Racconterà la vicenda del "Titanic" il nuovo libro di Massimo Polidoro.

La notte del 14 aprile 1912, il Titanic affondava nelle gelide acque dell’Atlantico portando con sé 1517 persone. Per commemorare l’evento, a 100 anni esatti, esce “Titanic. Un viaggio che non dimenticherete (Edizioni Piemme), il mio nuovo libro dedicato al naufragio.

"Titanic. Un viaggio che non dimenticherete", Edizioni Piemme 2012, pp. 320, € 18,00

Non un saggio, ne esistono in circolazione di ottimi, ma piuttosto un romanzo-inchiesta basato sulle testimonianze dei superstiti e sulle ricostruzioni fatte in occasione delle indagini e del successivo ritrovamento del relitto. Chi ha letto i miei libri precedenti, da “Marta che aspetta l’alba” a “Eravamo solo bambini” fino a “Etica criminale” e “Un gioco infame” sa già che cosa intendo.

Un modo emozionante per avvicinarsi a quel tragico evento e per tentare di capire che cosa può avere provato chi si trovava a bordo della nave quella terribile notte. Ecco la scheda di presentazione:

Là sotto, da qualche parte, giaceva l’enorme relitto e, come per incanto, si ritrovò a immaginare che cosa avesse significato salire su quella nave tanti anni prima. Né i ricconi della prima classe, e tantomeno i poveracci della terza, avevano mai messo piede su qualcosa di così imponente e lussuoso. Pareva che l’ingegno e l’intraprendenza dell’uomo non avessero più limiti. Perché tutto, a quel tempo, sembrava ancora possibile…

A cento anni di distanza dalla fatale collisione, Massimo Polidoro ricostruisce la vicenda del Titanic in un’avvincente racconto corale che intreccia le storie di ufficiali e passeggeri, naufraghi e soccorritori, scienziati e avventurieri. Attraverso gli occhi dei protagonisti assisteremo all’intero svolgimento di una storia intramontabile. Saremo accolti a bordo. Visiteremo la nave e i suoi meravigliosi saloni. incontreremo i personaggi più interessanti. Vivremo le emozioni della traversata. Fino al momento del fatale impatto, quando la nave si inclina, il panico si diffonde e la sorte distingue tra sommersi e salvati.

E poi si andrà alla ricerca del relitto, ci si inabisserà nelle profondità dell’oceano per scorgerlo ancora una volta da vicino, e infine vederlo risorgere a nuova luce. A rammentarci che «la vita non è che una partita giocata con la dea fortuna».

Preparatevi a vivere la più grande avventura che sia mai stata raccontata.

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