Harry Potter può aiutare la scienza?

Cosa possono mai avere in comune Galileo Galilei, emblema della scienza moderna, e Harry Potter, il maghetto uscito dalla penna di J. K. Rowling?

All’apparenza nulla. Chi non la pensa così, invece, è lo storico Marco Ciardi che al tema ha dedicato il suo libro Galileo & Harry Potter (Carocci Editore).

La copertina del libro di Marco Ciardi.

Ciardi, colto storico della scienza dell’Università di Bologna e brillante divulgatore che sa mescolare in maniera sapiente e avvincente cultura alta e “bassa”, si interroga nel suo Galileo & Harry Potter sul significato della scienza.

In particolare, Ciardi si chiede se l’attuale modo di insegnare le discipline scientifiche, contrariamente a ciò che si prefigge, non rischi invece di incoraggiare lo sviluppo di una mentalità magica. Si domanda, inoltre: e se la lettura delle imprese di Harry Potter stimolasse la creatività anche in campo scientifico, rendendo scienziati migliori?

Da che parte stia Ciardi è chiaro da subito, poiché non nasconde di essere presidente del CICAP Toscana e, questo lo dico io, preziosissima risorsa per tutto il CICAP. Ma, come dimostra mirabilmente in questo libro, egli è convinto che per sviluppare la razionalità non basta semplicemente promuovere e diffondere l’istruzione scientifica, o far diventare la logica una seconda natura, ma è necessario trasmettere i valori che stanno alla base della scienza.

«Solo così facendo» scrive Ciardi «abbiamo la possibilità di stabilire la differenza tra scienza e magia, tra ragione e fantasia, tra ricerca seria e pseudoscienza». Il punto è se siamo davvero sicuri di conoscere questi valori.

Ecco perché il libro di Marco Ciardi è importante. Attraverso un viaggio ai confini tra scienza, magia e fantasia egli ci aiuta a trovare tali valori perché solo allora, una volta individuati, sarà forse possibile provare anche a insegnarli.

Vi invito dunque a intraprendere questo viaggio fantastico che parte dagli “ippogrifi” di Galileo, passa per Newton e la ricerca della pietra filosofale, incrocia Kant e la caccia agli spiriti, esplora le origini di Frankenstein, tocca i problemi della scienza contemporanea, scopre finalmente i valori della scienza e conclude con Harry Potter, scoprendo come sia possibile contemporaneamente amare lui o Il Signore degli Anelli e capire la scienza.

In che modo? Ve lo lascio scoprire da soli tra le pagine avvincenti e spesso divertenti di Galileo & Harry Potter. Fidatevi, non ve ne pentirete.

Voto: 4/5 stelle

E voi che cosa ne pensate? Scienza e fantasia magica possono convivere?


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e numerose altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitterGoogle+ e attraverso la sua newsletter (che da diritto a omaggi ed esclusive).




2 Comments

  1. non mi pronuncio su Harry Potter, ma il Marco Ciardi lo ho apprezzato tantissimo come autore de “Il Fisico Sublime” e “Amedeo Avogadro”, due vite di Avogadro.

  2. Vogliamo l’ebook! 😀 Risparmiamo alberi, leggiamo comodamente. E ora sembra che l’IVA sarà abbassata al 4%, finalmente. Lo vedremo in formato elettronico? Spero di sì 😉

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