Il segreto della fortuna? Lasciare margini all’inaspettato

È possibile “diventare fortunati”? Forse no, ma potrebbe essere possibile creare occasioni per piacevoli sorprese.

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Il segreto sta nel lasciare margini all’inaspettato. Ecco come…

L’amico inglese Richard Wiseman, psicologo all’Università dell’Hertfordshire, dice che i fortunati genererebbero la propria fortuna attraverso quattro principi base. Essi sanno:

1) cercare, creare e sfruttare le occasioni favorevoli offerte dal caso, cambiando anche le proprie abitudini;

2) seguire di più il proprio istinto;

3) creare profezie che si autoavverano guardando con ottimismo il futuro;

4) vedere che le cose sarebbero potute andare peggio, anziché lamentarsi perché non sono andate meglio.

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Il libro di Richard Wiseman nella traduzione Sonzogno.

Uno degli elementi emersi dalla sua ricerca (che ha trasformato anche in un libro, Fattore fortuna, da Sonzogno) è proprio il fatto che chi si ritiene fortunato si impegna anche a introdurre frequenti cambiamenti e varietà nella propria vita.

Tra i soggetti “fortunati” che Wiseman ha studiato c’era chi, prima di una decisione importante, cambiava ogni giorno la strada per andare al lavoro; chi, invece, accortosi che alle feste parlava sempre con lo stesso tipo di persone, pensava prima a un colore e poi parlava unicamente con quelli che indossavano un indumento di quel colore.

«Per quanto strano sembri» spiega Wiseman «in certe circostanze questo tipo di comportamenti può davvero aumentare le occasioni che si presentano nella propria vita.

«Immaginate di vivere al centro di un frutteto. Ogni giorno dovete raccogliere un cesto di mele: le prime volte non importa quali parti del frutteto deciderete di visitare, ma in seguito se tornerete sempre negli stessi punti le mele diventeranno sempre più rare.

«Solo chi decide di visitare ogni volta punti inesplorati del frutteto, procedendo anche a caso, aumenterà le probabilità di trovare delle mele.

«La stessa cosa succede con la fortuna: è facile esaurire le proprie opportunità parlando sempre con le stesse persone, andando sempre in vacanza negli stessi posti e facendo sempre la stessa strada per andare al lavoro. Ma è sufficiente introdurre esperienze nuove per ritrovarsi con tante nuove possibiità».

Chi fa sempre le cose nella stessa maniera, insomma, non lascia margine all’inaspettato e l’inaspettato potrebbe essere proprio il tanto atteso colpo di fortuna.

È successo anche a voi qualcosa di simile? Raccontatemi…

Tra parentesi, è curioso ricordare che la celebre fotografia di Robert Doisneau, quella del “bacio rubato” a Parigi che ho utilizzato in apertura, e che bene si presta a raccontare come l’inaspettato può nascondersi a ogni passo, è in realtà… un “falso”. O meglio, non si tratta di uno scatto improvvisato, come sembra a prima vista, ma di una accurata messa in scena creata ad arte da Doisneau.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie: il secondo si intitola Non guardare nell’abisso e arriva il 21 giugno 2016. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




3 Comments

  1. Ciao Massimo, lo psicologo Richard Wiseman, formulando i suoi quattro principi base sul segreto della fortuna, vuole dare sicuramente un quadro interessante e curioso sull’argomento.

  2. Insomma quelle coincidenze dal sapore magico che mi sono capitate, altro non sono che nuove opportunità che mi sono data osando uscire dai soliti percorsi.
    Vorrei saperne di più sulla profezia che si autoavvera, se possibile.Grazie!

    1. D’accordo, Paola. Me ne occuperò in un prossimo post.

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