Con Uccidi il padre (Mondadori) Sandrone Dazieri ci regala il thriller italiano dell’estate.

Un bambino è scomparso nella campagna romana e a sua madre, trovata morta, è stata tagliata la gola. Inevitabile per gli inquirenti pensare che il responsabile sia il marito della donna, che in preda a un raptus avrebbe ucciso anche il figlio nascondendone il corpo. Ma quando la poliziotta Colomba Caselli arriva sul luogo del delitto capisce che nella ricostruzione c’è qualcosa che non va.

Entra Dante Torre, un esperto di persone scomparse che da bambino è stato segregato in un silo per anni da uno squilibrato che si faceva chiamare “il Padre”. Dietro la scomparsa del bambino Dante riconosce immediatamente la mano del “Padre”. Ma se è così, perché il suo carceriere ha deciso di tornare a colpire a tanti anni di distanza? E Colomba può fidarsi davvero dell’intuito del suo “alleato”, o Dante la sta conducendo a caccia di fantasmi?

Scritto con uno stile accattivante e ricco di colpi di scena che fanno scorrere veloci le sue 564 pagine, Uccidi il padre è un thriller anomalo per il tipo di gialli o noir a cui ci hanno abituati gli autori italiani.

Come è stato per Io uccido di Giorgio Faletti, che ci ha da poco lasciato prematuramente, o per Il suggeritore di Donato Carrisi, anche Uccidi il padre richiama ritmi e tecniche tipiche del thriller americano: essenziale, senza inutili pause o lunghe descrizioni, con dialoghi serrati e personaggi tridimensionali e pieni di ombre a cui ci si affeziona subito.

Dazieri elimina tutto ciò che è superfluo per tenere alta la tensione e spingere il lettore verso il finale sorprendente, pieno di intrighi, servizi deviati e complotti da Guerra Fredda. Ma dove tutto torna in maniera credibile e ogni ombra è svelata. Così si fa.

Non a caso, come è stato per i suoi predecessori, anche il romanzo di Dazieri è già stato venduto in tutta Europa, è destinato ad avere un seguito e gli auguriamo di trasformarsi presto anche in una fiction.

Nel frattempo, il consiglio è di portarsi il libro in vacanza e lasciarsi accompagnare da Colomba e Dante nell’incalzante caccia al serial killer che si rivelerà, poi, tutt’altro.

 


Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre quaranta libri e di centinaia di articoli pubblicati su Focus e numerose altre testate. Rivelazioni. Il libro dei segreti e dei complotti (Piemme) è il suo libro più recente. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter e Google+.


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