Come imparare a ragionare per dubbi: 5 suggerimenti pratici

Non è facile evitare gli errori della nostra mente e non è possibile vivere di sola razionalità. Ma si può almeno cercare di coltivare una mente critica.

ragionare per dubbi

Che non significa polemica, ma interessata a capire e ad andare a fondo delle cose. Ecco come…

Di questi argomenti ho parlato alla COLAZIONE +1 di duegradiemezzo e, alla domanda: «Come si può imparare a ragionare con il dubbio?», ho risposto fornendo cinque suggerimenti pratici (altri ne trovate qui):

Daniel Kahneman - Pensieri lenti e veloci

Il capolavoro di Kahneman per capire come funzionano la razionalità e l’irrazionalità.

1. Evitare di saltare subito alle conclusioni. È una tendenza innata quella di saltare alle conclusioni e prendere decisioni d’impulso. Bisogna invece sforzarsi di assumere un atteggiamento critico che è chiaramente più faticoso perché richiede un ragionamento. È un tema su cui torneremo, quello dei pensieri lenti – riflessivi – e dei pensieri veloci – intuitivi -, discusso da Daniel Kahneman nel giustamente celebre Pensieri lenti e veloci (Mondadori).

2. Imparare e a distinguere ciò che si crede da ciò che si è. Spesso siamo portati a pensare che le nostre credenze definiscano chi siamo e, peggio, rappresentino la verità. Di conseguenza, chi non la pensa come noi viene visto come una minaccia. Invece, tali credenze esprimono solo quelle che sono le nostre convinzioni in un certo momento. Ma possono cambiare, maturare ed evolversi se siamo disposti a prendere in considerazione punti di vista diversi.

3. Leggere molto. Chi ha una mente chiusa non fa domande, non si aggiorna e non vuole scoprire la verità dei fatti. Dunque, occorre fare il contrario: studiare e documentarsi. Non solo libri, che sono importantissimi, ma anche giornali, riviste, fumetti… Tenere il cervello sempre curioso e attento, ascoltando anche campane diverse dalla nostra.

4. Favorire lo sviluppo di una “società critica”. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una società dove siano presenti “osservatori critici”, che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali.

5. Coltivare e mantenere una mente aperta. Significa essere pronti ad accettare il nuovo, flessibili e disposti ad adattarsi a nuove persone ed esperienze e, soprattutto, significa mantenere un atteggiamento umile e non smettere mai di farsi domande.

Sono d’accordo, non sono suggerimenti facili da mettere in pratica, ma non appena si inizia a seguirli i benefici si vedono subito. Provateci e poi raccontatemi che cosa è cambiato.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie: il secondo si intitola Non guardare nell’abisso e arriva il 21 giugno 2016. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




5 Comments

  1. Punto 5: leggere molto. Ieri ero alla presentazione di un libro con un’associazione di persone del mio paese ed eravamo solo quattro gatti (solo che non facevamo le fusa :-( ). Le locandine erano state distribuite in tutti i bar e i negozi ed erano ben evidenti e l’evento era stato segnalato ripetutamente su Facebook, ma non c’era quasi nessuno. L’addetta alle comunicazioni era afflitta e delusa (ha detto di aver perso completamente fiducia nel genere umano e io per tenerla allegra le ho detto che i nostri simili possono fare anche cose strabilianti e le ho raccontato la storia di “BatKid”) e si lamentava del fatto che i suoi coetanei non leggono (ha 27 anni). In effetti è un problema grave, soprattutto in un mondo che è in continua e rapida evoluzione. Se la complessità delle cose intorno a noi aumenta, ma non vogliamo fare sforzi per mantenere la nostra mente aperta, finiamo per rifugiarci in poche convinzioni spesso fallaci e tutto ciò può portare solo alla nascita di integralismi di ogni sorta… e a un danno generale per tutti.

  2. Il libro di Kahneman mi è piaciuto molto; l’ho trovato illuminante! Suggerimenti per libri dello stesso genere?

    1. Un altro bel libro sugli errori della mente è “Trappole mentali” di Matteo Motterlini: http://goo.gl/g9ITZP

  3. Io sono appassionato di scacchi e matematica:un’attività e un campo del sapere nei quali il ragionamento e lo strenuo esercizio del raziocinio sono qualità indispensabili per progredire.Tuttavia,la nostra società,in virtù dei mass media e di Internet,è caratterizzata da un profluvio di notizie che non sempre consente di discernere la verità dalla menzogna.E dunque fondamentale mantenere attiva la nostra materia grigia.

  4. Per quanto mi riguarda non smetterò mai di pormi delle domande mantenendo un atteggiamento critico. La parola scetticismo significa non a caso dubbio, ricerca, ovvero osservazione attenta e quindi… lenta, riflessiva della natura delle cose. E’ interessante notare come già nell’antica Grecia e nell’antica Roma apparivano personaggi scettici come Pitagora, Epicuro e Lucrezio, ovvero i pionieri del pensiero razionale e scientifico. Ad esempio Lucrezio nel suo “de rerum natura” aveva anticipato molte tesi che sarebbero state poi confermate dalla scienza moderna, come l’esistenza dell’atomo. Ovviamente le sue spiegazioni soffrono degli errori e dei limiti del suo tempo. Epicuro escludeva il problema della morte e dell’oltre tomba con la sua celebre frase : quando c’è lei non ci sono io, quando ci sono io non c’è lei ! Laddove altri preferivano spiegare tutto per mezzo di divinità, questi pensatori cercarono l’origine di certi fenomeni nella osservazione attenta della natura. Insomma già nell’antico passato c’erano due fazioni a quanto pare, quella dei credenti e quella degli osservatori.

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