Il caso del fantasma con il cuore spezzato: indagine su un “vero” mistero

Il vecchio, seduto a una sedia, si portò le mani al petto e afferrò il maglione stringendolo forte. Aveva gli occhi chiusi e parlava in un sussurro.

Eddie Burks e Massimo Polidoro

Quello a sinistra è il medium Eddie Burks. Quello sulla destra sono io (all’epoca ancora nella fase “Michael Jackson”…)

«Sì… sento che qui è accaduto tutto. È questo il posto giusto» ripeteva. «È stato orribile… Non c’era più niente che si potesse fare. Ma finalmente è venuto il momento per porre fine a questo dolore. Ora potremo liberare il fantasma che per così tanti anni è rimasto intrappolato in questa casa».

Da oggi, per il #tbt, riprendo a raccontare alcune delle mie “indagini nel mistero”. Questa volta si parla di evocazione spiritica e di un famoso medium inglese…

Il clou dell’evocazione spiritica giunse dopo mezza giornata trascorsa a passeggiare per la casa, salendo scale, su fino in soffitta e poi giù nello scantinato, e di nuovo stanza per stanza all’infinito.

Era il medium inglese Eddie Burks quello che la RTSI, la televisione italiana della Svizzera, aveva chiamato nell’inverno del 1993 a Breganzona perché tentasse di capire se una bella villa ottocentesca, ora usata come sede degli uffici comunali, era infestata dai fantasmi.

C’erano state voci di paese e ipotesi di un’infestazione dopo che alcuni impiegati avevano notato episodi strani, luci che si spegnevano, rumori di passi… E io ero stato chiamato per osservare il lavoro di Burks e dare il mio parere su tutta la faccenda.

Dopo che ci eravamo presentati, era stato lo stesso medium a chiedermi di accompagnarlo nei suoi giri per la casa, forse per dimostrarmi che non intendeva usare trucchi – cosa che non avevo nemmeno sospettato, visto il tipo di dimostrazioni che era abituato a dare – e io avevo volentieri accettato per avere un’occasione di chiacchierare con lui e conoscerlo meglio.

Burks mi era subito sembrato un tipo simpatico. Di lui sapevo che la Coutts & Co., banca d’alto bordo da cui si serviva anche la Regina Elisabetta, lo aveva ingaggiato un paio d’anni prima per liberare gli edifici dalla banca da una misteriosa presenza spettrale senza testa.

Stando ai resoconti giornalistici, dopo l’intervento di Burks nessuno aveva più visto il fantasma.

Nonostante la sua fama, però, Burks non si dava arie da mistico né sosteneva di cadere in trance e parlare in falsetto per simulare la voce di qualche spirito. Tuttavia, era convinto di potere “sentire” in un dato luogo la presenza di eventuali entità e di poterle contattare.

Ogni tanto, si fermava in una stanza, si sedeva, chiudeva gli occhi e, come diceva lui, apriva i suoi canali per cercare di “sintonizzarsi” con il mondo degli spiriti. Dopo un paio d’ore di questi giri e tentativi, chiese di potersi riposare un momento.

In quella mezz’oretta, ne approfittammo per tentare un altro approccio spiritico. Un’esperta locale di psicofonia, la tecnica attraverso cui alcuni sostengono di potere registrare le voci dei morti, avrebbe cercato di contattare il presunto spirito della villa.

La villa di Breganzona che si diceva essere "infestata" da uno spirito...

La villa di Breganzona che si diceva “infestata” da uno spirito…

Si trattava di una signora appassionata di spiritismo che si serviva per le sue prove di un vecchio registratore a cassette. Ci sedemmo in una stanza dove Burks aveva detto poco prima che forse aveva sentito una presenza.

Su un tavolo fu appoggiato il registratore, mentre lei e io ci sedemmo su due poltroncine da ufficio. La donna fece partire il registratore e poi rimanemmo in silenzio per alcuni minuti.

Le tecniche usate dagli psicofoneti sono diverse. C’è chi pensa che durante la registrazione sia necessario parlare, leggere magari un brano da un libro, per poi riascoltare il nastro e scoprire se – tra le normali chiacchiere – si è infilata qualche parola o qualche frase “extra” lasciata dagli spiriti.

Altri, ascoltano queste registrazioni all’incontrario, decine di volte, finché qualche suono in quel guazzabuglio di parole capovolte sembra ricordare qualche parola reale. Altri ancora, infine, pretendono il silenzio più totale. La signora apparteneva a questo gruppo.

Una volta conclusa la registrazione, la donna riavvolse il nastro e alzò al massimo il volume. Essendo un vecchio registratore, quello che si sentì fu un fruscio fortissimo, dove ogni rumore casuale (auto che passavano in strada, il canto degli uccelli, le voci di bambini che giocavano in un parco poco lontano…) diventava un suono confuso e molto rumoroso.

Tuttavia, in quel frastuono si udì qualcosa.

«È una voce, la sente?» esclamò la medium emozionata.

«Si sente qualcosa, ma non so se è una voce».

Lei riavvolse il nastro più e più volte per riascoltare ripetutamente il suono.

«Ma certo che è una voce! Ascolti, bene… cerchiamo di capire cosa dice».

Non volevo insistere sul fatto che a me non sembrava affatto una voce e lasciai continuare la signora.

«Ecco, forse dice: “Son qui”. Sentiamo…»

E via ancora, più e più volte.

Quando ormai la donna era certa di avere scoperto una voce spiritica, che secondo lei diceva qualcosa come “Sono qui, mi senti?”, mi mossi sulla poltroncina. In quel preciso momento si udì un cigolìo, provocato dalle molle del sedile. Era identico alla “voce” sul nastro.

La signora sbiancò, forse convinta che lo spirito fosse lì con noi nella stanza!

«Ma no, signora. Senta qui… è solo la sedia che cigola. Non è una voce».

Il colore le tornò di colpo sul viso e anche lei fu costretta ad ammettere che avevo ragione. Quella frase, “Sono qui, mi senti?”, se l’era solo immaginata. Si alzò, mise via il suo registratore e decise che si sentiva ormai troppo stanca per continuare.

Nel frattempo, Burks era pronto a ricominciare e iniziammo di nuovo a passeggiare per la casa finché, raggiunta una stanza al primo piano dove eravamo già passati più volte, disse che lo spirito era lì.

Così, si sedette e cercò il contatto. «Dimmi!» supplicava. «Raccontami cosa è successo in questa casa!»

Dopo poco iniziò a raccontare quello che la voce gli diceva.

In breve, era successa una tragedia una cinquantina di anni prima. Una giovane donna, forse lasciata dal suo innamorato per un’altra, o forse contrastata dal padre che non apprezzava il suo spasimante, si era lanciata dalle scale, non si sa se intenzionalmente o per un incidente, rompendosi il collo.

Burks, con le lacrime che gli rigavano le guance, iniziò a pregare e a supplicare che lo spirito potesse tornare libero e lasciare così quelle mura. Ci volle una decina di minuti di preghiere finché Burks si rilassò, tirò il fiato e finalmente sorrise. «È fatta. Lo spirito se n’è andato» disse soddisfatto asciugandosi il viso.

La sensazione che ebbi fu quella di una persona che sinceramente credeva in quello che faceva e diceva.

Quanto all’autenticità del contatto spiritico, tuttavia, avevo forti dubbi. Chiesi agli autori del programma di fare un ulteriore sforzo per documentarsi su ciò che era accaduto in quella casa una cinquantina d’anni prima.

Come immaginavo, venne fuori che in quella villa, negli ultimi 100 anni, nessuno era morto di morte violenta, sicuramente nessuna ragazza dal cuore spezzato si era gettata dalle scale.

Ma all’epoca di quella scoperta il medium era già tornato in Inghilterra e ho temo che nessuno lo abbia mai informato che, proprio come la psicofoneta, forse anche lui si era immaginato il suo contatto con l’aldilà.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie: il secondo si intitola Non guardare nell’abisso e arriva il 21 giugno 2016. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




6 Comments

  1. Caro Massimo, qui abbiamo il racconto di uno che non crede che testimonia del comportamento di uno che crede. Questo uno che crede (Burks) ha al suo attivo se non altro un libro e delle conferenze reperibili anche su you tube, dal che se ne può dedurre che ha avuto dei clienti che son stati soddisfatti del suo lavoro. E non mi pare Tu smentisca che siano stati soddisfatti anche i bancari di Breganzana, che lo avevano chiamato perché gli sembrava ci fossero dei fantasmi e che, dopo la visita di Burks, non sono stati più disturbati. Tu dici che gli autori del programma hanno effettuato delle ricerche che smentiscono morti violente in quell’ edificio. Permettimi: 1) uno Scettico, se dice di aver fatto fare una ricerca, deve chiedere una dichiarazione scritta e dettagliata e firmata da parte dei “ricercatori”. Non vedo perché dovrei dubitare solo di Burks e non anche di Massimo Polidoro, se entrambi fanno a gara di affermazioni non suffragate da ricerche storiche scritte. 2) In Fantasmologia Applicata (nota scienza che produce cattedre universitarie prestigiosissime) capita spesso che i Fantasmi infestino luoghi diversi e non sempre adiacenti quelli dove i fatti sono avvenuti. Capita anche che dicano bugie ai Medium, specie se sono Demoni e non spiriti vaganti senza collocazione. E capita anche che i Medium non capiscano bene quanto vien loro comunicato: il colloquio coi Fantasmi è soggetto a disturbi ed interpretazioni, anche perché i Fantasmi non possono comunicare mediante le corde vocali. Il mio punteggio, in questo duello, è, pertanto, zero a zero. E mi chiedo perché l’ indagine Tu l’ abbia commissionata e non l’ abbia fatta Tu stesso. Se l’ avessi affidata a me e Ti avessi portato come risultato un fatto, un nome e una data che avessero suffragato la testimonianza Burkesiana, mi avresti creduto o saresti andato a controllare le fonti?

    1. Caro Aldo, è sempre bello sentire il tuo parere. La cattedra di Fantasmologia Applicata la vedo benissimo in un romanzo di Harry Potter, nella realtà purtroppo non esiste. Quanto a Burks, come ho scritto, non credo sia in malafede. Semplicemente racconta idee che gli vengono in mente e le attribuisce ai fantasmi. Libero di farlo e chi vuole è libero di crederci. Prima di considerarli fatti, però, bisognerebbe dimostrare che i fantasmi o gli spiriti esistono: e questo, fino a oggi, non si è mai verificato. All’epoca, ricordo che le verifiche fatte dalla produzione erano convincenti. Non l’ho commissionata io a loro: semplicemente, non è un’indagine partita da me. Mi hanno chiesto di partecipare all’incontro con il medium e io l’ho fatto. Comunque, sono passati 23 anni, ormai temo non siano più reperibili i documenti di quella ricerca. Sono contento però che dimostri scetticismo, è un atteggiamento che raccomando sempre. Continua così!

    2. E mi chiedo perché l’ indagine Tu l’ abbia commissionata e non l’ abbia fatta Tu stesso. Se l’ avessi affidata a me e Ti avessi portato come risultato un fatto, un nome e una data che avessero. ITALIANO IMPECCABILE.

      1. Carlo, io non ho commissionato indagini a nessuno. Mi è semplicemente stato chiesto di partecipare a un’indagine di altri.

  2. Commuoversi fino alle lacrime è una dote da grande attore. Eh si ! Il medium ha dimostrato di avere anche una fervida immaginazione.

  3. Interessante… sono cresciuto a Breganzona ed ho bene in mente quella villa.
    Questa storia mi era completamente sfuggita: dev’essere che già allora non davo molto peso a questo tipo di “voci”…
    Grazie per averla rispolverata!

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