Secnodo un pfrosseore dlel’unviesrità di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l’uinca csoa imnorptate è che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si può legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?

23 risposte

  1. Non è certo una novità. In realtà l’ebraico ha le vocali scritte al di sotto delle consonanti. La Torah ed i testi sacri che sono stampati oggigiorno riportano anche la vocalizzazione, ma i giornali o i romanzi ne fanno a meno. Il motivo è che è molto lento scrivere in ebraico, anche a computer, usando la vocalizzazione.

    Di fatto tutti leggono tranquillamente anche se mancano le vocali. Un po’ come leggere un codice fiscale. Se si conoscono le parole, le si riconosce anche se mancano dei pezzi.

  2. E’ un giochino, solo un giochino. Simpatico, però, al di là di chi ne sia l’autore (ammesso ce ne sia uno solo…). La pareidolia c’entra poco o niente (su questo ha già detto tutto Stel). Comunque assomiglia terribilmente agli appunti che scrivo sui miei post-it 🙂 (sia cartacei che informatici)…. con molto meno successo, almeno a giudicare dalle reazioni dei miei colleghi di lavoro (credo che me ne servirò la prox volta che qualcuno brontola…..) :-))

    dmineitacvo, Slauti a Ttuti

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