gesù, poiché quello che la Chiesa aveva setacciato e messo nei suoi Canoni era ben poca cosa, Gesù la ha sempre raccontata e continua a raccontarla, per intero e nei dettagli, Miracoli compresi e compresi quelli che non appaiono nei Vangeli, a Profeti appositamente scelti. Come questa:
    http://www.scrittivaltorta.altervista.org/per_volume.htm

    1. Come sai, Aldo, penso che ognuno sia libero di credere a ciò che preferisce. Il mio discorso è sempre di carattere scientifico e storico. Tuttavia, se è difficile prendere come prove le testimonianze di chi in qualche modo è stato “vicino” a possibili testimoni oculari, le visioni di un profeta temo abbiano unicamente un valore di tipo religioso e solo per chi è disposto a credervi.

      1. Il mondo è bello perché è vario e penso anche io che sia semplicemente stupido ed inutile indire qualsiasi crociata contro chi crede.

  9. Con tutto il rispetto che nutro per chi crede, mi chiedo se può essere valido ( e parlo unicamente a titolo personale ) credere ad eventi soprannaturali basati unicamente sulla testimonianza. Evidentemente in quell’epoca la tradizione orale nel tramandare i fatti dava molta importanza alla testimonianza ; ma se Gesù fosse venuto oggi, alla luce della scienza, le probabilità di dare origine ad una religione forse sarebbero state molto minori. Concordo con la questione del post : non ha senso cercare di spiegare fenomeni di duemila anni fa in quanto inesaminabili, tuttavia alcuni concetti miracolistici come la resurrezione non sono propri del cristianesimo, ma già presenti in altre religioni antecedenti a quella cristiana. Correggetemi se sbaglio. Ad esempio basterebbe dare un’occhiata al mazdeismo.

    1. Non sono così sicuro che oggigiorno sarebbe difficile. C’è pieno di imbonitori (semplicemente bravi nella comunicazione) che si circondano di seguaci (spesso coinvolgendoli tramite le emozioni, il supporto e qualche volta la paura). Basta pensare a Scientology che ne è l’esempio più lampante, ma non l’unico.

      1. hai pienamente ragione, infatti in francia, ad esempio, un certo INRI CRISTO sostiene di essere la reincarnazione di Gesù venuto a salvare il mondo dal disastro nucleare. La sua comunità conta diversi seguaci. Il tizio assomiglia davvero a Gesù e vestito sempre con una veste bianca, si muove su una mercedes bianca accompagnato dal suo elegante autista. Puoi cercare in internet.

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