“L’ho visto coi miei occhi”: un resoconto della conferenza al CNR di Pisa

Uno scorcio del pubblico alla conferenza di Massimo Polidoro al CNR di Pisa (maggio 2012)

E’ uscita sul Tirreno una bella recensione della mia conferenza al CNR di Pisa a firma di Luciano Donzella. Ve la ripropongo di seguito:

L’hai visto coi tuoi occhi ma non è vera magia Le trappole dell’occulto

«L’ho visto con i miei occhi». E con questo? Volendo sintetizzare, il seminario tenuto da Massimo Polidoro al Cnr di Pisa, si potrebbe condensare in una raccomandazione: non credete (sempre) ai…

di Luciano Donzella

«L’ho visto con i miei occhi». E con questo? Volendo sintetizzare, il seminario tenuto da Massimo Polidoro al Cnr di Pisa, si potrebbe condensare in una raccomandazione: non credete (sempre) ai vostri occhi. Anzi, diffidate di tutti i cinque sensi.

Ma c’è di più, molto di più nell’incontro che si è svolto nell’ambito del circolo “Area aperta” di fronte ad un auditorium gremito come mai in questa stagione di seminari aperti al pubblico. Tanta gente venuta da fuori, da “oltre i cancelli” del centro di San Cataldo, ma anche tanti addetti ai lavori, scienziati e ricercatori incuriositi da questo incontro ravvicinato col paranormale. Un mondo che tutti conoscono per sentito dire, e di cui magari da buoni scienziati diffidano. Ma contro il quale in pochi sanno di essere indifesi: forti della loro mentalità positiva, abituata a calcolare su basi certe, matematiche, sono i primi a gridare il miracolo quando trovano qualcosa che va oltre la loro conoscenza.

Ecco, tutto questo e molto altro ancora vibrava nell’aria l’altro giorno durante le quasi due ore di seminario di Polidoro, accompagnato da una serie di test e piccoli giochi di prestigio che hanno confermato l’esistenza di incredibili “buchi” nella percezione del pubblico (quindi nelle certezze che ci danno i cinque sensi), e seguito da una raffica di domande.

Un altro scorcio della sala al CNR di Pisa

ATTRATTI DAL MISTERO. «Noi tutti – dice Polidoro – siamo attratti dal mistero, il meccanismo della curiosità è quello che ci ha permesso di evolverci. Del resto il mestiere degli scienziati è di andare a capire ciò che ancora non sappiamo. Non a caso nel Cicap ci sono moltissimi scienziati, che vogliono scoprire se in certi fenomeni c’è qualcosa di vero. Negli ultimi 20 anni abbiamo testato centinaia di persone che pretendevano di avere poteri. Fra questi ci sono i bugiardi, che ci stanno alla larga, e i sinceri, che non si sanno spiegare determinati fenomeni. In tanti anni abbiamo dato una spiegazione scientifica a tanti di questi. Ma di solito non ci restano bene, perché è più gratificante pensare di avere qualche potere: il fascino del mistero, appunto. E ancora sedute spiritiche, fachiri, veggenti, guaritori, astrologi etc. Risultati? Per ora, dopo tanti anni, niente di paranormale. E come sempre, più crescono i controlli, più diminuiscono i fenomeni».

LA VERITÀ REINVENTATA. Polidoro partendo da una serie di esempi pratici spiega poi – meglio, fa scoprire – le lacune della percezione. «Guardiamo ma non osserviamo – dice – non prestiamo attenzione alle cose che non ci sembrano importanti. Il nostro cervello funziona così, filtra le informazioni. Una volta focalizzata l’attenzione, tutto ciò che c’è intorno non esiste. È un fenomeno potente di cui non ci rendiamo conto quando lo viviamo in prima persona, gli psicologi lo chiamano “cecità da cambiamento”».

Seguono una serie di dimostrazioni che lasciano il pubblico a bocca aperta. Conclusione: se la realtà che percepiamo non è ciò che accade, ma è una ricostruzione della nostra mente, quanto possiamo credere ai resoconti dei testimoni oculari? Ecco che “L’ho visto con i miei occhi” assume un significato diverso. E non solo per le testimonianze altrui, ma anche per esperienze vissute sulla propria pelle.

IL POTERE DELLA SUGGESTIONE. «Le nostre esperienze – spiega Polidoro – possono essere falsate in mille modi. Basta sfogliare un libro di illusioni ottiche: ce ne sono di incredibili. Oppure certi esperimenti dove si dice ai soggetti che a un certo punto sentiranno una lieve scossa elettrica, e di lì a poco tutti segnalano la scossa, che non esiste. O ancora si dice che sentiranno in cuffia un suono molto debole, e tutti lo percepiscono, e anche questo è solo immaginario. O ancora la potenza in medicina dell’effetto placebo, per il quale più del 50% delle persone trattate con falsi medicinali segnalano consistenti benefici. Sono fenomeni di suggestione. Un meccanismo potentissimo. Come avviene nelle sedute spiritiche dove al buio, creando un’atmosfera di mistero e tensione, ci raccontano storie di fantasmi, e la nostra fantasia partorisce apparizioni, materializzazioni e messaggi dall’aldilà».

L’investigatore del mistero racconta poi di quando anni fa in televisione finse di essere un paragnosta, di piegare metalli e far funzionare orologi guasti, e chiese al pubblico a casa di fare l’esperimento con lui: arrivarono centinaia di telefonate che confermavano il verificarsi di fenomeni incredibili. I motivi? Mille: qualche vecchio orologio era ripartito per caso, qualcuno aveva telefonato per scherzo, altri per la voglia di apparire, altri ancora perché suggestionati avevano immaginato di vedere il metallo che si piegava. In sintesi, se non si fosse autosmascherato a fine trasmissione, una bella patente di genuinità data da centinaia di testimoni all’imbroglione di turno. Altra sfida tv affrontata da Polidoro, quella del fachirismo: la camminata sulle braci ardenti. Impossibile? Macché. «Basta sapere come camminare, seguire una serie di piccoli accorgimenti che evitano le ustioni» spiega al pubblico interessato e incuriosito.

LA PAREIDOLIA. Tornando alle trappole da evitare, da non sottovalutare la pareidolia, ovvero la tendenza istintiva e automatica a trovare forme familiari in immagini disordinate. Quindi a dare significato a cose che non ne hanno. È il caso dei disegni che scopriamo nelle nuvole, ma anche delle apparizioni di immagini più o meno sacre su muri o della comparsa di “fantasmi” in fotografie.

«Il nostro cervello – dice Polidoro – è portato a “leggere” le immagini in modo da dargli significati conosciuti, è un meccanismo innato, favorito a livello ancestrale dalla necessità di non sbagliarsi: per l’uomo delle caverne meglio immaginare nel groviglio di piante il profilo della tigre dai denti a sciabola, che ignorare il segnale di pericolo. Così abbiamo visto via via madonne nelle cortecce d’albero e sfingi su Marte, volti santi nel guscio d’uovo e diavoli nel fumo delle Torri gemelle. Lo stesso vale per l’ascolto di frasi registrate, magari al contrario. Ne escono suoni strani a cui tendiamo a dare un senso: è la pareidolia sonora, altrettanto forte. Insomma, la mente è un territorio straordinario dove può succedere di tutto. L’importante è averne consapevolezza. E soprattutto fissare un principio: il fatto che io non riesca a spiegarmi un fenomeno, non vuol dire che questo sia inspiegabile».

il Tirreno 24/05/12


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