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Vediamoci anche a Torino!

Il 16 dicembre, due giorni dopo la cena con i Soci toscani del CICAP (o con chi in quell’occasione si vorrà fare socio), ci vedremo anche a Torino per un incontro con i Soci piemontesi. Ecco qui l’annuncio del gruppo:

Il CICAP Piemonte è lieto di invitare i soci del CICAP e gli abbonati

alla rivista Scienza & Paranormale alla cena speciale che si terrà

mercoledì 16 dicembre 2009 in Torino .

La serata costituirà una piacevole occasione per incontrarci e farci

personalmente gli auguri per le feste di fine anno. Avremo inoltre il

piacere di avere con noi Massimo Polidoro, Segretario Nazionale del

CICAP, con il quale potremo intrattenerci, festeggiare i 20 anni del

CICAP (ricordiamo che il primo incontro per la costituzione del

Comitato si tenne proprio a Torino!) e parlare delle prospettive per

il futuro.

Congiunti e amici simpatizzanti del Comitato saranno i benvenuti.

L’evento si svolgerà presso il CH4 Sporting Club di Via Trofarello 10,

Torino. L’appuntamento è per le ore 20.00 ed è necessaria la

prenotazione all’indirizzo piemonte@cicap.org entro il giorno 11

dicembre 2009; il costo è di 20,00 Euro a testa per gli adulti e di

10,00 Euro per i bambini fino a 12 anni.

Sarà presente un banchetto a cui sarà possibile aderire al Comitato e

acquistare le pubblicazioni del CICAP, e abbiamo anche in serbo una

sorpresa!

Vi aspettiamo,

il CICAP Piemonte

9 risposte su “Vediamoci anche a Torino!”

Caro Massimo,

Il tuo bel commento centra perfettamente quella che è la mia “cifra stilistica” e quindi ti ringrazio.

Ad onore del vero, in tutta onestà e per amore della verità, devo però precisare che in realtà io sono veramente dotato di poteri sovrannaturali.

È un dono che ho ricevuto da qualche dimensione parallela fin dalla mia nascita, quando consegnai alla levatrice un biglietto con scritto “mi chiameranno Francesco”. Il resto è storia…

Tutte quelle scmpiaggini che racconto nei miei spettacoli sulla comunicazione, sulla psicolgia e la PNl non sono altro che una maschera per nascondere i miei reali poteri paranormali, al fine di evitare di essere rapito e chiuso in qualche laboratorio militare, dove farebbero senz’altro a fette il mio cervello per scoprirne i segreti…

Si dice “Se vuoi che un segreto rimanga tale, scrivilo in un libro”…

Sperando che valga anche per i Blog, ecco affidata a voi la mia Verità. È un pesante fardello che porto da circa 24 anni (questa la mia età…), forse condividerlo con voi amici del CICAP mi aiuterà a sostenerne la responsabilità.

Caro Felice,

la straordinaria abilità di Francesco è proprio quella di creare l’illusione di poter condizionare il comportamento e le scelte degli spettatori usando tattiche subliminali, suggerimenti non verbali, suggestioni simil-ipnotiche e così via. Mi sembra un eccellente passo avanti rispetto a chi, facendo le stesse cose, fino a poco tempo fa vantava facoltà al limite del paranormale. Ma ricordiamoci che Francesco è un eccellente artista dell’illusione a cui va tanto di cappello.

Salve,

mi scuso per il commento non proprio pertinente con l’articolo. L’ho vista allo spettacolo teatrale che Francesco Tesei ha dato a Milano e volevo chiedere secondo lei che ruolo ha la PNL nei giochi di Tesei, ovvero se è possibile costruire un intero gioco sfruttando solo messaggi subliminali, induzioni ipnotiche e le altre varie tecniche di PNL senza ricorrere ad alcun “trucco classico”. Non chiedo ovviamente una possible spiegazione dei giochi! 🙂

E’ quello che penso anch’io. Non credo che noi siamo l’unica forma di vita intelligente nell’Universo, però mi dico: in tanti anni, possibile che non ci sia niente di più definito? Cioè, i casi sono due:

1) gli alieni NON VOGLIONO farsi vedere

in questo caso, con la loro immane tecnologia, rendersi invisibili dovrebbe essere facilissimo

2) gli alieni VOGLIONO farsi vedere

allora perchè non organizzare un bello sbarco in grande stile in un luogo simbolo, che ne so, Times Square a New York, Piazza San Pietro…

Lo stesso per i rapimenti: io, se fossi in loro, rapirei un personaggio importante, Obama, il Papa, non Fortunato Zanfretta o la Signora Giovanna di Mistero…

Bellissimi filmati , bellissimi discorsi. Ma sono 60 anni di filmati e discorsi . Non c’e’ dubbio, o sono campioni di nascondino ,o sono campioni di nascondino. Si perche’ io non vedo nient’altro niente di nuovo all’orizzonte . Non bastano filmati e racconti , a me non bastano filmati e racconti. NON CI CREDO.anzi NON CI CASCO.

il 16 dicembre,

se vi avanza del tempo,

consiglio la visione di un recente filmato andato in onda su

History Channel, dal titolo:

“I Know What I Saw” (So quello che ho visto);

è un po’ lunghetto, 10 parti ed un’ora e mezza circa di durata.

Consiglierei, per chi reputa non utile e/o banale l’argomento,

di andare direttamente alla parte n°4:

[4-10] I know what I saw (Beyond the blue) – sottotitolato in italiano

http://www.youtube.com/watch?v=6jRESJKkUjM

qui troverete tutte le 10 parti:

http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2009/11/03/documentari-vi-proponiamo-i-know-what-i-saw-il-seguito-di-out-of-the-blue/

Il discorso si farebbe ora un po’ serio, perché entrerebbe in gioco il concetto di “sostenibilità sociale” del fenomeno o.v.n.i., il quale potrebbe assumere le seguenti ipotesi di connotazione:

a) le testimonianze e le immagini del documentario andato in onda possono essere fatte “tutte” risalire tranquillamente ad oggetti/strumentazioni di origine terrestre (umana) o rientranti nell’umano e condiviso paradigma bio-fisico-scientifico

b) tutto il documentario, dal primo all’ultimo secondo è una bufala, e “tutte” le persone, coinvolte nei casi più inspiegabili, sono state vittime di abbaglio collettivo

c) si può parlare seriamente di sussistenza di forme di coscienza-tecnologia di origine “non terrestre”

Queste tre ipotesi comporterebbero, rispettivamente, le seguenti considerazioni:

a) come si evince dal documentario, se già durante la seconda guerra mondiale (o, meglio, immediatamente dopo), i paesi/governi in guerra/conflitto avevano a disposizione tali strumentazioni (alcune delle quali enormi, silenziose, superveloci,…) perché la guerra si è protratta per così tanto tempo e perché oggi i combatimenti durano decenni e decenni? La curva di progresso tecnologico-bellico perché si è arrestata dopo aver raggiunto dei punti incredibilmente alti di evoluzione già durante gli anni ’40-’50?

b) mi preoccuperebbe il fatto che si appurasse che cotanta gente (alcuni dei quali ricoprono/ricoprivano “ruoli di difesa” molto delicati) fosse schizofrenica-visionaria, e che quindi, detta à la Jung, è gente che potrebbe influenzare/alimentare/modellare la coscienza collettiva.

Diventeremo tutti allucinati o lo siamo già in parte?

c) dal punto di vista di sostenibilità sociale, la terza ipotesi su esposta (ossia la sussistenza di forme di civilltà non terrestri, dotate di coscienza e/o tecnologia ben superiore alla nostra)

è, attualmente, quella che mi preoccupa di meno e che aprirebbe spiragli molto molto interessanti in una prospettiva di trasparente collaborazione/condivisione/evoluzione storico-tecnologico-religiosa.

Buona visione ed

Extra-Saluti!

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