Il fascino eterno dei luoghi misteriosi

Ho sempre considerato il sito Luoghimisteriosi.it un’ottima fonte di idee e spunti.

Bomarzo

Ora, Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu, i due creatori del sito, hanno raccolto in un libro alcune delle loro scoperte.

Luoghi di forza

Il libro dei curatori di Luoghimisteriosi.it

Sul loro sito i luoghi che conservano leggende e storie di misteri sono raccontati con passione e dovizia di particolari. Decine di “luoghi misteriosi”, suddivisi per regione, sono a disposizione degli esploratori dell’insolito.

Se volete localizzare le numerose “costole di drago” ancora oggi conservate in molte chiese (anche se si tratta di ossa di balena), rintracciare i tanti Sacri Graal custoditi in altrettanti luoghi sacri (anche se sono solo calici dipinti) o seguire le tracce di autentici megaliti e necropoli che il nostro Paese custodisce nei luoghi meno frequentati, Isabella e Sergio sono le persone giuste a cui rivolgersi.

Ora, nel libro appena uscito per Sperling & Kupfer, Luoghi di forza, affrontano uno dei temi classici della fantarcheologia, quello dei luoghi “energetici”.

Sul tema si leggono da sempre affermazioni del tutto prive di fondamento scientifico: suggestioni, leggende, dicerie…

Ma, come ho avuto modo di raccontare, talvolta anche il folclore può nascondere qualcosa di interessante che merita approfondimenti.

E, dunque, pur prendendo con le molle le varie teorie su “magnetismi” ed “energie misteriose”, è possibile leggere Luoghi di forza come una nuova, intrigante fonte di luoghi poco noti da scoprire.

Segnalatemi i luoghi “misteriosi” della vostra zona: sono sempre alla ricerca di posti simili.


Ti è piaciuto questo post? Iscriviti alla mia newsletter per non perdere i prossimi e restare aggiornato. Riceverai ebook e video esclusivi e gratuiti.


Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie: il secondo si intitola Non guardare nell’abisso e arriva il 21 giugno 2016. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




9 Comments

  1. Consiglio un giretto alla Rocchetta Mattei, frutto della “geniale” mente del conte Mattei, raffinato elettro omeopata. Se siete scettici imparerete l’autocontrollo: le guide sono dedite a raccomandare i benefici delle pratiche di Mattei e ad indicarvi simboli esoterici praticamente ovunque. A Bomarzo puoi decidere di avventurarti senza guida, alla Rocchetta Mattei non c’è scampo perché si entra solo tramite le visite guidate. Ha riaperto da poco, dopo anni di restauri e vale veramente la pena: architettura fantastica (moresca) a cui si unisce il gusto Liberty.

    1. Grazie per la segnalazione, Monia!

  2. Temo che Tu sbagli, caro (quasi omonimo) Aldo. Di romanzi ambientati nel Giardino dei Mostri ve ne sono diversi, i più famosi dei quali di Manuel Mujica e di Hella Haasse, ma sono…posteriori alla costruzione del Parco. Provare per credere. In ogni caso uno Scettico non può mai scrivere che esiste uno scritto qualsiasi di cui non ricorda il nome dell’ Autore. E’ lecito solo a Poeti, Creduloni e Belle Donne.

    1. Vedo ora il Tuo chiarimento, Aldo, quindi ritiro il 90% della mia osservazione. Devo però dire che, mancando una confessione del principe Orsini, la Tua resta una ipotesi. La trama del romanzo non è proprio sovrapponibile al Parco. E del resto il Romanzo è abbastanza simbolico o, peggio, esoterico.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Hypnerotomachia_Poliphili

      1. Inoltre il titolo del romanzo (Hypnerotomachia) non significa sogno, semplicemente, ma: battaglia d’ amore nel sonno

  3. Le leggende sono sempre affascinanti, anche se chiaramente si tratta di puri parti della fantasia umana (al massimo, in certi casi, c’è qualche fondo di verità, ma certo ben lontano dagli approdi cui giunge la fantasia!).
    Oggi ho passato il pomeriggio a chiacchierare amabilmente riguardo alla leggenda dello spettro di Mantellini sulle Rive del Satanasso (il cognome Mantellini, tra l’altro esiste davvero, ma spero che gli omonimi del leggendario negromante non si sentano tirati in causa).
    Qui in zona ci sono diversi luoghi attribuiti alle fate (Buca delle fate ecc), nonché un piccolo stagno, chiamato Gorganera, che si narra fosse senza fondo e da cui si dice fosse uscito addirittura un basilisco. Per quanto ne so è il paradiso della Rana temporaria e di molte altre specie di anfibi e di basilischi non ne ho mai visti (altrimenti non sarei qui a scrivere 😉 ), però, leggendo alcuni particolari della leggenda, mi è venuta un’illuminazione: in realtà sul fondo dello stagno si apre un “ponte di Einstein-Rosen”!
    Naturalmente sto scherzando e qualunque fisico può spiegarti il perché non può esserci una cosa del genere sul fondo di uno stagno sull’Appennino Tosco-Romagnolo (ma neppure sulle Alpi o in Groenlandia, se è per questo); però adattare antiche leggende in modo da cercare una spiegazione apparentemente scientifica a eventi tramandati nel folklore può essere un gioco divertente. A patto che resti solo un gioco.

  4. Ora ricordo l’autore e l’opera : Si tratta del sogno di Polifilo di Francesco Colonna a cui il giardino di Bomarzo chiaramente si ispira. Nella trama infatti il luogo del sogno di Polifilo è appunto un bosco nel quale incontra numerose creature fantastiche ( draghi, lupi, fanciulle, ninfe, ecc ) Nel poema è presente anche l’obelisco e l’elefante che infatti sono nel giardino. Polifilo nel sogno infatti … vede poi spuntare fra i colli una strana costruzione composta da una piramide sormontata da un obelisco. Poi ancora strane costruzioni, per metà edifici ben progettati e per metà rovine:un cavallo alato su cui cercano di ergersi alcuni putti, un elefante su cui si leva un altro obelisco, misteriosi geroglifici accompagnati da scritte che in parte li decifrano. Arrivato alla porta della piramide vi entra entrando in una specie di tempio. Un drago gli impedisce di tornare indietro spingendolo verso il basso… Insomma in questo giardino c’è molto del poema cavalleresco in riferimento e veramente poco di magico ed esoterico ! Scusate la lungaggine.

    1. Grazie mille, Aldo. L’informazione è preziosa e, in effetti, per nulla segnalata in rete!

  5. Come accade spesso per il giardino dei mostri di Bomarzo, che ho avuto il piacere di visitare spesso. Ogni volta incontravo qualcuno che mi raccontava storie incredibili di esoterismo e di strana magia. Approfondendo l’argomento sono invece venuto a conoscenza che l’intero giardino si ispira ad un romanzo dell’epoca. L’opera letteraria sfata in pieno tutti coloro che credono che il parco sia un percorso iniziatico. In realtà il giardino non fa che riprodurre tutte le fasi salienti dell’opera letteraria a cui si riferisce. Purtroppo non ricordo più il nome dell’autore di questo romanzo e non riesco a ritrovarlo. Guardando su internet ovviamente ci sono solo le leggende.

Lascia un commento

*