Forse risolto il mistero del “monaco” sotto la Tour Eiffel
in Indagini, Blog, Misteri aperti, Psicologia dell'insolito, Dai lettori
Come ricorderete, una decina di giorni fa Pietro mi mandò alcune foto di lui e altri amici scattate sotto la Tour Eiffel a Parigi. In una di queste si vedeva svolazzare, sopra il gruppo di amici, uno strano volto che ricordava un monaco col cappuccio in testa.
Il post ha prodotto una lunga discussione tra i lettori, che presto è entrata negli aspetti più tecnici e forse ha perso qualche lettore per strada. Bene, ora forse si è giunti a una soluzione. Vista l’ipotesi che forse il volto del “monaco” era in realtà quello di Mimì (la ragazza alla destra del gruppo) deformata dalla lente, Francesco ha provato a passare il volto di Mimì attraverso una ipotetica lente concava e il risultato è, in effetti, piuttosto convincente. Ecco qui le due immagini, monaco e Mimì, messe una di fianco all’altra e commentate con alcune didascalie da Francesco (cliccate sulla foto per ingrandire):
Direi che la somiglianza tra le due immagini è davvero notevole e, dunque, quella di Francesco potrebbe proprio essere la soluzione al nostro mistero. Che ne pensate?







10 Marzo 2008 alle 15:04
Si, è vero somiglia moltissimo e ricordo che la spiegazione di Francesco mi aveva convinta subito, anche se aveva smentito la mia (non che ci volesse molto :-))
10 Marzo 2008 alle 15:04
sembra che il monaco abbia la barba..la teoria di francesco non mi convince ma non saprei dare altra spiegazione quindi posso accettarla!
10 Marzo 2008 alle 15:14
ma perchè questo tipo di fotografie non sono MAI e dico MAI nitide?
10 Marzo 2008 alle 19:10
…ma perchè questo tipo di fotografie non sono MAI e dico MAI nitide?…
Fulvio si tratta di un immagine parassità…
l’immagine riflessa, essendo una deformazione ottenuta da una lente che compone l’ottica, ha come caratteristica ha quello di formare (l’immagine parassita) tramite alone o nebbia
tratto da http://www.nadir.it/ob-fot/aberrazioni/aberrazioni.htm
La trasmissione della luce e il problema dei riflessi
…Non sono aberrazioni nel senso proprio del termine, ma i riflessi parassiti, le immagini fantasma e il flare, quell’effetto di foschia o appannamento che affligge certe riprese controluce…
oppure
Quando un raggio di luce colpisce la lente frontale può “rimbalzare” tra le diverse superfici dello schema ottico di un obiettivo ed originare riflessi parassiti, od effetti di velo, che abbassano il contrasto dell’immagine.
tratto da http://www.fotoemonti.com/nozioni/aberrazioni_ottiche_e_difetti_de.htm
…sembra che il monaco abbia la barba…
Per quanto riguarda la barba… Rebecca
be non so…
io non la vedo…
vedo solo un ombra lungo il lato destro (dalla parte del monaco e mimi), che scende fino arrivare al mento, effetto anke questo dalla illuminazione del flash, che può vagamente ricordare una barba… ma questa ombra è presente in entrambi i volti…
10 Marzo 2008 alle 19:54
Anche a me aveva convinto la spiegazione di Francesco nel post precendente.
Direi che si può togliere il “Forse” dal titolo.
10 Marzo 2008 alle 20:32
Il mistero è quasi del tutto risolto, grazie all’ottimo lavoro di Francesco.
C’è rimasto solo da scoprire come è venuto fuori il “cappuccio”, e come è stata “ritagliata” la sagoma della ragazza dal contesto (luci di sfondo).
Chissà se mettendomi a stressare un altro poco Francesco non ci scopre e spiega magistralmete pure questo!
Di nuovo, ottimo lavoro!
10 Marzo 2008 alle 22:53
Allora come gia detto…
l’immagine parassità è un immagine che si riflette su una lente del ottica…
questa immagine deve essere presente nel inquadratura…
l’immagine viene riflessa sotto forma d appannamento o alone…
se voi siete in macchina e vi si appana il parabrezza…
come vedete l’esterno???
il ragionamento è uguale…
questo appanamento abbassa il contrasto dei dettagli è a un effetto nebbia che di conseguenza essenzializza il riflesso…
concetto un pò difficile…
provo a semplificarlo prendete come esempio la serie famosa di ritratti a Marylin Monroe di Andy Warhol
http://www.cvm.qc.ca/mboudreault/Images%20Jpeg/Andy%20Warhol,%20%20Marilyn.jpg
Warhol tramite dei tratti netti, ottiene il ritratto d Marylin senza ombreggiature e dettagli.
In pratica Warhol fa il lavoro che ottiene il flash…
bruciare, ogni dettaglio e lasciare solo i tratti forti del volto… sporgenze e incavi…
ora arrivo al cappuccio…
la pelle del volto di mimi ha fatto da specchio…
rimbalzando la luce del flash che l’ha illuminata…
tutto ciò che è attorno al volto è solo in parte riflesso dalla pelle di mimi…
Quindi la papalina di mimi è riflessa solo in parte… solo quella nel immediata prossimità del volto…
la papalina diventa simile a un cappuccio proprio x questo… xkè viene ridotta al semplice tratto dal riflesso della pelle di mimi…
le luci di sfondo non possono essere presenti sul immagine parassita… xkè non possono fisicamente rimbalzare la luce come fa il volto di mimi… uno specchio… dovete pensare a mimi come a uno specchio… le luci sullo sfondo non possono vedersi nel monaco proprio xkè non hanno possibilità fisica di riflettersi… sono statiche… e in quanto statiche formano le famose note musicali…
12 Marzo 2008 alle 2:49
Dai, mistero risolto.
E non ci voleva molto, bastava applicare il principo del rasoio di occam, http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam
12 Marzo 2008 alle 13:26
Ringrazio vivamente Francesco per l’ottimo lavoro ed Enrico per i continui stimoli che sono alla basa del lavoro stesso!
Grazie ragazzi!
Un saluto
Pietro
12 Marzo 2008 alle 13:46
complimenti ragazzi , lavoro stupendo . 10 e lode . non era per niente facile . almeno per me’ continuate cosi’. salutoni
13 Marzo 2008 alle 11:41
Ottima spiegazione Francesco!
io ne facevo però un discorso generalista..
esistono fotografie ineccepibili su questo tipo di “fenomeni”?
possibile che con i mezzi che abbiamo oggi, nessuno riesca a fare fotografie/riprese video che non lascino dubbi sull’esistenza di tali fenomeni?
13 Marzo 2008 alle 18:55
“…possibile che con i mezzi che abbiamo oggi, nessuno riesca a fare fotografie/riprese video che non lascino dubbi sull’esistenza di tali fenomeni?”
Forse la risposta è anch’essa “figlia” del rasoio di Occam.
E se una tale foto non esistesse semplicemente perché non esiste il soggetto da fotografare?
E’ dura, specie per noi amanti del mistero, ma potrebbe essere proprio così…
13 Marzo 2008 alle 20:15
Fulvio, questo “fenomeno” ha proprio quella di caratteristica…
se la foto fosse con un riflesso netto subito distinguibile…
non sarebbe quel fenomeno, ma sarebbe una applicazione intenzionale…
purtroppo la tecnologia non basta x dimostrare l’esistenza di questo fenomeno…
1° xkè non dovrebbe esistere… (i produttori di ottiche, fanno calcoli matematici molto molto complessi, x evitare tutti i tipi di aberrazioni ottiche.)
tra il creare un ottica o travare una cura del cancro c’è lo stesso dispendio di denaro e di cervelli.
2° xkè l’immagine parassita non si può ottenere a comando, si ottiene in casi al limite.
chi fotografa o filma sa del esistenza di questo fenomeno, cosi come di molti altri fenomeni legati al mondo delle riprese, ma cercare di ottenere un riflesso parassita su una delle lenti del obiettivo, va oltre alla volonta di farlo.
L’immagine parassita è un errore del ottica, io posso indurre l’errore, ma non posso essere certo di averlo fatto… xkè x ottenere l’errore deve esserci la giusta distanza interna tra le lenti, e io su questo non posso intervenire.
l’unico modo x evitare tale fenomeno sarebbe quello di creare un ottica con una lente sola, ma la cosa è + facile a dirsi che a farsi, inquanto una lente sola non permetterebbe la messa a fuoco…
14 Marzo 2008 alle 0:01
Concordo con Paolo. Possiamo togliere il “forse”. Che altro aggiungere? Ottimo lavoro, ragazzi! Un giusto plauso a Francesco, e ad Enrico per le osservazioni pertinenti. Riguardo il “rasoio di occam”: è vero che spesso la soluzione più semplice è anche quella giusta. Come anche la considerazione che fa Daniele. Ma per gli “amanti dei misteri”, non è necessariamente negativo che sia così. In fondo, un mistero da scoprire, ci appassiona lo stesso (basta leggere questa nostra discussione), anche se è visto (e deve essere visto) con il necessario spirito critico.
Chi ha detto che gli scettici non si divertono? Ciao a tutti, e alla prossima (spero altrettanto interessante) discussione.
14 Marzo 2008 alle 9:22
non ci crederete, ma anche secondo me non esistono “soggetti” da fotografare!
14 Marzo 2008 alle 21:39
si ottimo lavoro! ma prendendo in considerazione l esistenza di un fantasma voglio cercare se la tour eiffel è stata testimone di qualche antica morte accidentale e ho trovato..un certo franz reichelt che nel 1912 volendo collaudare un paracadute di sua invenzione fu colto da attacco cardiaco e cadde vittima provocando una profonda voragine sotto di lui!
14 Marzo 2008 alle 23:45
Bravissimi ragazzi, avete risolto il problema in maniera davvero magistrale. ora ne avrei da proporvi uno anche io (anzi due). il primo problema riguarda una fotografia strana dove appare una misteriosa figura tanto per NON cambiare. Il secondo problema invece è: COME SI FA A MANDARLA IN RETE? Per favore se qualvuno mi può dare una mano Grazie
15 Marzo 2008 alle 9:17
Senza l’accenno alla “profonda voragine” la storia sarebbe stata più credibile!
A me risulta che ci sia morto un operaio (per la precisione durante l’installazione degli ascensori), Bartus Kolbawski, un emigrato fanatico religioso originario dell’est europeo scontroso e malvoluto dai colleghi.
Cadde dalle impalcature in circostanze misteriose e il suo fu l’unico incidente in tutto il cantiere in tutta la durata dei lavori. Viste le norme di sicurezza allora esistenti è piuttosto strano: sarà un caso?
Come accennato in “La maledizione del Titanic”, in “Grandi misteri della Storia 1″ di Massimo, risulta che Marys, la figlia di Kolbawski, morì durante l’affondamento del Titanic.
Pare anche che prima dell’imbarco abbia più volte manifestato una certa avversione per quel viaggio. Mai avrei pensato di dirlo due volte nello stesso post, ma Giacobbo insegna: sarà un caso?
In ogni caso è facile dedurre che il monaco fantasma della foto altri non è che lo spirito di Bartus Kolbawski inquieto per il proprio omicidio e per l’anima della figlia, dispersa in mare.
Non c’è ombra di dubbio: ho usato esattamente la stessa tecnica deduttiva usata da Massimo nel già citato “La maledizione del Titanic” e non ci possono essere errori… ed ho le prove!
Buon fine settimana a tutti,
Ste
15 Marzo 2008 alle 9:25
P.S.: La crisi cardiaca che provocò la morte prima che toccasse terra di Franz Reichelt, il sarto francese di origini austriache durante il collaudo di un paracadute di sua invenzione (confermo ahimè che si parla di un “cratere di quasi mezzo metro di profondità”), fu chiaramente provocata dall’apparizione di Bartus Kolbawski!
15 Marzo 2008 alle 21:13
bisogna vedere se kolbawski è morto prima di reichelt..ma resta il fatto che credere nei fantasmi non è facile e che leggervi è molto interessante e piacevole un buon fine settimana a tutti rebecca!
15 Marzo 2008 alle 22:06
Ragazzi, se avete altre foto da mandare sul blog per discuterne insieme, l’indirizzo da cui poi me le girano è questo: quicicap@cicap.org. Vi aspetto.
msm
16 Marzo 2008 alle 11:00
sono curiosa di vedere la foto strana di piero e prego vivamente di spedirla all ind che massimo ha indicato .
17 Marzo 2008 alle 9:30
@rebecca: è logico pensare che Kolbaski sia morto prima di Reichelt in quanto il primo ha lavorato alla costruzione della torre Eiffel e il secondo si è gettato dalla sua sommità (che non sarebbe esistita se i lavori non fossero finiti). C’è chi sostiene il contrario, ma chiaramente è un complotto internazionale volto ad insabbiare l’episodio!
Comunque un bel gioco dura poco: come avrete intuito tutti, il mio post era una burla, un pesce d’aprile anticipato! Il fatto che sia morto un solo operaio durante i lavori alla torre è vero, vero anche che fosse cosa piuttosto insolita viste le misure di sicurezza dell’epoca ed anche il libro di Massimo che ho citato esiste davvero!
La vicenda dell’operaio, il suo nome, la figlia e tutto il resto me lo sono immaginato di sana pianta: volevo creare una mini-leggenda come indicato in “Grandi Misteri della Storia”! Anzi, l’insistita citazione de “La maledizione del Titanic” in cui Massimo si è inventato di sana pianta la maledizione voleva essere un indizio per smascherare la mia montatura!
Se non altro ne è venuto fuori uno spunto abbastanza interessante per un’avventura horror di giochi di ruolo!
Buona settimana a tutti,
Ste
18 Marzo 2008 alle 20:50
Reichelt non si getto dalla cima ma bensi dal terzo piano
18 Marzo 2008 alle 20:54
anzi correggo dal primo piano..e l operaio si mori durante l installazione degli ascensori!
18 Marzo 2008 alle 21:01
e fatte ricerche ho trovato che l operaio non era un addetto alla manuntezione ma bensi alla costruzione quindi mori prima di reichelt
23 Marzo 2008 alle 18:10
La spiegazione di Francesco mi aveva quasi convinto,ma quella di Stefano è molto più chiara e convincente!!!!
Scherzi a parte complimenti a Francesco per l’enorme conoscenza dimostrata in campo fotografico e a Stefano per la fantasia,almeno mi son fatto 2 risate.
25 Marzo 2008 alle 18:25
ciao ragazzi, ho visto la foto e mi è balzata agli occhi una cpsa che non mi sebra che sia stata commentata, ve la butto lì:
vedete quei vermetti luminosi sopra le teste non vi sembrano note musicali?
allora? direte voi beh così x scherzo ho tentato di trascriverle come meglio mi sebrava ( sembra una scala con un paio di note ribattute)e mi è venuto fuori l’incipit della canzone delle Ketchup “Asereje” forse perchè mi aveva fatto una testa così un paio di estati fa. Tutto bene fin qui. No affatto, l’altro giorno leggo su un sito (http://www.attivissimo.net/antibufala/asereje/asereje.htm)che tale canzone è stata bandita nei paesi del sudamerica, perchè inneggiante al diavolo! Orpola! ho fatto un balzo sulla sedia!
riporto dal sito “attivissimo”:
E così viene fuori che la canzone dell’anno, Asereje, è in realtà un inno a Satana. In pratica le Ketchup (la salsa rossa che sembra sangue) hanno fatto sì che tutti cantassimo questa canzone senza sapere esattamente cosa cantavamo, e facendoci credere che le parole erano senza senso.
E così tutti a cantare inni a Satana, cosa che al principe delle tenebre avrà fatto sicuramente piacere. Sembra addirittura che nella repubblica Domenicana, a Porto Rico e in Honduras questa canzone sia stata proibita.
Asereje vuol dire “essere eretico”, o in spagnolo “un ser hereje”, dove A sta per “uno” o “un”.
Il coro: “Asere je ja de je de jebe tu jebere seibunouva Majabi an de buguni an de buididipi”. Ecco la traduzione: “Sii eretico (asereje) Jehovah (Ja - il nome di Dio) ti permette di esistere (je de jebe tu jebere). Inchinati (Majabi) e noi ti guideremo” (la combinazione delle ultime parole in spagnolo).
Sembra quindi molto grave che un sacco di persone ripetano più e più volte questa canzone senza sapere cosa stanno dicendo. Secondo questi rituali le parole hanno un potere, e per questo vanno ripetute.”
quindi direte voi?
quindi niente solo coincidenza spero! giusto per chiudere la vicenda in bellezza!
giusto per essere sicuri dalla foto non si capisce, ma c’era qualcuno con le cuffiette del walkmen tra quelli ritratti?
ciao a tutti
Alex
30 Marzo 2008 alle 10:28
Ho seguito con interesse tutte le discussioni ed i vari interventi… ed in effetti la soluzione proposta sembra essere la più plausibile… per quanto riguarda l’immagine del presunto monaco…
Per quanto riguarda l’ultimo intervento… è vero quei piccoli “vermetti” sembrano note musicali… ma non capendo assolutamente nulla di note e metrica musicale non oso lasciare alcun commento…
Ciao a tutti
Tecla
8 Aprile 2008 alle 21:55
X Alex: potresti rendere disponibile lo spartito che hai ricavato dalle note delle foto?Grazie!