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Il libro che mi ha fatto piangere (mentre lo scrivevo)

C’è un libro che mi ha lasciato un segno profondo. Sapevo che era una storia terribile, ma non mi sono reso conto di quanto lo fosse davvero finché non ho iniziato a scriverla.

il nido degli angeli - massimo polidoro

È una storia in cui mi sono imbattuto per caso, una storia che mi sono accorto di conoscere già ma che avevo cancellato dalla memoria per quanto era spaventosa…

LEGGI “IL NIDO DEGLI ANGELI”

Da bambino c’era un nome che ci faceva tremare quando lo sentivamo pronunciare dai grandi. Il nome era quello di Maria Diletta Pagliuca.

È un nome che oggi non dirà nulla ai più, ma che all’inizio degli anni ’70 era diventato sinonimo di cattiveria e di terrore. «Guarda che chiamo la Pagliuca!» si diceva ai bambini per farli stare buoni.

La Pagliuca era un’ex suora che aveva aperto un istituto per accogliere bambini senza famiglia o con problemi di qualche tipo. Si chiamava Il nido degli angeli, un posto dove i bambini avrebbero trovato la mamma che non avevano mai avuto.

So che già da queste poche righe chi legge ha già capito dove stiamo andando a parare.

La donna era in realtà un’aguzzina spietata e crudele che, grazie ad appoggi potenti di vescovi e alti prelati, sfruttava le disgrazie dei bambini per speculare su donazioni e contributi regionali. A lei gioielli, automobili e la fama di “santa”, ai bambini un inferno quotidiano fatto di torture e sevizie.

Tuttavia, ho capito che avrei potuto raccontare quella storia quasi come fosse un romanzo – dove però tutto era realmente accaduto – quando ho scoperto chi era passato dal “nido degli angeli”.

C’era passato un ragazzo di nome Mario Appignani, detto “Cavallo pazzo”, un personaggio che si ritagliò una fetta di celebrità disturbando programmi televisivi e manifestazioni pubbliche.

Un ragazzo che aveva avuto un’infanzia terribile, sopravvivendo per l’appunto al “nido degli angeli” di Maria Diletta Pagliuca.

Quando trovo il suo memoriale, decido che sarà lui il protagonista a raccontare in prima persona quella storia tremenda.

Ed è quando comincio a scriverla, cercando di immedesimarmi nella sua triste vicenda, che mi rendo conto di quanto possa essere doloroso scrivere un libro.

Nasce così Eravamo solo bambini, pubblicato nel 2010, e ora uscito nuovamente con il titolo de Il nido degli angeli:

LEGGI “IL NIDO DEGLI ANGELI”

Ho raccontato la storia del romanzo su Radio 24, in questa puntata de “Il falco e il gabbiano” con Enrico Ruggeri.

Qui ne potete leggere le prime pagine, qui potete leggere quello che ne pensa Umberto Veronesi, rimasto molto colpito dal libro, e qui il parere di Valerio Evangelisti.

Questo, infine, è il booktrailer che avevamo realizzato quando il libro era uscito la prima volta:

https://youtu.be/au54c5trSD4

Non è un libro per tutti, ma se lo leggerete credo non lo dimenticherete facilmente. Fatemi sapere poi che cosa ne pensate.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.


9 risposte su “Il libro che mi ha fatto piangere (mentre lo scrivevo)”

leggerò questo libro,forse in qualche angolo d’italia non ci siano questi posti,a noi sconosciuti e forse e spero di no, si verrà conoscenza solo quando succede qualcosa di grave,dopo ci si chiede perché quando i bambini diventano grandi,e sono delle cattive persone ,e da porsi una domanda,che infanzia hanno avuto,dove sono cresciuti????,troveranno sicuro risposte

Non sono riuscita a tenerlo in mezzo ai miei libri.
Libro sconvolgente, troppo doloroso.
L’ho donato alla biblioteca comunale più vicina a casa mia e poco dopo ho visto che era stato messo sullo scaffale delle “letture consigliate”.

Caro Massimo

Ho letto e fatto leggere il libro quando ancora si intitolava “Eravamo solo bambini”.
Lo tengo nella mia piccola libreria accanto ad altri tuoi titoli.
E’ sconvolgente.
Ancora stento a credere che una vicenda così disumana possa essere reale.
Hai raccontato l’irraccontabile mantenendo sempre la chiarezza a la semplicitá che ti distingue.
Da leggere assolutamente.

Questo è davvero un libro che lascia il segno.
Quando l’ho letto ho sofferto tantissimo (deve essere stato difficile scriverlo!), eppure lo consiglierei assolutamente a tutti.

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