A proposito della Sindone

[inserito il 21.05.07 alle ore 9:00]
in Blog, CICAP, Misteri storici, Paranormale religioso

Sindone

Una delle mail arrivatemi di recente mi dà la possibilità di parlare di uno dei più noti misteri della storia, quello della Sindone. L’autore è Gabriele Cuscino:

Gentile Massimo,
premetto che sono un tuo ammiratore da tempo, fin da uno dei primi numeri di
Focus (intorno al 1994/’95 o giù di lì) in cui apparivi, spiegando cos’era il CICAP e la storia di James Randi e Uri Geller.

Ora seguo molto il tuo blog e i tuoi preziosissimi nonchè molto curati podcast, per cui l’altro giorno mi è venuta un’idea, riguardo un mistero in particolare che ha da sempre diviso il mondo.

Premetto che sono una persona con i piedi per terra, che sono agnostico, ateo ed abituato a cercare la verità dietro l’angolo quando ciò che mi si presenta davanti al naso appare inusuale, misterioso o inspiegabile. Devo dire che la mia famiglia, un gruppo di persone iper-cattoliche e ferventi credenti, è stata una dura palestra per me, per l’allenamento del mio modo di ragionare basato sull’empiricità della realtà e di ciò che è dimostrabile; per cui, capirai bene, ho sempre cercato di seguire quella strada della ragione che non porta a prendere delle pericolose scorciatoie della logica verso indefiniti territori dove ci si perde facilmente.

Tutto questo solo per dirti che, parlando con un mio amico, un professore di matematica (e quindi una persona molto addentro con la scienza e il tipico ragionamento scientifico), siamo finiti sull’argomento Sacra Sindone, sul quale lui si batte a spada tratta, argomentando peraltro molto bene le sue tesi, basate sull’inaffidabilità delle recenti prove al radiocarbonio 14 (inficiate da presenza di cuciture del lino risalenti al Medioevo). Per carità, ogni cosa che dice è comprovata da salde argomentazioni scientifiche, ma io ho dei seri dubbi su tutta la faccenda.

C’è stato un paragone tra Schliemann e la scoperta di Troia - il tedesco si basò su fonti storiche e sui testi di Omero per trovare su Hissarilik la perduta città di Troia - con la situazione della Sindone. In quanto fonti storiche (seppur dubbie) i Vangeli costituiscono delle testimonianze, in qualche modo, e messi assieme, estrapolando le notizie che ne ricaviamo, si potrebbe anche fare un tentativo di far combaciare le fonti storiche con le prove oggettive (la Sindone in se stessa).

Insomma… io ho mostrato scetticismo, in quanto anche se si può dimostrare dalla trama del tessuto a lisca di pesce (tipica della tessitura del lino dell’epoca di Cristo) e dalla sua sbiancatura, che il tessuto risale a 2000 anni fa, ciò non dimostra null’altro che questo; ho ribadito che l’uomo rimasto impresso nel tessuto è certamente morto in seguito ad una pena inflitta dai romani, la crocefissione, e che molte cose potrebbero combaciare, ma ciò non costituisce una prova certa. Sarebbe arbitrario affermare il contrario… e in ogni caso, la figura di Cristo potrebbe davvero essere realmente esistita… pur non provando ciò null’altro che questo!

Stesso discorso di prima cioè… che l’esistenza di un personaggio storico non prova che sia figlio di Dio almeno quanto l’esistenza di un sudario risalente a quell’epoca non prova che sia effettivamente il sudario appartenente a quel personaggio.

Insomma, morale della storia (e scusa se ti ho tediato), vorrei un tuo parere in materia… non so, vorrei chiederti se il CICAP ha mai fatto delle ricerche in ambito sindologico, se ci si è sforzati di fare luce su questo reperto, per capire una volta e per tutte cosa abbiamo di fronte e mettere a tacere dicerie e illazioni.

Io cerco di non essere fazioso, però sono anche un pò irritato dalla confusione che regna attorno a questo oggetto che - tra l’altro - dovrebbe stare in un museo se veramente appartenente ad un periodo storico antico. Non metto in discussione la fede dei cristiani, che sono liberi di credere (e di certo continueranno a farlo, qualunque sia l’esito delle indagini), però vorrei che si facesse il punto sulla situazione.

Perciò mi rivolgo a te, sicuro di essermi appellato alla persona giusta, che potrebbe aiutarmi o a capire o quantomeno a farmene fare una ragione!
Ti ringrazio molto della tua attenzione e mi scuso per aver abusato della tua pazienza. Ciao e grazie ancora!

Grazie a te Gabriele.

Sì, dell’argomento Sindone ci siamo occupati più volte nel CICAP. Io, in realtà, ne ho più che altro scritto qualche volta. Tra chi ha studiato e investigato più da vicino il mistero ci sono sicuramente gli amici Luigi Garlaschelli e Gian Marco Rinaldi.

Garlaschelli ha scritto anche un libro sull’argomento (Processo alla Sindone, Avverbi), oltre a un capitolo contenuto nel mio Enigmi della storia. Sul sito del CICAP si può trovare molto materiale e, per non perdersi, si può iniziare da questo intervento di Mariano Tomatis.

Gian Marco Rinaldi, invece, ha condotto una sorprendente inchiesta su una vicenda che ha dell’incredibile. Quando alcuni anni fa si seppe che la datazione al Carbonio14 aveva indicato la Sindone come risalente al 1300 circa (e, dunque, aveva sentenziato che di falso si trattava), comparve uno scienziato russo che sembrò salvare capra e cavoli.

No, disse lui. Se la datazione ha dato quel risultato è solo perchè è stata esposta a un violento incendio. E dunque? E dunque, diceva il russo, un forte incendio può alterare la presenza di carbonio e quindi falsare la datazione anche di un migliaio e più di anni. In questo caso (guarda un po’) di 1270 anni circa.

Poichè era la prima volta che si sentiva dire qualcosa del genere, gli si chiese come lo sapesse. Semplice, fu la risposta, lui stesso aveva condotto una lunga serie di esperimenti pubblicati su riviste scientifiche che dimostravano questa incredibile scoperta.

Kuznetsov, questo il nome dello scienziato russo, fu immediatamente indicato dai sindonologi come il salvatore della Sindone. Grazie a lui era stato dimostrato che la datazione al C14 era sbagliata.

Almeno finchè non è arrivato Gian Marco Rinaldi. Ci ha messo qualche anno di ricerche, verifiche e indagini da vero Sherlock Holmes del paranormale. Alla fine, ha scoperto e lo ha dimostrato in maniera inconfutabile, che Kuznetsov si era inventato tutto di sana pianta. Non aveva mai fatto gli esperimenti. Non esistevano i laboratori dove diceva di averli fatti. Non esistevano i collaboratori che diceva lo avevano aiutato. Non esistevano gli articoli che diceva di avere scritto. Non era vero niente di niente.

L’unica cosa vera era che Kuznetsov era un tipo capace di inventarsi qualunque esperimento potesse fare comodo a qualche gruppo che aveva bisogno di prove scientifiche per convalidare una credenza di tipo religioso (lo aveva già fatto in passato con i Creazionisti americani) a patto che qualcuno lo sovvenzionasse. E per “inventare” intendo proprio un atto di pura fantasia.

L’intera inchiesta di Rinaldi è disponibile online, sul sito del CICAP, e la si può leggere qui. Credete che questa incredibile rivelazione (pubblicata su Scienza & paranormale, su The Skeptical Inquier, ripresa dai quotidiani, disponibile sempre sul web…) abbia forse fatto cambiare idea a chi sosteneva le tesi di Kuznetsov a spada tratta? Forse non conoscete abbastanza bene i sindonologi. Leggete qui.

Prima di chiudere, vi segnalo anche l’ottimo sito di Antonio Lombatti, storico del cristianesimo medievale ed esperto di false reliquie, che di Sindone se ne è occupato tante volte. Vi segnalo anche il suo ultimo libro, Il culto delle reliquie (Sugarco).

Buona lettura.

65 commenti a “A proposito della Sindone”

  1. Paolo dice:

    Aggiungerei che Umberto Eco in “Baudolino” - Bompiani 2000 avanza una singolare spiegazione del procedimento di impressione di immagini umane sui lini e narra la romanzesca avventura che porta uno di questi lini a varcare le soglie d’Europa, arrivando da terre lontane negli anni della IV crociata.

  2. Aldo Grano dice:

    Come scrissi anni fa a Garlaschelli e al suo “avversario” Baima Bollone, la diatriba è inutile in quanto manca al lino la “bolla di accompagnamento”: ovvero, se esistesse un documento cartaceo coevo alla Sindone, che abbia sempre “viaggiato” nella Storia assieme a lei, che attesti che si tratta di uno dei tessuti venuti a contatto con il corpo di Gesù, allora una datazione avrebbe senso. Siccome tale documento non esiste, è inutile aprire una diatriba sul fatto che il lenzuolo abbia avvolto il corpo di Cristo: se anche tutte le datazioni fossero concordi col I secolo dell’ era cristiana, si proverebbe solo che si tratta di un tessuto che ha avvolto il corpo di un uomo crocifisso. Diverso e scientificamente interessante è il cercare di capire come tale immagine si sia o sia stata formata: si tratta di una delle tante immagini “acheropite” che esistono nel mondo e che non riguardano solo la religione cattolica. A Firenze, ad esempio, esiste il volto della SS. Annunziata nella Chiesa omonima; A città del Messico la Tilma della Madonna di Guadalupe; a Manopello il Volto Santo “dipinto”sul bisso, tessuto che non si può dipingere. A mio modesto giudizio la spiegazione di queste immagini al momento non è a portata della nostra tecnica e, se non vogliamo usare due pesi e due misure, l’ ipotesi al momento più accreditata non può che essere quella dei credenti, che spesso si basano su messaggi e visioni profetiche che accompagnano il formarsi di queste immagini e studi comparati con analoghe immagini acheropite Ovvero sta agli scettici l’ onere di provare come tali immagini si siano o siano state formate, così come sta ai creazionisti dimostrare che la teoria evoluzionistica è sbagliata. Se volete maggiori chiarimenti, sono qui.

  3. Lorenzo Rossi dice:

    A proposito dell’interessante intervento di Gabriele Cuscino rimango un po’ stupito nel leggere che l’autore si autodefinisce:

    “[...] sono agnostico, ateo [...]”

    Mi pare un’affermazione priva di senso logico, dire “sono un agnostico credente” sarebbe stata la stessa cosa…

    Citando una definizione da dizionario:
    “L’agnosticismo (dal greco a-gnothein let. non sapere) è una posizione concettuale in cui si sospende il giudizio rispetto ad un problema poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza.

    L’agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta, e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto”.

    Mentre invece per definizione ateismo è la posizione di chi non crede nell’esistenza di una - o più - divinità. Interessante notare come nella stessa definizione di quest’ultimo sia riportato che “Si differenzia anche dall’agnosticismo, categoria cui appartengono tutti coloro che sulla questione “sospendono” o comunque non esprimono giudizio.”

    Volevo poi chiedere maggiori chiarimenti al Signor Grano quando riporta che “si tratta di una delle tante immagini “acheropite” che esistono nel mondo e che non riguardano solo la religione cattolica. ”

    Gli esempi successivamente elencati però (amettendo la mia ignoranza in materia) sembrerebbero riguardare tutti proprio la tradizione cattolica.

  4. JA dice:

    OT: Qualcuno sa dirmi qualcosa a proposito dei cialtroni di MandalaCelesti? (www.mandalacelesti.it). C’è qualche documento del Cicap a proposito? Grazie.
    JA

  5. Aldo Grano dice:

    A LORENZO ROSSI: scusami la sintesi: già negli Atti degli Apostoli San Paolo si scontra con i Pagani per una statua di Minerva “caduta dal cielo”; già nel mondo pagano, quindi, i fedeli veneravano immagini che si ritenevano non dipinte o scolpite da mano d’ uomo. In India vi sono numerosi templi in cui si adorano statue e dipinti che non si capisce come siano stati prodotti, mancando traccie di strumenti umani (scalpelli, pennelli,ecc.). Io cito quelle che conosco meglio, per aver quanto meno letto documenti tecnico-scientifici su di esse. La Chiesa cattolica è forse la sola che non solo produce studi scientifici sulle immagini acheropite della propria tradizione, ma che addirittura permette, come nel caso della Sindone, anche a non credenti esterni, di studiarle. Ovviamente non sempre. In India non si studia perchè gli scettici sono una minoranza e, per quanto mi risulta, non vi è nulla di paragonabile al CICAP. Inoltre le immagini sacre sono custodite da altre religioni con estrema gelosia: i Copti etiopici, ad esempio, non fanno vedere l’ Arca dell’ Alleanza che dicono di possedere in originale.

  6. Finazio dice:

    Se la sindone è autentica io sono Elvis Presley. E vi assicuro che non lo sono.

  7. Leo55 dice:

    La Sindone è stata realizzata servendosi di una raffigurazione in bassorilievo su supporto, si presume, di metallo (bronzo).
    Con il riscaldamento dl questo supporto si ottiene l’impressione sul tessuto. L’uso del bassorilievo spiega anche il perchè l’immagine sia raffigurata con dimensioni “naturali”, non già come accadrebbe se avesse avvolto un corpo od un volto tridimensionali: cosa questa che è stata fatta notare da molti.
    Con questo sistema possiamo realizzare quante sindoni vogliamo.

  8. Gabriele Cuscni dice:

    Rispondo a Lorenzo Rossi
    Bè, in effetti la mia definizione di me stesso in quanto “agnostico e ateo”, è un pò particolare, in quanto io mi definisco ateo, o meglio “ateo fino a prova contraria”. Intendiamoci, non credo nei comuni dogmi religiosi, nella presenza di forze ultraterrene, nè credo ai profeti, alle visioni, ai miracoli e a tutto il resto dell’iconografia classica legata a tutte le religioni. Però non posso escludere nulla a priori, perchè mi reputo guidato da sani principi scientifici, e una persona che ha fede (scusatemi il paradosso terminologico) nella scienza non può e non deve escludere nulla a priori, altrimenti si cadrebbe proprio nello stesso limbo senza uscita di chi è religioso (e quindi dogmatico, nella maggior parte dei casi).
    Detto questo non dico che c’è una possibilità su un miliardo che possa credere alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma su un miliardo di miliardi sì, e solo se un migliaio di esperimenti la provano e almeno mezzo milione di prove lo testimoniano (sto volutamente esagerando, per far capire in proporzione il mio punto di vista).
    Credo di essermi spiegato.

    Per quanto riguarda la sindone continuo ad esprimere i miei dubbi e a confermare che per me, l’oggetto in sè e la sua datazione, non fanno altro che dimostrare che qualcuno è stato avvolto in quel sudario e che era stato crocefisso. Per il resto, è solo un atto di pura fede, un balzo di logica, credere che sia stato Gesù Cristo a lasciarci quel volto - ripeto, la mancanza di prove per confronti paralleli è fondamentale qui.
    Le immagini acheropite sono un campo veramente sterminato da battere… sono un pò come i cerchi nel grano: bisogna verificare ogni caso nella sua singolarità, non facendo paragoni o accomunandone alcuni fra di loro - spesso non hanno, infatti, niente a che vedere l’uno con l’altro, il che già la dice lunga sulla loro presunta matrice divina… forse dio trova la necessità di agire sempre in modo diverso per confonderci? Pare proprio di sì, a questo punto.

    Detto questo, ringrazio tantissimo Massimo per avermi risposto e avermi fornito quelle preziose fonti… sicuramente ci sarà qualcos’altro da dire, perchè i sostenitori della veridicità della Sindone come reliquia del Cristo sono parecchi (soprattutto nel campo scientifico), e - tra l’altro - ogni tanto vengono fuori particolari nuovi che hanno bisogno di essere verificati.

  9. Pino27 dice:

    per Leo55: scusa, mi fai vedere le centinaia di “Sindoni” che hai creato?? e che vengano esaminate dagli stessi studiosi che hanno esaminato quella di Torino, e che dicano che sono uguali???
    Grazie

  10. Leo55 dice:

    @Pino27

    Ho scritto, mi sembra , che il modo con cui “probabilmente” si è ottenuto la sindone è abbastanza facile da ripetere, dato
    che non era è che un’impressione, uno stampo con un supporto molto riscaldato ottenuto con una figura realizzata su bassorilievo.
    Comunque non mi pare di aver asserito di “aver prodotto centinaia di sindoni”, mi sembra.
    Questo sistema spiega anche il “risultato” dell’impressione che si ottiene sul telo, molto diverso da quello che si otterrebbe avvolgendo una figura tridimensionale(un corpo).
    Qualsiasi studio d’arte opportunamente attrezzato, può realizzare un’impressione su un telo molto simile se non “perfettamente uguale” alla sindone.
    Comunque una copia della sindone, chiaramente sarebbe un prodotto di oggi, con materiali di oggi ……nessuno ha asserito di riuscire addirittura a simulare anche l’invecchiamento dei secoli, quindi non capisco il tuo sarcasmo circa il fatto che una copia di oggi sia esaminata da studiosi come è stato per quella di Torino. La mia affermazione era relativa solo al metodo con cui probabilmente si è prodotta l’impressione sul telo dell’immagine della sindone, cosa, questa, peraltro già conosciuta da tempo e resto sorpreso che anche altri che postano su questo argomento non ne siano a conoscenza.

  11. Pino27 dice:

    chiedo scusa per la lunghezza…

    >, ha scritto Emanuele Marinelli, >. Per esempio, la corno di spine, che sul lenzuolo e’

    del tipo a casco, mentre la tradizionale iconografia ce la presenta come una corona aperta sopra. O il fatto che nella

    Sindone vi siano i segni del trasporto sulle spalle della sola trave orizzontale, il patibulum, mentre la tradizionale

    Via Crucis rappresenta sempre il nazareno mentra porta la croce tutta intera. O ancora il particolare dei chiodi infissi

    sui polsi e non sul palmo delle mani.

    L’autore dell’eclatante falso avrebbe poi dovuto immaginare o prevedere l’invenszione del micorscopio, avvenuta alle fine

    del XVI secolo, per poter aggiugnere elementi invisibili a occhio nudo che sarebbero stati scoperti soltanto diversi

    secoli dopo: pollini mediorientali, terriccio, siero, aromi per la sepoltura, aragonite.
    >, obbietta ancora Marinelli >
    Un vero Genio, il nostro falsario medioevale, in possesso di conoscienze scientifiche, mediche, anatomiche, storiche e

    archeologiche che sarebbe riduttivo definire al di fuori del comune.
    Anche ammettendo che questo mostro di bravura si davvero esistito, resta una domanda fondamentale ed elementare.
    Perche’ una persona cosi’ intelligente, che si era spinta persino a spolverare la Sindone con minerali simili a quelli

    presenti nelle grotte di Gerusalemme, cosi’ raffinato da sper riprodurre in tutto e per tutto, fin nei particolari piu’

    piccoli, gli usi e costumi della Palestina del primo secolo dopo Cristo, avrebbe commesso un errore cosi’ madornale e

    grossolano: quello di servisrsi per la sua falsa reliquia di un telo tessuto fresco fresco in epoca medievale??>>

  12. Leo55 dice:

    @Pino27

    Provo a formulare questa ipotesi:
    Per la Sindone è avvenuto un caso “inverso” : si sono introdotti centinaia di presupposti e motodiche più o meno scientifiche per dimostrarne in “qualsiasi” modo l’autenticità, insistendo con analisi sempre più raffinate e minuziose per cercare di confutare disperatamente quello che l’evidenza razionale ha sempre ben facilmente dimostrato. A tal riguardo, degli esperti di statistica delle probabilità hanno calcolato che esiste una probabilità su 200 miliardi che la sindone sia autentica e che non si tratti un’ennesima “reliquia” prodotta dagli uomini come in tanti altri casi ben descritti da Antonio Lombatti.
    Per altri approfondimenti sulla tecnica con cui si poteva “fabbricare” un sindone consiglio il libro del prof. Vittorio Pesce Delfino: “E l’uomo creò la sindone” ed. Dedalo; inoltre degli aspetti storici, scientifici e divulgativi del problema si è più volte occupato il CICAP ed in questo sito sono rinvenibili fonti e richiami molto esaustivi……..per chi abbia voglia di sapere che è una cosa molto diversa dal “credere”.

  13. alessandro dice:

    L’argomento è interessante senza dubbio. In tutto mi piacerebbe leggere una risposta più pertinente a un particolare proposto da Cuscino.
    Cito il passo in questione: “basate sull’inaffidabilità delle recenti prove al radiocarbonio 14 (inficiate da presenza di cuciture del lino risalenti al Medioevo)”.
    E’ chiaro che la storia dell’incendio che altera l’esame del radiocarbionio è una bufala in quanto la fonte si è scoperta non attendibile (ma se gli esperti del cicap hanno ritenuto opportuno indagare per anni, un fondo ipotetico di attendibilità deve pur averlo). Ma la risposta è insufficiente a soddisfare queste mie curiosità:
    queste fantomatiche cuciture medioevali possono alterarne il risultato in maniera significativa?
    ho letto di un’analisi microscopica che attesta senza ombra di dubbio la provenienza geografica della sindone ai luoghi della tradizione, in base al reperimento di elementi vegetali nel tessuto. E’ vero o falso?
    Insomma…in che percentuali è considerabile certa la datazione precedentemente fatta?

    Per concludere l’intervento, concordo con Aldo Grano: indipendentemente dal valore religioso rappresentato dal tessuto (su cui tutti incomprensibilmente si accaniscono: è come se, testimoniata la falsità storica del reperto, questo cessasse di essere interessante) è importante capire come sia possibile ottenere una immagine con queste caratteristiche inusuali (e che, a quanto ne so io, non è stata ancora replicata in maniera convincente).

  14. Leo55 dice:

    Il fatto che non sia stata data una spiegazione attendibile e comprovata tecnicamente del modo come la sindone sia stata fabbricata è a mio modesto avviso del tutto soggettivo.
    Io sono perfettamente soddisfatto delle innumerevoli prove teoriche, pratiche e sperimentali , offerte in convegni come quello sull’origine della sindone, presentato al politecnico di Torino dal CICAP.
    Della sindone sono state anche realizzate copie perfettamente simili a quella di Torino.
    A questo punto entra in ballo la fede dei credenti e davanti alla fede , si sà, non c’è prova scientifica che tenga.

  15. alessandro dice:

    L’evidenza scientifica è tale solo quando il risultato della ricerca è manifesto.
    Ho sottolineato come, alla luce delle mie attuali (e limitate) conoscenze, non sia possibile riprodurre con un unico metodo tutti gli elementi che compongono il “fenomeno sindone”.

    Leo55, se mi sapessi indicare un link dove possa trovare una documentazione attendibile che colmi questa mia lacuna, non avrei nessun problema a darti ragione :)
    Altrimenti dovrò limitarmi a prestar FEDE alle tue parole ma, come tu stesso hai sottolineato, l’evidenza scientifica non è una questione di fede (bosone di higgs a parte).

  16. Leo55 dice:

    Caro Alessandro, già cercando nel sito del CICAP dove stiamo postando, trovi, secondo me riferimenti a convegni, pubblicazioni, esperimenti, esperienze e quant’altro.
    Ho provato a linkare dei riferimenti, ma mi sono accorto che sulla piattaforma word press con cui postiamo su queso blog, è attivo un filtro che “taglia” automaticamente i link postati col copia-incolla.
    Comunque la pubblicazione del Prof. Vittorio Pesce Delfino: “E l’uomo creò la Sindone” ed Dedalo, mi sembra illustrare con grande attendibilità e verosimiglianza il metodo con cui la sindone e stata prodotta.
    Anche il libro di Garlaschelli “Processo alla Sindone” è molto ricco di richiami bibbliografici ed approfondimenti.
    Tanto per rimanere a pubblicazioni di autori chiaramente “critici” verso la cosidetta “sindonologia”.
    Provo a indicare alcuni link, secondo me molto utili:
    http://www.chiesadicristofe.org/schede/sindone.html.
    http://www.cicap.org/piemonte/cicap.php?section=indagini_in&content=sindone

    Per il resto, non so cosa si pretende per “riproduzione con un unico metodo” di tutti gli elementi che compongono il fenomeno sindone…….la macchina del tempo non l’hanno ancora inventata, per cui, come ho già detto, una copia della sindone di oggi mancherebbe comunque dell’apporto del “fattore tempo” e delle modificazioni che esso apporta.

    Comunque, i fautori dell’autenticità della sindone, mi spiegano in modo semplice, come potrebbe ottenersi una simile immagine, avvolgendo un viso ed un corpo dotati di tridimensionalità…….e possibilmente senza ricorrere a spiegazioni “miracolistiche”.

    Distinti saluti.

  17. Manlio Pasquali dice:

    Mi inserisco nella diatriba, ma non posso leggere le varie fonti da voi indicate, per cui mi scuso se dico sciocchezze.
    Ho visto il museo della Sindone a Torino, nonchè una statua realizzata partendo dal modello tridimensionale che dalla sindone stessa si può dedurre..
    Anche esistendo una tecnica, magari semplice, diciamo il bassorilievo, per imprimere il lenzuolo, la reallizzazione di un bassorilievo di quel livello è da Lisippo o Bernini. In aggiunta questo (o questi, potrebbero essere molte persone che ci hanno lavorato) Lisippo o Bernini dovrebbero avere una cultura sulle tecniche romane di crocifissione da lasciarci a bocca aperta, considerato il periodo storico..
    Inoltre dovevano o essersi fatti un giretto per la Palestina o magari hanno semplicemente preso un Lino di quel periodo bello pieno di bacche..
    Che la persona sia Cristo chi lo sà? Ma che mettere su un falso di quel livello richiederebbe anche oggi almeno uno storico ed un artista eccezionali mi sembra fuor di dubbio.
    La vergine della Guadalupe credo sia molto diversa dalla Sindone, sono paragonabili?
    Saluti
    Manlio

  18. alessandro dice:

    ufff…avevo scritto un intervento lunghissimo ma mi si è cancellato…pazienza, lo riassumerò in breve :)
    Allora, caro Leo55…sono andato a leggermi i link che hai consigliato (mia piccola vergogna il non aver trovato quello sul sito del cicap) ma, per i libri, dovrò aspettare ancora un po’.
    Il primo link, sarai daccordo con me, tratta le fonti in modo piuttosto superficiale e arbitrario. Inoltre quell’accusa di feticismo ai fedeli cattolici in chiusura rende questo lavoro molto di parte e ben poco credibile.
    L’altro link, invece (specie l’intervento di Antonio Lombatti), è decisamente più interessante.
    La tesi del falso storico è ben documentata (almeno le fonti vengono citate). Inoltre, come già suggerito da Eco fra i tanti, il periodo storico in cui verte la ricerca è quello in cui il commercio di reliquie ha raggiunto il suo culmine: giusto indagare li!
    Per quanto riguarda il carbonio14 non ho mezzi per confutare la cosa, quindi la prendo per buona.
    Le altre tesi (microbiologiche, testimonianze geografiche, etc) non vengono trattate, suppongo per la fiducia conferita all’analisi c14 o forse perchè il reperto potrebbe benissimo essere stato “costruito” nei luoghi voluti dalla tradizione.

    Ma, nonostante tutto, devo dire che c’è anche qualcosa che stona: se si legge il testo attentamente, si nota che l’autore, non solo tramite la scelt aggettivale ma con frasi intere costruite ad hoc, ammicca continuamente al lettore: una specie di tic linguistico che vuole indirizzare a una conclusione prima che venga espressa.
    Questa procedura lascia aperta una prospettiva che non mi piace: che la collazione sia stata fatta forzando il reperimento e la lettura delle fonti in una direzione presa precedentemente, senza tener conto dell’intera tradizione.
    Secondo me, se queste forzature sono scusabili per chi difende la propria fede senza utilizzare un metodo di studio (ovvio: scusabili, ma nulla più di questo) sono invece inammissibili per chi si richiama all’evidenza scientifica.

    Quindi, prima di darti completamente ragione come promesso, farò due passi indietro e cercherò di studiare le fonti per conto mio.
    La cosa più triste è che, in modi più o meno sottili, da qualunque lato si guardi questa vicenda si finisce sempre con lo scontrarsi contro delle parti che appaiono, più o meno, comunque faziose.
    O almeno questa è la mia impressione.
    Ciao :)

  19. Leo55 dice:

    Non sbagli , Alessandro, sul fatto di percepire un atteggiamento un pò preconcetto da parte mia riguardo l’esame della questione.
    Confesso di appartenere alle fila di coloro che rifiutano a priori la possibilità dell’esistenza del “soprannaturale” e di conseguenza affrontano le disamine riguardo i relativi fenomeni con atteggiamento di malcelata sopportazione.
    Comunque, essendo io un artista dilettante, che non di rado ama cimentarsi con varie tecniche esecutive, mi sono provato a riprodurre
    spesso un qualcosa che fosse simile alla raffigurazione sindonica.
    Utilizzando un bassorilievo molto basso di qualsiasi materiale, va bene la terracotta, come il gesso , in mancanza del metallo; si stende un telo sopra e si sfrega un tampone intriso di colore a secco (tempera):
    il risultato che si ottiene non sarà identico alla sindone ma ti assicuro che è sorprendentemente simile, tanto più sorprendente se si pensa alla semplicità del mezzo tecnico utilizzato.
    Diversamente si potrebbe utilizzare la strinatura con un bassorilievo di metallo riscaldato, cosa, che, però, onestamente, non ho sperimentato per ora.
    Ora , se anzichè un bassorilievo, utilizzassimo una statua, o addirittura un corpo di un cadavere, come qualcuno ha affermato, l’impronta sul telo che ne scaturirebbe sarebbe eccezionalmente deformata; se non mi spiego, suggerisco un esperimento: prendete una mela, o una palla, o qualsiasi oggetto tondeggiante, cospargetene la superficie di colore, adagiateci sopra un telo e vedete l’effetto……….come si spiegherebbe l’immagine della sindone se l’impressione fosse stata lasciata da un corpo, anzichè da un bassorilievo? Sono in grado i sindonologi di spiegarlo?

    Ti saluto con simpatia.

  20. alessandro dice:

    Caro Leo55,
    per chiudere l’argomento invito te e chiunque altro sia arrivato a fino a questo punto della discussione, a leggere la pagina di wikipedia italiana relativa alla sindone. La trovo piuttosto accurata e ha un taglio che oserei definire quasi imparziale (o, almeno, molto più di tutto quello che ho letto precedentemente).
    http://it.wikipedia.org/wiki/Sindone
    ci sono anche molti altri link correlati e le fonti sono facilmente verificabili (purtroppo non tutte).

    A presto :)

  21. enzo dice:

    Qualcuno ipotizza che la Sindone sia stata realizzata per mezzo di uno stampo.
    La cosa potrebbe essere possibile ma a mio avviso altamente improbabile perchè:
    se la datazione che la fa risalire al 1300 è giusta mancherebbero ancora due secoli agli studi anatomici di Leonardo. Andrebbe quindi riscritta la storia della medicina e dell’anatomia.
    La sua rappresentazione non segue i canoni dell’iconografia popolare e della deformazione culturale delle informazioni giunte sino ai nostri giorni.
    I segni dei chiodi non sono nel palmo delle mani ma ai polsi; la croce è un semplice palo trasversale portato su entrambe le spalle; la corona di spine non è una corona ma una calotta; i segni sulla schiena sono quelli di un gatto a nove code e non di una frusta; le ferite, gli ematomi ed i versamenti di sangue presuppongono una conoscenza anatomica che soltanto un medico legale attuale può avere.
    Si tratta quindi di un reperto che, se fosse stato dipinto o realizzato con uno stampo, metterebbe in crisi tutta storia della letteratura dell’arte e della medicia che andrebbe radicalmente riscritta.

    La spiegazione più logica (ma bisognerebbe avere fede) per adesso ce la danno soltanto i credenti. Per loro infatti la resurrezione è materia che diventa energia e quindi, in un’ipotesi del genere chiaramente l’energia residua calcolata con il sistema del carbonio verrebbe ad essere falsata. Inoltre si giustificherebbe in tal modo anche la mancanza di deformazione della figura per contatto.
    Per tutti gli altri non resta che indagare ancora, però senza preconcetti e senza il timore di dover dire: “il mistero continua”.

  22. Luca dice:

    Triste il credente che abbisogna di prove fisiche per accertarsi dell’esistenza di Dio: in realtà tale prova ce l’ha sotto gli occhi tutti i giorni; sarebbe la sua stessa esistenza. Dio non dovrebbe aver bisogno di lasciare in giro “firme” peraltro così poco chiare ed ambigue per attestare la sua esistenza: esiste l’universo, non dovrebbe essere questo sufficiente? A questo proposito sottolineo che scienza e religione non si elidono a vicenda: la prima tratta dei fenomeni terreni la seconda di quelli spirituali, quindi non c’è contatto tra le due cose. Allora chi è che promuove questa battaglia plurisecolare incentrata sulle reliquie di cui la Sindone è solo un esempio, forse il più importante? Risposta: chi ha necessità di far proseliti tra gli “indecisi”, ovvero tra chi non ha fede ma avrebbe comunque bisogno di un conforto trascendentale.
    Secondo me la Sindone, sia essa sacra oppure un falso, è, purtroppo, oggi come allora, usata prevalentemente come mezzo di propaganda. Io dico triste è la Chiesa che abbisogna di mezzi di propaganda (nell’accezione negativa del termine). Cristo non ha bisogno di lenzuola per farsi ascoltare… quindi tirata d’orecchie a chi vuole fare sensazionalismo instaurando il timore di Dio sventolando oggetti vari; bensì metta in pratica gli insegnamenti di amore e carità fornendo un esempio.
    D’altronde, la verità sull’aldilà prima o poi la scopriremo tutti… non c’è fretta, no?

  23. Carmela Sturmann dice:

    Sono innumerevoli le vie di indagine per la questione Sindone, la bibliografia è sterminata e per un comune, ma curioso e razionalista lettore è impossibile districarsi fra cronache greche, latine, mandilion, Robert de Clari, templari, studi anatomici, pollini, carbonio 14…., nonché falsi scienziati alla Kuznetsov e sindonisti/sindonologi fissati. Come coautrice del libro ‘La sindone svelata e i quaranta sudari’, ed.Donnino, indico brevemente una delle vie di indagine da me seguita: ricerca dei documenti scritti coevi ai fatti e attendibili. Il punto fermo è costituito dal memoriale del vescovo Pietro d’Arcis, della città di Troyes, da cui dipendeva la chiesa di Lirey, luogo in cui venne esposta e venerata la sindone con la doppia figura di Gesù, per la prima volta, verso il 1355. Nel 1389 il vescovo, in sintonia col predecessore, Enrico di Poitiers, cerca in tutte le maniere di impedire ostensioni della sindone che portano a idolatria, riferisce di imbrogli operati dai canonici per simulare miracoli operati dalla sindone, dice che è stato individuato l’artista che “subtili ingenio et artificialiter” ha realizzato la sindone, ottiene dal re il sequestro della sindone, si rivolge al papa…..Tutto ciò è oggetto non di un solo documento, ma molti, fra cui bolle papali e atti del re di Francia. Fra la fine del 1800 e il 1903, Ulisse Chevalier, prete, accademico di Francia, grande esperto di paleografia e grande ricercatore, con l’avallo della gerarchia cattolica e con il sostegno della sua Accademia, pubblicò i documenti e il memoriale di D’Arcis. Il papa Leone XIII, preoccupato per le ripercussioni su un gran numero di fedeli e soprattutto per la tensione in quel momento esistente tra la santa sede e il re di Italia, proprietario della sindone, ordinò al canonico Chevalier un perpetuo silenzio e lui obbedì, per 20 anni, fino alla morte. I libri di Chevalier, in Italia, almeno fino al 2004, erano quasi introvabili, tuttavia lo Chevalier veniva citato e ricordato dai sindonologi/sindonisti, ma in nota, riassumendo male, anche denigrandolo a vari livelli. Esempio il Dubarle dice in ‘Storia antica della sindone di Torino’, p.161, che egli era “spirito poco intelligente o falsato dall’orgoglio” e così via. In definitiva ciò che era incontrovertibile per i documenti storici veniva sottaciuto, mentre venivano messi in grande risalto le prove scientifiche di Kuznetsov. Mi fermo qui, rimando al mio libro per tutto il resto.
    Carmela Sturmann.

  24. sergiopaolo dice:

    Vi vogliamo,segnalare un film:”7 Km da Gerusalemme”.
    In questo film si fa affermare a Gesù,che l’uomo della Sindone non è lui,
    ma il cattivo ladrone.Questo film è tratto dall’omonimo romanzo di
    Pino Farinotti(quello dei dizionari),ed.San Paolo.Questo romanzo è stato
    premiato con il prestigioso premio letterario di Maria Cristina di Savoia,
    edizione 2006,ironia della sorte,premiare con un titolo Savoia,un film,
    contro la S.Sindone,propio i Savoia che son stati suoi custodi secolari.
    Questa notizia che la Sindone sia falsa,ha preso importanza per il fatto che
    sembra un messaggio della chiesa cattolica,infatti il film è stato prodotto dalla San Paolo,
    insieme Rai-Cinema,e Mediafilm.non solo il film è stato benedetto dal Papa,accolto dallla Cei,
    e come se non bastasse,Radio Vaticana,ha trasmesso il film in versione mp3,il 29 Luglio 2007.
    Quindi la gente pensa che la chiesa accettando questo film,accetti il fatto che la Sindone sia falsa.
    Che confusione,questo film del resto contiene altre assurdità,Gesù scende dal cielo a bere
    la coca-cola,la ditta all’inzio non gradendo questa publicità gratuita,è riuscita a bloccare il film.
    In,questo film vediamo un Gesù scemo,perfino mima un autobattesimo nel Giordano,e dichiara
    che non può guarire,non può fare miracoli.Ci sono altre idiozie contro Gesù,tutto per far confondere
    il fedele poco colto,come se Gesù davvero scenderebbe dal cielo a fare il matto.
    Il credente colto,sa benissimo che Gesù,è sempre fra noi,”quando due o tre sono uniti nelmio nome
    io sarò in mezzo a loro”,sa che Gesù,tornerà corporalmente solo alla fine del mondo,fino ad allora
    ci possono solo essere visioni mistiche di Gesù,come quelle avute da S.Paolo nella via di Damasco.

    In questi ultimi tempi sta accadendo che perfino i religiosi cattolici sembra vogliono
    cancellare Gesù e il suo Vangelo con un colpo di spugna,per sostituirlo
    con un falso Gesù inventato con la pura fantasia,ma Gesù non è paperino,
    con il quale ci possiamo fare tanti fumetti con la fantasia.Gesù è un
    personaggio storico,è ha valore nella sua realtà,un Gesù costruito con
    la fantasia e l’immaginazione del Signor Rossi o de Signor Nero,che valore ha?
    Nemmeno se viene immaginato pieno di virtù e poteri,non serve a nulla è falso.
    Noi abbiamo studiato tutte le religioni del mondo,tutte le filosofie del
    passato e del presente,nessun uomo ne prima ne dopo di Gesù è
    migliore di LUI,solo Gesù,sa insegnare la verità con poche parole chiare
    e semplici,solo Gesù insegna la verità,nessuno può superare le massime di
    Gesù,perché davvero Gesù è l’unico vero Maestro,è veramente,la Via,
    la Verità e la Vita.Se sono atei,eretici a diffondere un falso Gesù,
    possiamo lasciarli stare o quasi,ma degli uomini,che indossano
    l’abito religioso,che hanno fatto dei voti,che vivono nel lusso sulle spalle
    del poverello di Nazareth,e diffondono Gesù inventati da gente atea e
    ignorante,facenndoli passare,per opere di fede,è davvero satanico.
    Occorre intervenire tempstivamente prima che la chiesa crolli.
    Inviamo a tutti,questo pezzettino di brano del capitolo 41 del romanzo di P.Farinotti:”7 Km da Gerusalemme”,
    per far capire,dove arriva la malvagità dei pseudocattolici.Non solo a Gesù gli fanno dire che la Sindone è
    del cattivo ladrone,e che è stata una truffa voluta per uno scopo non corretto.
    Gesù,nel romanzo,non ha nessuna divinità,nemmeno santità,nemmeno si esprime da poeta o da filosofo,
    ma il suo parlare è simile a quello di giovani operai milanesi senza cultura,senza sentimenti,senza
    nessuna virtù.Come hanno trasformato il Gesù Maestro divino,in un personaggio da fumetto,ma perfino
    i personaggi dei fumetti certe volte parlano con il cuore,quindi questo Gesù è più simile ad una barzelletta,
    con le battute a volte ridicole,a volte cattive,a volte insensate.Un Gesù ignorante,uomo di strada,così lo
    costruisce P.Farinotti,se tutto restasse un romanzo che nessuno legge,non ci preoccuperemmo,ma questo
    Gesù,ignorante,cattivo,inutile,ora viene diffuso nel mondo dalla Radio-Vaticana,considerata la voce del Papa.

    cap.41,

    Ricordi all’inizio, quando mi hai chiesto della Sindone?>>
    >.

    >.

    >

    >.

    Si era tolto il dente. Aspettava la mia reazione. E io scoppiai a ridere, dopo un paio di secondi.

    >.

    Su un altro argomento forse avrebbe riso anche lui. Disse:

    >.

    Ero più divertito che sconvolto.

    >.

    >.

    >.

    >

    >.

    >.

    >.

    >.

    >.

    Finalmente sorrise:

    >.

    Io invece risi, di nuovo.

    Dio come mi era simpatico. E come eravamo più vicini. E sentivo formularsi una domanda forte.

    >.

    >.

    L’ argomento era scomodo e immane. Dissi:

    >

    Indicai il territorio.

  25. sergiopaolo dice:

    Ormai si può diventare Sindologi,senza usare la scienza,basta scrivere un romanzetto.P.Farinotti nel suo romanzo:(7 Km da Gerusalemme),fa spiegare a Gesù stesso,come si è formata
    l’immaggine sindonica,ecco il segreto;un greco preso un pezzo di stoffa che aveva con sé,lo avvolse sul cadavere del cattivo ladrone,
    e dopo pressò la stoffa sul corpo ferito,ed ecco come si è prodotta l’immagine sindonica,facile no?
    Questa teoria non è scientifica,molti studi in laboratorio hanno dimostrato che il contatto diretto su di un oggetto tinto,o unto,
    produce solo macchie o un immaggine molto deformata.
    Studiosi hanno scoperto che la Sindone,non è un immagine da contatto,per diversi motivi;non si vedono tracce di sostanze organiche,ne vi sono placche e punti di saturazione,poi mentre nella
    immagine da contatto la densità del colore è in proporzione alla pressione che fa il corpo nella stoffa,nella Sindone il colore è uniforme
    sia davanti che nel dorso,ora nella Sindone il lenzuolo posto di sotto
    subiva la pressione del corpo,mentre quello di sopra non aveva nessuna pressione,eccetto quella impoderabile di se stesso,poi le
    sfumature,percontatto diretto non si sarebbe potuta formare
    l’immagine dei capelli,o quela delle monetine sugli occhi né tanto
    meno si sarebbe potuta formare un immagine tridimesionale,
    ne un negativo fotografico così dettagliato e chiaro.
    Per dire falsità sulla Sindone,oggi non ci sono problemi,
    si scrive un romanzo,da cui si fa un film,da inviare nelle masse
    attraverso il Cinema,e perfino attraverso la Radio Vaticana.

  26. sergiopaolo dice:

    La Sindone,rimane un mistero,ma saremmo tutti felici se la scienza
    riuscirà a svelare il segreto.Fino al giorno in cui la scienza svelerà
    completamente la Sindone,si susseguiranno varie ipotesi.
    Fino a quando sono ipotesi scientifiche,sono bene accette,e dobbiamo
    ringraziare anche il CICAP,per la sua costante ricerca della verità
    scientifica.Ma se a fare i sindologi sono ciarlatani e romanzieri,non lo
    accettiamo,perché seminano confusione inutile ed equivoci specie nei
    creduloni.Ecco un altro esempio del genere.Sul web c’è un sito
    di un certo Ferdinando Giannone,questo vi publica un suo personale
    romanzo sulla Sindone,dal titolo;”La Sacra Sindone falso dei falsi”
    Nel romanzo espone la sua tesi;nel 1353 Goffredo di Charny,si
    fa confezionare una Sindone come sacra reliqua,da un bravissimo
    ritrattista e copista dell’epoca.Viene usato un cadavere idoneo,a cui
    si fanno le appropiate ferite,e l’immagine sindonica viene ottenuta
    per contatto diretto.Viene fuori una Sindone talmente perfetta,da
    essere creduta autentica fino al 2000,quando poi degli analisi
    specialistici hanno scoperto che si tratta di un falso.

  27. sergiopaolo dice:

    Contro la tesi di Giannone proponiamo questa sintesi di alcuni sindologi seri.La Sindone è un lenzuolo di lino (4,37 x 1,11 m) che ha certamente avvolto il cadavere di un uomo che fu flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e trapassato da una lancia al costato. Le macchie di sangue e di siero presenti sul lenzuolo sono irriproducibili con mezzi artificiali. È sangue coagulatosi sulla pelle di un uomo ferito e ridiscioltosi a contatto con la stoffa umida. Si tratta di sangue umano maschile di gruppo AB che all’analisi del DNA è risultato molto antico. Oltre al sangue, sulla Sindone c’è l’immagine del corpo che vi fu avvolto. Questa immagine, dovuta a degradazione per disidratazione e ossidazione delle fibrille superficiali del lino, è paragonabile ad un negativo fotografico. È superficiale, dettagliata, tridimensionale, termicamente e chimicamente stabile. È stabile anche all’acqua, non è composta da pigmenti, è priva di direzionalità e non è stata provocata dal semplice contatto del corpo con il lenzuolo: con il contatto il telo o tocca o non tocca. Non c’è via di mezzo. Invece sulla Sindone c’è immagine anche dove sicuramente non c’era contatto. I suoi chiaroscuri sono proporzionali alle diverse distanze esistenti fra corpo e telo nei vari punti di drappeggio. Si può dunque ipotizzare un effetto a distanza di tipo radiante. Sotto le macchie di sangue non esiste immagine del corpo: il sangue, depositatosi per primo sulla tela, ha schermato la zona sottostante mentre, successivamente, si formava l’immagine. L’immagine non è stata prodotta con mezzi artificiali. Non è un dipinto né una stampa: sulla stoffa è assente qualsiasi pigmento. Non è il risultato di una strinatura prodotta con un bassorilievo riscaldato: le impronte così ottenute passano da parte a parte, tendono a sparire, hanno diversa fluorescenza e non hanno caratteristiche tridimensionali. Non conosciamo il meccanismo fisico-chimico all’origine dell’impronta. Si può ipotizzare un meccanismo come un fiotto di radiazione non penetrante che si attenua con il passaggio nell’aria e diminuisce con la distanza. La Sindone non può essere medievale. La manifattura rudimentale della stoffa, la torcitura Z (in senso orario) dei fili, la tessitura in diagonale 3 a 1, la presenza di tracce di cotone egizio antichissimo, l’assenza di tracce di fibre animali rendono verosimile l’origine del tessuto nell’area siro-palestinese del primo secolo. Altri indizi: grande abbondanza di pollini di provenienza mediorientale e di aloe e mirra; la presenza di un tipo di carbonato di calcio (aragonite) simile a quello ritrovato nelle grotte di Gerusalemme; una cucitura laterale identica a quelle esistenti su stoffe ebraiche del primo secolo rinvenute a Masada, un’altura vicina al Mar Morto. Nel Medio Evo erano completamente ignorate le conoscenze storiche e archeologiche sulla flagellazione e la crocifissione del I secolo, di cui si era persa la memoria. L’eventuale falsario medievale non avrebbe potuto raffigurare Cristo con particolari in contrasto con l’iconografia medievale: corona di spine a casco, trasporto sulle spalle del solo patibulum (la trave orizzontale della croce), chiodi nei polsi e non nelle mani, corpo nudo, assenza del poggiapiedi. Inoltre avrebbe dovuto tener conto dei riti di sepoltura in uso presso gli ebrei all’epoca di Cristo. Lo stesso falsario avrebbe dovuto immaginare l’invenzione del microscopio, avvenuta alla fine del XVI secolo, per aggiungere elementi invisibili ad occhio nudo: pollini, terriccio, siero, aromi per la sepoltura, aragonite. Il falsario avrebbe dovuto conoscere la fotografia, inventata nel XIX secolo, e l’olografia realizzata negli anni ‘40 del XX secolo. Avrebbe dovuto essere in grado di macchiare il lenzuolo in alcuni punti con sangue uscito durante la vita ed in altri con sangue post-mortale; rispettando inoltre, nella realizzazione delle colature ematiche, la legge della gravità, scoperta nel 1666. Ammessa la conoscenza di tutte queste nozioni scientifiche, l’ipotetico contraffattore avrebbe dovuto avere la capacità ed i mezzi per produrre l’oggetto. È inconcepibile che un falsario di tale sovrumana levatura sia rimasto completamente sconosciuto a contemporanei e posteri dopo aver prodotto un’opera così perfetta; egli avrebbe però utilizzato una stoffa appena uscita dal telaio, e quindi medievale, vanificando tutti i suoi poteri di preveggenza sulle future scoperte scientifiche. Alla luce delle conclusioni scientifiche attuali, però, è innegabile che la Sindone abbia avvolto un cadavere. Sarebbe dunque da ipotizzare non un falsario-artista, ma un falsario-assassino; le difficoltà in questo secondo caso non sarebbero minori. Sarebbe stato impossibile per lo spregiudicato omicida trovare una vittima il cui volto fosse congruente in diverse decine di punti con le icone di Cristo diffuse nell’arte bizantina; e, soprattutto, “pestare a sangue” l’uomo in maniera adeguata, in modo da ottenere determinati gonfiori del viso riprodotti nelle icone. Ne avrebbe dovuti uccidere parecchi prima di raggiungere il suo scopo: sarebbe stato, quindi, un serial killer imprendibile… Anche altri particolari, come l’apparente assenza dei pollici e la posizione più flessa di una gamba, sono in sintonia con le antiche raffigurazioni del Cristo morto, ma difficilmente riproducibili con un qualsiasi cadavere. Procurare alla vittima, ormai deceduta, una ferita del costato con una lancia romana, facendone uscire sangue e siero separati, non è assolutamente un esperimento facile da compiere. Altrettanto arduo sarebbe stato mantenere il cadavere avvolto nel lenzuolo per una trentina di ore impedendo il verificarsi del fenomeno putrefattivo, processo accelerato dopo decessi causati da un così alto numero di gravi traumi. Un’altra difficoltà, ma non di minor peso, sarebbe stata quella di prevedere che da un cadavere si potesse ottenere un’immagine così ricca di particolari; infine, sarebbe impossibile togliere il corpo dal lenzuolo senza il minimo strappo o il più lieve spostamento che avrebbero alterato i contorni delle tracce di sangue. La realizzazione artificiale della Sindone è impossibile ancora oggi; a maggior ragione nel Medio Evo. Nonostante queste considerazioni, c’è ancora chi propugna ipotesi insostenibili.

  28. sergiopaolo dice:

    Due strani ricercatori inglesi sono arrivati ad affermare che la Sindone sia opera di Leonardo da Vinci, Clive Prince e Lynn Picknett. Qui siamo veramente all’assurdo: non fosse altro, perché quando la Sindone viene consegnata alla famiglia Savoia (22 marzo 1453), Leonardo era ancora nella culla. Ed il lenzuolo, con tanto di immagine sopra, era in giro per la Francia da un secolo. Ovviamente la difficoltà viene aggirata dai due inglesi con molta disinvoltura: il telo non sarebbe lo stesso. Fra l’arrivo della Sindone, proveniente da Lirey, nelle mani dei Savoia, e la pubblica esposizione avvenuta a Vercelli nel 1494 ci sarebbero circa 40 anni di nascondimento. La costruzione della Sainte-Chapelle, nella quale la reliquia viene posta nel 1502, “era forse - insinuano i due scrittori - per divenire la sede di una nuova, e migliore, Sindone?” Il famoso lino sarebbe nientemeno che un autoritratto di Leonardo da Vinci, fabbricato nel 1492 su commissione della Chiesa per avere una falsa Sindone. Secondo gli autori inglesi, Leonardo “potrebbe aver inventato una prima forma di fotografia per creare l’immagine negativa sulla Sindone”. Egli avrebbe impiegato una specie di camera oscura, delle lenti e una tela “sensibilizzata” con alcuni ingredienti. Quali? Prince e la Picknett partono da sale (di cromo) e bianco d’uovo, poi tentano il succo di limone (poco ci mancava per una maionese) e arrivano alla sostanza con cui ottengono i risultati “più simili alla Sindone”. Scusandosi per l’indelicatezza, la nominano: “urina”. Poi 6-12 ore di esposizione di fronte ad un modello illuminato con lampade UV per simulare “il caldo sole italiano” e il gioco è fatto. Per la perfezione anatomica del modello, nessuna difficoltà: “Leonardo aveva avuto un permesso speciale dalla Chiesa per la dissezione dei cadaveri freschi provenienti dagli ospedali”. Si lava la tela in acqua fredda, si espone al calore, poi si lava in acqua calda e detergente. Così resta solo l’immagine “strinata” e indelebile. Qualche ritocco di sangue completa l’opera. Come sempre, i “moderni falsari” mostrano quello che hanno ottenuto, più o meno somigliante alla Sindone: ovviamente all’apparenza, da verificare in laboratorio. “Non sappiamo quanto tempo Leonardo abbia impiegato a realizzarla”, ammettono, bontà loro, i due inglesi. Ma non dubitano sull’autore. La Picknett dice di aver ricevuto un messaggio tramite la “scrittura automatica” firmato “Leonardo”. Il libro di questi pseudo-ricercatori inglesi dal
    titolo;”la Sindone di Torino,di chi è l’immagine?”,Ha avuto successo.
    Tanto successo ,che è stato imitato,da altri,come Vittoria Haziel,la
    quale nel suo libro;”La passione secondo Leonardo”,ripropone in
    modo acritico,le assurde conclusioni presenti nel libro di L.Picknett
    e C.Prince.Anche V.Haziel ha avuto successo.Non sappiamo ancora se la Sindone è falsa,ma libri falsi sulla Sindone sono in continuo aumento,non servono alla scienza,ma nel confondere le idee alla
    gente comune,fanno avere successo e ricchezza agli autori,
    quindi perchè non dire falsità sulla Sindone?
    Meno male che ci sono persone serie,studiosi e scienziati e organi
    di controllo come il CICAP.

  29. sergiopaolo dice:

    L’ipotesi che la Sindone,sia un immagine fotografica,è stata studiata,
    da molti Sindologi,i quali hanno trovato difficoltà.Una tecnica fotografica primitiva non spiega la colorazione superficiale delle fibre del lino.Non esistono tracce storiche della conoscenza e dell’uso di
    tecniche fotografiche prima del XIX secolo.Nel basso Medioevo era
    nota la camera oscura,ma questa poteva solo proiettare un’immagine,
    non imprimerla in modo indelebile su una superfice.Per imprimerla
    è necessario l’uso di sostanze fotosensibili(ad esempio il nitrato
    d’argento);la Sindone avrebbe dovuto essere spalmata o impregnata con questi materiali,ma le analisi sulla Sindone non ne hanno trovato
    traccia.La camera oscura,prima del XIV secolo non era dotata di lente,quindi per ottenere un immagine a fuoco bisognava usare
    un foro molto piccolo.Di conseguenza l’illuminazione sarebbe molto
    ridotta e avrebbe richiesto un tempo di posa lunghissimo,di diverse
    ore se non addirittura di giorni per scattare le due immagini,
    frontale e dorsale.Sarebbe stato estremamente difficile,con la
    tecnologia disponibile nel XIVsecolo,mantenere un ‘illuminazione
    uniforme e costante del modello per tutto il tempo necessario.
    Se come modello si fosse usato un cadavere,questo si sarebbe decomposto durante l’esposizione.
    Nicholas Allen,asserisce che la Sindone si può realizzare con una
    lente al quarzo,nitrato d’argento e luce solare naturale.
    Si otterrebbe una”strinatura del lino indotta chimicamente”.
    La lente sarebbe stata posta a metà stada tra il corpo e il lenzuolo,
    che doveva essere ad otto metri di distanza.Allen ritiene che la
    Sindone possa essere la più antica fotografia del mondo,un manichino
    o un cadavere dipinto di bianco sarebbe stato appeso sotto il sole,
    in posizione verticale,per molti giorni,difronte una rudimentale
    camera oscura contentente la Sindone trattata con nitrato d’argento.
    L’immagine ottenuta sarebbe poi stata fissata con una soluzione
    ammoniacale diluita.Ci sono delle difficoltà;un cadavere appeso al
    sole per molti giorni si sarebbe decomposto per il rigor mortis.
    Un manichinouna statua così perfetta dal lato anatomico,non si
    poteva realizzare nel Medio Evo.Infine come spiegare i coagui
    ematici se non con il contatto diretto con il cadavere?

  30. sergiopaolo dice:

    Sta diventando una fissazione,la Sindone è di qualsiasi persona,
    tranne di Gesù.
    Ancora libri fantascientifici,che hanno successo,siccome la gente
    stufa della razionalità,ama tutto ciò che è misterioso e occulto.
    Siamo nella New-Age o no?
    Ecco altri inglesi esoteristi;Christofer Knight e Robert Lomas,che hanno
    avuto molto successo con il loro libro;”Il secondo Messia”.
    Questi esoteristi,nel loro libro hanno cercato di dimostrare che
    la Sindone,è stato il lenzuolo funebe del Gran Maesto Templare
    Jacques de Molay.Con uno studio approfondito,essi hanno dapprima
    sondato la parte storica,poi quella religiosa ed infine quella tecnica,
    provando addirittura a fare una copia delle impronte della Sindone
    con un uomo ben verniciato e fatto stendere su di un lenzuolo.
    Essi sostengono,che l’impronta dorsale dell’uomo della Sindone
    può essere fatta soltanto distendendo il soggetto su un soffice letto,
    in quanto infossandosi,avrebbe potuto così lasciare l’impronta,
    a differenza di poggiare il corpo su un piano di pietra.
    Il Gran Mestro secondo loro sarebbe stato posto nel lenzuolo
    ancora vivo,dopo aver subito orribili torture.Ma le analisi
    chimiche sulla Sindone dimostrano che le macchie di sangue e siero
    sono state prodotte da un cadavere,infatti determinati liquidi
    ematici e sierosi non possono fuoriuscire da un corpo nel quale vi
    è ancora la vita:addirittura sulla Sindone sono state trovate tracce di
    alcuni escreti di cui si ha la fuoriuscita soltanto dopo 12-18 ore
    dopo la morte del soggetto.Scienziati di medicina legale e antropologi
    hanno dimostrato che la muscolatura del soggetto della Sindone
    è quella di un uomo sulla trentina d’anni,abbastanza esile con capelli lunghi.Il Gran Maestro invece era vecchio di 67 anni,grassoccio
    e aveva capelli cortissimi secondo la regola templare.
    Gli studiosi della Sindone,hanno sempre provato che l’immagine
    sindonica,non è stata provocata dal semplice contato diretto
    con un cadavere,in tal caso si avrebbero macchie solo dove
    il telo tocca il corpo,invece sulla Sindone c’è immagine anche dove sicuramente non c’era contatto.Mentre nel contatto diretto si
    ha un’immagine deformata e allargata,sulla Sindone i chiaroscuri
    sono proporzionali alle diverse distanti esistenti fra corpo e telo nei vari punti di drappeggio.Sulla Sindone sotto le macchie di sangue
    non esiste immagine del corpo:il sangue depositatosi per primo
    sulla tela,ha schermato la zona sottostante,mentre si formava
    l’immagine.I due esoteristi inglesi non badono alle falsità
    da loro raccontate,loro sostengono che la nobile famiglia
    De Charney,aveva ereditato la Sindone,lenzuolo che secondo
    loro avvolse il Gran Maestro,dal loro antenato templare morto
    insieme al Gran Maestro.

  31. sergiopaolo dice:

    La fotografia rese imporante la Sindone.
    Nell’antichità,non c’erano le conoscenze scientifiche,come la chimica,
    la fisica,non c’erano strumenti scientifici per verificare l’autenticità
    di una qualsiasi reliqua,come prova,i fedeli avevano la miracolosità,
    se la reliqua faceva il miracolo era vera se no no.
    Sarebbe stato accettato come Sindone qualsiasi falso,fatto anche
    nel modo più semplice.Il falsario non avrebbe avuto problemi,bastava
    poco per fare una reliqua.Si credeva alla cieca,bastava il miracolo
    come prova.Sino alla fine del secolo scorso la Sindone,pur venendo
    venerata,non suscito grosse polemiche e seri interessi.
    L’interesse cominciò con la prima foto fattale,su richiesta del
    card.A.Richelmy,all’avvocato Secondo Pia il 25 Maggio del 1898.
    Questi,con immenso stupore e con vera commozione,scoprì così
    che l’immagine della Sindone è un negativo fotografico.
    A questo punto,iniziano gli scontri tra pregiudizio e fede.
    Si schiera contro l’autenticità della Sindone anche un ecclesiastico,
    Ulysse Chevalier,e contro di lui insorge un ateo,Yves Delage.
    Delage insieme ad un altro scienziato P.J.Vignon,si misero a
    studiare la fotografia di S.Pia,e diedero così il via a un’infinità
    di ricerche scientifiche che ancora non finiscono.
    Nel 1931,al fotografo più famoso Giuseppe Enrie fu permesso
    di fotografare di nuovo la Sindone.Incominciarono ad interessarsi
    alla Sindone una moltitudine di chirurghi,di medici,di chimici,
    di fisici e fotografi.Molto importante fù lo studio del prof. Pierre
    Barbet,il quale fece delle importanti scoperte,specie sulla crocifissione.A lui seguirono altri studiosi,e dopo poco tempo,
    gli studi rivelavano delle scoperte sensazionali,come quella
    delle impronte di 2 generi:quelle del corpo al negativo,e quelle
    dl sangue al positivo,e anche che il sangue era sia vivo che
    cadaverico,e veniva stabilito che un falsario del passato non
    sapeva ancora dell’esistenza dei due tipi di sangue,non si
    conosceva il processo di coagulazione e fibrinolitico.
    Sulla Sindone furono trovati i 4 tipi di sangue;arterioso,venoso,misto
    e cadaverico.La circolazione del sangue e quindi la conoscenza
    di qusti 4 tipi di sangue fù scoperta solo nel 1593 da Andrea
    Cisalpino,mentre la Sindone fù esposta in publico già il 1356.
    Fù scoperto che alle ferite corrispondeva il sangue giusto,esempio
    vicino ad un arteria c’era sangue arterioso e vicino una vena
    venoso.Barbet scopri il perché,le ferite dei chiodi sono nei polsi
    invece che nelle mani,facendo lui stesso esperimenti di anatomia,
    capì che in un cadavere inchiodato alle mani in una croce,i tessuti
    cedonoe ilcorpo cade a terra.Questo nel pasato non si conosceva,
    e i pittori hanno sempre dipinto i chiodi dentro il palmo delle mani.
    Fù scoperto che al soggetto della Sindone,mancano le impronte
    dei pollici,e questo si conosceva solo da poco,che i chiodi ai polsi
    feriscono il nervo mediano che fa contrarre”l’eminentia tenar” e
    quindi si contraggono i pollici,in passato questo non si sapeva.
    Furono rivelate le impronte invisibili a occhio nudo,come le colature
    di sangue da ogni colpo di flagello.Un studioso Max Frei,scopri
    che il polline sulla Sindone veniva dalla Palestina e dall’Asia minore,
    dalla Francia e dall’ Italia.Lo studioso Gilbert Raes scoprì che il telo sindonico era tipico del Medio Oriente nel 1 secolo,tessuto a mano.
    Con il passare degli anni ci sono stati moltissimi studi,e moltissime ipotesi.Le ipotesi più conosciute sono;teoria della pittura,teoria vaporiografica,
    teoria dell’immagine latente,teoria del contatto diretto,teoria della
    strinatura,e teoria della irradiazione.

  32. sergiopaolo dice:

    La Sindone in passato fù considerata autentica,non per le sue qualità fisiche,le impronte nemmeno si notavano specie guardandola da vicino,ma per la siua storia.La sindone era appertenuta al Maestro
    Templare di Normdia Goffredo de Charny,ilquale sicuramente l’aveva trafugata a Costantinopoli,dove era stata portata dall’imperatore
    bizantino Lacapeno nel 935 da Edessa,dove pare abbia soggiornato
    per tutti quei secoli.Ultimamente si è scoperto che la Sindone sia stata custodita da Federico II di Svevia,prima di giungere a Lirey,
    presso i conti de Charny,dove fù esposta al publico nel 1356.
    Ma nel Maggio del 1898,l’avocato Secondo Pia la fotografò,accadde
    una cosa sconvolgente,da quel lenzuolo che aveva vaghe macchie
    che raffiguravano un uomo crocifisso,figura evanescente visibile solo
    a distanza,appare una figura umana vera e chiara nei dettagli.
    Si vedevano dei capelli lunghi,forse ondulati;poi la barba,anche
    essa fluida e composta,e la forma nobile del viso:aveva gli occhi
    chiusi,le palpebre pesanti.Lo zigomo destro sembrava tumefatto,
    il naso anche;la guancia era gonfia;era il volto di un uomo seviziato.
    Nessun suo muscolo,tuttavia,era rimasto contratto dallo spavento
    o dallo spasimo.Inerme,e insieme invulnerabile,era meravigliosamente pacificato con la morte.
    Nel 1931,il fotografo Giuseppe Enrie,fotografò la Sindone,furono
    scoperte altre cose,come la mancanza dei pollici,le ferite dei chiodi
    erano nei polsi,furono scoperte delle asimmetrie e deformazioni,
    come nella mano destra con dita apparentemente troppo lunghe,
    o nell’immagine frontale delle gambe,che sembrano sproporzionatamente lunge fra le ginocchia e le caviglie.
    Gli studiosi hanno spiegato che le asimmetrie e le deformazioni,
    presenti nella Sindone sono dovute alla piegatura del lenzuolo
    che avvolgeva il corpo.Il volto,così come altre porzioni anatomiche
    della figura,le gambe ad esempio,non è deformato.Qualunque
    impronta su stoffa di un viso o di quelle parti del corpo mostra
    sempre distorsioni,dovute alla tridimensionalità,al volto manca ogni
    segno di allargamento in senso laterale della faccia,tale da giustificare
    il contatto con la stoffa.La statura dopo ulteriori studi indica un
    altezza da 178 a 185 cm.Come scoprì Secondo Pia,l’immagine è al negativo,cioè i chiaro scuri sono invertiti rispetto a quelli naturali:
    infatti essa appare come positiva sul negativo fotografico acquisito
    in luce visibile.Si noti però che l’immagine appare come positiva su un positivo fotografico acquisito nell’infrarosso.La colorazione del
    telo interessa solo la parte più superficiale delle fibre di lino;
    l’interno delle fibre non è colorato.La maggiore o minore intensità
    del colore nei vari punti dell’immagine è dovuta esclusivamente al maggiore o minore numero di fibre colorate,mentre le singole
    fibre hanno tutte la stessa intensità.Secondo alcuni studiosi
    l’immagine è una sorta di proiezione verticale della figura del’uomo
    della Sindone:le proporzioni del corpo sono infatti quelle che s
    osservano guardando una persona direttamente o in fotografia,mentre l’immaggine ottenuta stendendo un lenzuolo a
    contatto col corpo dovrebbe apparire distorta,ad esempio
    il viso dovrebbe apparire molto più largo.Quelle che apaiono
    come macchie di sangue corrispono alla corretta posizione sul corpo
    delle numerose ferite,considerando un drappeggio della stoffa avvolgente l’intero corpo.Mentre l’immagine è in negativo,esse
    sono in positivo:infatti sul negativo fotografico appaiono come
    zone chiare.Inoltre sotto le macchie non vi è immagine:
    sembra quindi che quest’ultima si sia formata quando il lenzuolo
    era già macchiato.Nl 1977 i ricercatori americani E.Jumper e
    J.P.Jackson,utilizzando strumenti informatici,evidenziarono nella
    Sindone la presenza di un informazione tridimensionale,la quale
    è possibile solo quando l’illuminazione ricevuta dall’oggetto
    dipende dalla sua distanza.Applicando la stessa metodologia
    a una fotografia o a un dipinto si ottengono solo immagini
    distorte.Nel 1954 P.F.Filas,sulla base di alcune lastre fotografiche
    del voltosindonico,affermò d’individuare sulla palpebra destra impronte simili a una moneta dell’epoca do Gesù.Successivamente
    l’elaborazione tridimensionale metteva in evidenza delle lettere,
    si scoprì che si trattava di una moneta emesa da Pilato il29-30 d.c.
    Recentmente P.L.Baima Bollone e N.Balossino hanno annunciato
    di aver identificato un’altra moneta del periodo dell’imperatore
    Tiberio.L’usanza,tra gli ebrei del tempo di Gesù di porre delle
    monete sugli occhi del defunto per tenere chiuse le palpebre
    è stata confermata da alcuni recenti ritrovamenti archeologi.

  33. sergiopaolo dice:

    La Sindone,sia per chi la crede autentica che chi è scettico,resta un
    mistero,ancora nessuno è riuscito a riprodurla totalmente simile in
    laboratorio,sebbene nell’epoca attuale non mancano gli strumenti
    scientifici adeguati.
    Non si conosce il mecanismo fisico-chimico all’origine dell’impronta.
    Ci sono tante ipotesi e tesi,possiamo dividerle in quelle che affermano si sia trattato di un processo naturale e in quelle che
    parlano di un falso.
    Come processo naturale vengono indicati;per contatto diretto,vaporografica,immagine latente,effetto irradiazione e effetto
    corona.
    Formazione dell’immagine per contatto diretto(J.Cordiglia),
    un cadavere con sangue avvolto con tela inzuppata di sostanze
    organiche.Negli esperimenti si ottengono,impronte imperfette
    e con caratteristiche negative.
    Questa ipotesi,è inammissibile:perché nella Sindone non ci sono
    tracce di sostanze organiche,e specialmente perché il contatto
    da un immagine deformata,come può vedere chiunque spalmandosi
    con un colorante la faccia e la comprime con un panno bianco,
    non si ottiene un immagine tridimensionale,per contatto la dnsità è
    proporzionale alla pressione che fa il corpo nella stoffa,mentre
    nella sindone c’è colorazione anche dove la stoffa non tocca il corpo.
    Teoria Vaporigrafica(Vignon),secondo la quale l’immagine si è
    formata per reazione chimica delle sostanze organiche gassose.
    Gli esperimenti hanno portato a immagini distorte.
    Infatti,i gas non vanno verticalmente e parallelamente,ma si
    espandono in tutte le direzioni,quindi danno immagini distorte e
    soffuse,senza il chiaroscuro e la tridimensionalità della immagine
    sindonica.Il fuoco e l’acqua nell’incendio del 1532,avrebbero
    danneggiato l’immagine,ma poi la Sindone non contiene sostanze
    organiche gassose,olii e aromi.
    Teoria dell’immagine latente(Pellicori),l’immagine si forma col tempo,
    lasciando un tessuto a contatto con le sostanze organiche.
    Pellicori stesso riconosce che la tridimensionalità della Sindone
    è un obiezione troppo grave contro la sua teoria,che poi
    è simile alla teoria vaporigrafica,ciè fallimentare rispetto alla
    immagine Sindonica.
    Effetto irradiazione,l’immagine si sarebbe prodotta da un flusso
    di energia(un lampo di luce,oun flusso di protoni o neutroni),
    è una teoria che non è riproducibile in laboratorio,inoltre questa
    ipotesi non spiega le caratteristiche dell’immagine,infatti la
    radiazione sarebbe penetrata ortogonalmente nel tessuto,
    attenuandosi esponenzialmente con la distanza dalla superficie.
    Nella Sindone la colorazione appare soltanto sulla superficie
    delle singole fibre.
    Effetto Corona,l’immagine ottenuta da una scarica elettrica,
    caratterizzato dalla ionizzazione dl fluido conduttore(aria),
    con produzione di plasma.Nonè chiaro come avrebbe potuto
    prodursi il campo elettrico necessario a generare la scarica.
    Si sono fatti degli esperimenti,ma ancora non cìè certezza.
    Ora,passiamo alle teorie del falso;pittura e strinatura.
    Pittura,è impossibile che un pittore abbia potuto riprodurre
    un negativo fotografico,è impssibile fare un’immagine senza
    contorni precisi ma evanescente come la Sindone,la quale
    non è visibile da vicino,occorerebbe un pennello lungo
    2 mt.Poi vediamo che nella Sindone nonc’è traccia di coloranti,
    ne acidi,ne impronte di pennello.
    Mc Crone,sostiene di aver trovato sulla sindone di una pittura
    di ocra rossa(ossido di ferro),ma studi più perfezionati
    di Heller e Adler rivelarono che l’ossido di ferro era presente
    in piccola percentuale e soltanto nelle zone ove non è impressa
    l’immagine.
    Teoria della strinatura,l’immaggine si ottiene bruciando il tessuto
    superficialmente,per contatto con una statua o un bassorilievo,
    riscaldato a temperature dell’ordine di 200 gradi,che provoca bruciature ma non incendia il tessuto.
    Le immagini prodotte,sono ben diverse dalla Sindone,le strinature
    penetrano il tessuto in proporzione alla temperatura,l’immagine
    sindonica invece è causata dall’ingiallimento soltanto della porzione
    superficiale di ciascuna fibra,mentre l’inerno rimane chiaro.
    Inoltre i segni delle strinature sono fluorescenti all’infrarosso,
    mentre l’immagine della Sindone non lo è,tranne le bruciature
    povocate dall’incendio del 1532.Poi le immagini da bruciature
    non hanno sfumature e sono distorte,mentre nella Sindone
    l’immagine è perfettissima ed evanescente.
    Infine Heler e Adler,hanno riscontrato che nella Sindone non
    vi è immagine al di sotto delle macchie di sangue.Si deve ritenere
    che queste fosero già presenti sul lenzuolo quando l’immagine
    si è prodotta.Sia che siano costituite da vero sangue che da altre
    sostanze,esse avrebbero dovuto alterarsi alle temperature necessarie per produrre le strinature.
    Quindi,se le cose stanno così come dicono gli studiosi,per
    ora la Sindone resta un mistero per tutti credenti e scettici.
    Aspettero vostri commenti………

  34. mauro dice:

    Va benissimo ma come la mettiamo con l’esame
    al radiocarbonio C14?

  35. sergiopaolo dice:

    Per quanto riguarda l’esame al radiocarbonio C14,per farsi un’idea
    più ampia,basta andare a Wikipedia,nella pagina;analisi
    con il radiocarbonio C14 sulla Sindone.
    Questo test è un infinità di polemiche,chi dice che è stato fatto bene,
    chi dice che è stato fatto male,perfino che c’è stato un complotto,
    e addirittura una frode.
    Sarebbe meglio per tutti rifare il test,magari includendo il CICAP.
    Molti esperti sono scettici,spiegano che questo test non è idoneo
    alla Sindone,perché ha subito delle contaminazioni.
    Altri scienziati vanno elaborando altri test per datare l’età
    della Sindone come quello della Vanillina,ed altri ancora.
    Confidiamo nella scienza,se oggi non sappiamo come risolvere
    un problema scientifico,vuol dire che dobbiamo andare avanti
    con gli studi e le ricerche.Sulla Sindone la scienza dovrà darci
    tante risposte ancora,e non solo sull’età.Quindi la verità sulla
    sindone l’affidiamo alla scienza quella vera,e non quella teatrale
    di certi Signori russi.
    A voi la parola……….

  36. Giacomo dice:

    Vedo che sergiopaolo è molto informato, e che di fronte alle sue lunghissime disquisizioni non ha più risposto nessuno. Probabilmente sono pochi quelli che leggono ancora questo thread.
    Provo anch’io qualche considerazione sparsa, sperando che qualcuno possa darmi alcuni chiarimenti.
    Innanzitutto, per chiarezza, dichiaro che non sono cattolico, che non credo con certezza proprio a niente, salvo che “cogito, ergo sum”.
    Tuttavia, da neutrale, e da persona sufficientemente razionale, mi suscitano più dubbi le posizioni degli sindono-scettici che quelle dei sindono-credenti.
    Pur considerando che non esiste nessunorganismo che certifichi con certezza la veridicità di alcune conclusioni, però mi pare che in centinaia di libri, articoli, servizi e programmo tv, nessuno sia mai davvero a spiegare con buona probabilità di certezza come si sia potuta formare l’immagine sindonica. In realtà, ho sempre visto ipotesi con successivi esperimenti pratici che si avvicinavano (ma non di molto) al risultato della sindone, ma credo che sia esatto affermare che nessuno scienziatoi, proprio in quanto tale, possa affermare di avere le prove scintifiche di come si sia formata l’immagine. Abbiamo buone ipotesi, tutto qui.
    O mi sbaglio?
    Ciò ovviamente è ben lungi dal significare che la sindone sia l’immagine di cristo.

    Ancora, vi chiedo aiuto in questo, ma un cadavere rilascia ancora sangue? sergiopaolo dice che addirittura si può distinguere sangue di vivo da sangue di cadavere. lo imparo ora: ero sempre stato convinto che un cadavere non sanguinasse.
    cmq, l’eventuale autore del falso avrebbe dovuto discostarsi ancora dal racconto evangelico, laddove il cadavere di cristo dovrebbe essere stato pulito e spalmato di essenze dalla maddalena, almeno mi pare così dica uno dei vangeli.
    invece qui ci sono addirittura le macchie di sangue incrostato.

    Poi, mi pare che non molto si faccia caso ad un particolare: la chiesa, che ha accettato nei secoli senza troppo colpo ferire centinaia di reliquie, dalle più imbarazzanti alle più improbabili, proprio con quella che potrebbe essere ben più di una reliquia, addirittura la prova della vicenda dei vangeli, stranamente ha da subito rifiutato di accettarne la veridicità. Da subito. Strano, no?
    E questo atteggiamento ambiguo, se volgiamo, si è mantenuto nei secoli fino ai giorni nostri, laddove la chiesa stessa si è premunita di far fare esami che poi, guarda caso, si sono risolti con la dichiarazione di falso.
    Ma, e qui sta proprio il colmo, nonostnate per la chiesa sia ormai certo che sitratta di un falso, continua di fatto a venerarla (proprio venerarla, non solo considerandola un reperto): ostensioni, segni di croce e quanto segue.
    e come se si dicesse: signori, siete stati presi in giro per secoli, ma facciamo finta di niente.
    E’ ben strano questo: sembra quasi che la chiesa voglia assumere una posizione in cui non crede essa stessa: cioè, è bene che tutti credano che sia un falso, però noi la trattiamo da vera.
    Strano.

    Ma poniamo un attimo l’ipotesi che sia vera: quali sarebbero le conseguenze per la chiesa? Una eventuale veridicità della sindone, avrebbe qualche conseguenza? Cosa ci dice la sindone?
    Non è che per esempio, una sindone vera ci dice che cristo è morto, ma nulla dice sulla sua resurrezione?
    Oppure, viceversa, che il corpo sulla sindone poteva ancora essere vivo? Le macchie di sangue dovevano essere asciutte e secche al momento dell’avvolgimento del corpo, no (senza voler tenere conto della eventuale “pulizia” fatta dalla maddalena)? Quelle riprodotte sulla sindone sono di sangue che scorre?o di sangue che si è rappreso? senbrerebbero più di sangue che scorre.
    certo però che sarebbe strano che chi si è preoccupato di avvolgere il corpo, non lo abbia pulito prima. però magari qui c’entra il fatto che si avvicinava il sabato.
    Mah!

    Oh, sia chiaro: i miei sono solo dubbi, non ho davvero nessuna certezza. E’ però certo che se fosse un falso, daimine, sarebbe davvero incredibile!
    Saluti

  37. umberto dice:

    Non accadrà nulla,niente cambierà sulla terra,tutto resterà come prima,tanto con una Sindone vera e degli scettici che non credono
    all’autenticità degli accertamenti scientifici,tanto con una Sindone
    falsa e tanti cattolici affezzionati che urleranno al mondo intero
    che gli scienziati hanno collaborato con qualche complotto per falsificare le indagini scientifiche.Il dubbio resterà ancora per
    tanti secoli,come anche discussioni e polemiche infinite,tra
    scettici e credenti.Sono certi casi della vita che vanno così.
    Meno male che esistono questi dilemmi scientifici del vero e
    falso,se no la vita sarebbe più noiosa.

  38. ermanno dice:

    non mi risulta che la Chiesa consideri la Sindone un falso accertato. Rimane il fatto che capire come può essersi impressa un’immagine del genere è una questione che può ancora interessare la scienza, del tutto indipendentemente dal significato religioso dell’oggetto. Anzi, invito formalmente il Cicap, che è tanto zelante nel risolvere i misteri, a dare una spiegazione SCIENTIFICA dell’immagine

  39. Simone82 dice:

    Interessante discussione… Certo, se per una volta nella vita si uscisse dal seminario (o seminato) del Cicap, si rischierebbe di scoprire un mondo diverso nel quale ci si potrebbe anche convincere che con lo Scientismo non si va molto lontani…

    Leggo poi che ancora si va girando con tesi trite e ritrite di Garlaschelli e compagnia bella… Roba vecchia, che non ha prodotto alcun risultato se non quello di averci mostrato con quale tecnica NON è stata prodotta la Sindone, altro che inconfutabile scienza…

    La verità è che al Cicap, tutti ferventi atei (checcé se ne dica), non sopportano che possa esistere Qualcosa d’altro, non sopportano che questo Qualcosa possa manifestarsi: per loro è semplicemente escluso, e tanto piacere se non c’è una spiegazione scientifica e razionale, oppure se essa sfida la logica e la storia, l’importante è ridicolizzare chi spiega determinati eventi in altro modo… E in tal senso non c’entra un fico secco l’ipotesi secondo cui la Sindone servirebbe per fare propaganda: se davvero fosse così, le ostensioni del Telo non verrebbero fatte una volta ogni tanto…
    Il Cicap NON HA MAI prodotto alcuna prova sulla medievalità della Sindone: si attaccano alla prova del C14 come un ubriaco al palo della luce, oppure cercano di dimostrare che siccome prima del 1300 non appare mai il nome “sindone”, deve per forza essere ovvio che prima non esisteva… Eppure eminenti storici la pensano diversamente da Lombatti (che per inciso non è uno storico di professione)…
    Hanno prodotto tanti falsi che assomigliano più che altro alle figurine Panini: si parla di figure di metallo riscaldato, si parla di questo, si parla di quest’altro. Ok, hanno riprodotto la figura, ma le proprietà fisico-chimiche del telo??? Quelle neanche per sogno… Addirittura falsificano i dati scientifici pur di dire che sul Telo non vi è sangue, si inventano improbabili tracce di pigmenti che MAI alcuno strumento ha rilevato (ma non sono loro a basarsi sull’empiricità?)…

    Che continuassero a occuparsi di cartomanti, pseudomaghi e astrologi di varia natura, si occupassero di ufologia, di cerchi nel grano, ma la smettano di fare figure barbine sulla Sindone insultando l’intelligenza e la professionalità degli scienziati che non sono allineati con il loro pensiero…

  40. Giulio Ferrari dice:

    Cari Ermanno e Simone82 (nel caso non foste la stessa persona, come invece mi pare di capire anche dall’uso bizzarro delle maiuscole). Si da il caso che io sia socio del Cicap e anche cattolico, e come me lo sono anche altri amici che sostengono le idee del Cicap (e, per averci parlato insieme, so che lo sono anche alcuni “pezzi grossi”). Quindi si’, siamo credenti e sosteniamo il Cicap. Perchè? Tra i tanti motivi perchè non sopportiamo chi pretende di ridurre una cosa importante (almeno per noi) come la fede alla veridicità o meno di un lenzuolo prodotto da un artista nel 1300 (perchè l’analisi del C14, per quanto vi bruci e per quanto si tenti di sminuirla, questo ha determinato: e visto che il C14 funziona ed è accettato in qualunque altro campo, sembra curioso che solo per i sindonologi debba essere messo in discussione).

    Mi viene da pensare che la vostra fede non sia poi così tanto salda o tanto sicura, se vi serve aggrapparvi in questo modo a una reliquia come mille altre che si producevano nel medioevo. Ben fatta, certo, e molto affascinante: ma nulla più di un’opera d’arte. Inoltre, dimostrate di non conoscere minimamente il lavoro del Cicap in questo campo: provate ad andarvi i a leggere i numeri arretrati di Scienza & Paranormale (io ho la collezione completa) o il libro di Garlaschelli “Processo alla Sindone”: chissà mai che possiate iniziare a capire qualcosa. Ma è ovvio che non lo farete mai, perchè a voi non interessa studiare e dibattere sui fatti e rispondere con i fatti: non avete argomenti e, dunque, vi limitate a insultare e ad aggredire chi non la pensa come voi. Spero che almeno Dio abbia pietà della vostra grettezza.

  41. Massimo dice:

    Per favore, mi sembra si stia uscendo dal seminato e in questo blog non c’e’ spazio per sterili polemiche e aggressioni reciproche. Se si vuole discutere di fenomeni insoliti e valutazioni scientifiche degli stessi, benissimo. Se ci si vuole azzannare si può andare altrove. Grazie.

  42. Michele Salcito dice:

    Nella sua mail, Gabriele Cuscino scrive che la Sindone “dovrebbe stare in un museo se veramente appartenente ad un periodo storico antico. Non metto in discussione la fede dei cristiani, che sono liberi di credere (e di certo continueranno a farlo, qualunque sia l’esito delle indagini), però vorrei che si facesse il punto sulla situazione”.
    Proprio qui sta il bello. Io sto studiando la Sindone da oltre 10 anni e nel 2000, dopo l’ostensione, quando il Custode Pontificio card. Severino Poletto raccolse nuove proposte di ricerca da sottoporre alla Santa Sede inviai anche io una proposta. Si trattava di un piano strategico da attuare nell’arco di alcuni anni e con il quale si voleva finalmente giungere ad un punto fermo. E’ proprio sviluppando questo progetto che mi resi conto della ciclopica impresa. Non posso entrare nei dettagli per motivi di discrezione ma penso che alla Santa Sede si siano resi conto che sia meglio rimandare a tempi migliori, a quando la scienza avrà raggiunto altri importanti traguardi.
    E’ quindi certamente utile parlare di Sindone in forum accessibili a tutti ma non si può pensare di trasformare, con tutto rispetto, un’officina meccanica in una sala operatoria. Se ad una discussione intervengono persone dei più differenti livelli di conoscenza della sindonologia non si può mai andare veramente a fondo perché ci sarebbe sempre qualcuno che non capirebbe e che contesterebbe nella sua ingenua convinzione di saperne abbastanza. Si rischia di fare discorsi da bar che lasciano il tempo che trovano. A questo poposito mi sembrerebbe necessario selezionare gli interventi (anche se ne rimangono pochi) in modo che si possa fare un discorso divulgativo e costruttivo. Buon lavoro

  43. elena77 dice:

    ok, allora qual è il punto della situazione? sinceramente io non ho ancora capito quale sia ad oggi la risposta della scienza sulla Sindone: hanno accertato che è un falso oppure no? si è chiarito come è stata fatta oppure no? Residuano dei punti inspiegati - inspiegabili o no? Mi pare strano che la chiesa continui a dare valore ad un qualcosa che sia provato come falso… Qualcuno mi chiarisca le idee per favore! Ciao a tutti

  44. Michele Salcito dice:

    Per elena77 cerco di riassumere il tutto in poche righe.
    La scienza, tramite gli esami iniziati nel 1978, ha accertato che
    - la microfauna del tessuto è identica a quella di antichi tessuti egizi;
    - nel tessuto sindonico non sono presenti fibre animali (il telaio che ha filato la Sindone non ha mai lavorato la lana come era usanza nel mondo ebraico) ma sono state trovate fibre di cotone (che in Europa arrivò ben oltre il XIII secolo quando la Sindone era già custodita in Francia);
    - la Sindone ha contenuto veramente un cadavere che vi è rimasto avvolto per poco tempo;
    - l’Uomo della Sindone è stato flagellato e crocifisso;
    - l’immagine non è il prodotto di un artista o di un falsario medievale;
    - in corrispondenza delle ferite vi è vero sangue umano;
    - è un’immagine che contiene informazioni tridimensionali.
    Su quest’ultima caratteristica bisogna ribadire che nessun cadavere può lasciare impronte di quel tipo.
    Davanti a ciò la scienza, per ora, si ferma. Anche il valore della datazione al C14 su un oggetto particolare come la Sindone è stato notevolmente messo in discussione, anche da persone competenti.
    Alla luce di questa situazione la Chiesa suggerisce la cosa più importante (dal suo punto di vista) quella cioè di proporre la Sindone come “icona”, “presenza”, immagine che può suscitare alte riflessioni e stimoli religiosi per il cammino individuale dell’uomo di nuoma volontà. A risentirci.

  45. elena77 dice:

    Grazie a Michele Salcito per l’ottima riassunzione! Ciao

  46. Michele Salcito dice:

    Troppo buona Elena. Per cominciare a saperne di più, tutti possono visionare il mio sito
    http://xoomer.alice.it/misalcit/
    ove ho collocato una presentazione (in Acrobat) che illustra le relazioni che si possono facilmente riscontrare - senza dover utilizzare grandi attrezzature scientifiche - fra l’Uomo della Sindone e il Gesù dei Vangeli. Mi sembra che se accantoniamo tutto quanto è stato detto e scritto e guardiamo solo ciò che verame si vede sulla Sindone possiamo già avere molto su cui discutere. Saluti.

  47. Michele dice:

    Salve,

    nell’estate del 2003, a seguito dell’impressionante ondata di caldo torrido, ho notato, a seguito edll’abbondante sudorazione, che sul materasso si era formato un alone che riprendeva la sagoma del mio corpo…. Vi confesso che da allora mi sono montato un po la testa……
    Saluti

  48. Michele Salcito dice:

    Ecco un’altra caduta di stile di un certo mio omonimo (probabilmente falso) che non riesce ad accettare l’evidenza. Se il suo materasso ha trasudato lo avrà certamente fotografato. Perché non ci manda le fotografie?
    Diversamente, se la sua conoscenza della Sindone è tutta qui, che si monti pure la testa. In fondo, non ha torto, del suo materasso lui è il re.

  49. Pino27 dice:

    W sergiopaolo!
    Mi sembra che ci siano varie imprecisioni…
    La Maddalena che ha ripulito il corpo di Gesu’????
    Un ebreo si sarebbe contaminato al contatto di un cadavere, specialmente alla vigilia del Sabato, sarebbe stata una cosa gravissima!
    Molto probabilmente sono stati i servi di Giuseppe d’Arimatea a comporlo nel lenzuolo. A dispetto di quella MERAVIGLIOSA OPERA che e’ la Pieta’, neppure la madre lo avrebbe preso in braccio…
    Quando ai “cadaveri che sanguinano”… e il sangue che fa, si congela istantaneamente??? Consiglio vivamente Giacomo a NON visitare i reparti di ospedali, o meglio le sale mortuarie.
    Ti dice niente per es quel cotone nel naso???
    Questo dipende ovviamente anche dalle ragioni per cui si muore…
    Tanto piu’ se uno viene nell’ordine flagellato, appesantito con una pesante trave, trapassato con chiodi, trafitto da una lancia romana.
    Quando mia zia purtroppo e’ morta, ho vomitato l’anima 27 volte per lo “spettacolo”…

    Resta un fatto:
    quando Silvan (o chi per esso: per es. Houdini) scopre un ciarlatano, gli fa vedere come ha fatto: *NESSUNO* fino ad ora ha fatto una Sindone che, a cospetto degli stessi scienziati che hanno esaminato la Sindone di Torino, risulti INDISTINGUIBILE da essa.

    La Chiesa l’ha sempre chiamato “L’Uomo della Sindone” e non ha mai UFFICIALMENTE detto che e’ l’immagine di Cristo(d’altronde non potrebbe, mica c’e’ la firma, potrebbe legittimamente dire solo che e’ l’immagine di un corpo morto del I secolo)

    Quanto ai risultati del C14 vi racconto una storia: tempo fa ho visto un episodio di “il tenente Colombo” in cui l’assassino per crearsi un alibi copre il cadavere con una termocoperta e la fa togliere poco prima di fare scoprire il delitto. In questo modo il cadavere e’ ancora caldo e quindi lui e’ a posto. Se la polizia e Colombo si basassero solo sulla temperatura del cadavere, avrebbero dovuto incriminare l’innocente che era passato di li’ per caso.

    Non ci si puo’ basare su una sola prova se non e’ nella stessa direzione delle altre. Come dice sergiopaolo consiglio di leggere la nota sul C14 su Wikipedia (nota enciclopedia CATTOLICA, agli ordini dei fondamentalisti cattolici) sulle “stranezze” efffettuate.

  50. claudio dice:

    non puo’ esistere un falso che migliora il proprio “scopo” con il passare degli anni, sotto nuovi metodi investigativi

  51. Michele Salcito dice:

    E’ vero: nessun falsario avrebbe “abbozzato” la traccia dell’ombelico per fare in modo che secoli dopo la si potesse vedere bene con gli strumenti dell’informatica. Non avrebbe sparpagliato pollini mediorietali e non si sarebbe preoccupato di fare in modo che sotto le macchie di sangue non vi sia l’immagine somatica; prima avrebbe prodotto l’impronta totale e poi l’avrebbe arricchita dalle macchie corrispondenti alle ferite. Invece nella Sindone è successo che tali macchie hanno schermato il lino in quei punti e quindi non vi è traccia del corpo che vi fu avvolto.

  52. Mario_A dice:

    Sulla Sindone esistono dati scientifici seri, come la datazione con il C14, ed altri che ritengo alquanto dubbi, come le analisi sui pollini mediorientali, il sangue, del quale sarebbe stato determinato il gruppo sanguigno e addirittura il DNA.

    Il tanto bistrattato esame con il C14 e’ riportato in un articolo su una delle piu’ prestigiose riviste scientifiche al mondo, Nature (vol 337, Feb 1989, p 611). L’esame fu fatto con un rigore molto al di sopra della media. Tre campioni della tela furono tagliati da esperti di storia dei tessuti, dopo aver rimosso il telo di rinforzo sottostante, usando la massima cura proprio per evitare di includere elementi dei rammendi medioevali, bruciature o altre contaminazioni.

    I campioni furono codificati, ed inviati a tre tra i migliori laboratori di datazione al mondo, situati rispettivamente in Arizona, Oxford e Zurigo. La codifica dei campioni fu garantita dal British Museum di Londra. Oltre ai campioni sindonici, i laboratori ricevettero campioni di tela antica di controllo, risalenti al medioevo o al periodo della vita di Gesu’.
    Tutti i campioni erano codificati, quindi i rispettivi laboratori non sapevano nulla della loro identita’.

    Ogni laboratorio uso’ metodi differenti per la pulizia dei campioni, in modo da eliminare ogni impurita’ organica dalle fibre. Questi trattamenti comprendevano l’uso di detergenti, acidi caldi o alcali, proprio affinche’ le fibre di tessuto fossero perfettamente pulite da ogni possibilita’ di contaminazione. Alla fine fu ottenuto un risultato altamente concordante tra i tre laboratori per tutti i campioni. La Sindone, come e’ noto, risulto’ risalire al periodo 1260-1390 d.C.

    Nella letteratura scientifica non ho trovato nessuna confutazione di questo studio, ad eccezione dell’articolo di Raymond Rogers, Thermochimica Acta 425 (2005) 189–194, che comunque avanza un’ipotesi di tipo chimico.

    Inoltre, non ho trovato traccia, nella letteratura scientifica, di questi studi dei pollini, o del sangue ne’ assolutamente del DNA.
    In un sito web ho letto nientemeno che il DNA sarebbe stato isolato dalla Sindone e analizzato, e sarebbe risultato di sesso maschile e “molto antico”.
    Visto che qui si invoca la serieta’ scientifica, posso assicurare (sono un biologo molecolare) che nessuna analisi genetica puo’ determinare l’eta’ di un campione di DNA.

    Qualcuno potrebbe indicarmi dove sarebbero state pubblicate queste prove?

    grazie

    Mario

  53. Mario_A dice:

    Vorrei ricordare che la datazione con il C14 del telo della Sindone e’ stata effettuata con un rigore scientifico molto al di sopra della media per questo genere di esami.
    L’analisi e’ stata riportata con un articolo su una delle piu’ prestigiose riviste scientifiche al mondo (Damon PE et al. Radiocarbon dating of the Shroud of Turin, Nature 337 p611 1989). I campioni di tela sono stati prelevati dalla Sindone, dopo aver rimosso il telo medievale di rinforzo, da due esperti di tessuti, proprio per evitare i rammendi medievali ed essere sicuri di analizzare solo il telo sindonico. I campioni sono stati codificati a cura del British Museum, e spediti a 3 tra i migliori laboratori al mondo per quel tipo di analisi, situati rispettivamente in Arizona, Oxford e Zurigo.

    Oltre ai campioni sindonici, i 3 laboratori hanno ricevuto campioni di tela di controllo, di epoca romana del tempo di Cristo e medievale. I laboratori hanno analizzato i campioni sotto codifica, ignorando la loro identita’.
    Tutti i campioni hanno subito estensive procedure di pulizia delle fibre, proprio per rimuovere ogni genere di impurita’. Queste procedure erano diverse da un laboratorio all’altro. In un caso sono stati usati forti detergenti ed un trattamento con acidi caldi ed alcali.
    Evidentemente coloro i quali sostengono che le analisi sono errate a causa di impurita’ depositate sul telo come fumo, batteri ed altro, non sanno di cosa stanno parlando.
    Alla fine, tutti i risultati concordavano entro i limiti di errore previsti per questo tipo di analisi. I campioni di controllo venivano correttamente datati, mentre, com’e’ noto, la Sindone risultava databile entro un periodo 1260-1390 d.C. cioe’ il periodo in cui viene storicamente accertata.
    Non ho trovato, nella letteratura scientifica, nessuna confutazione di quest’analisi ad eccezione dell’articolo di Raymond Rogers, un ricercatore del Los Alamos Laboratories (USA)
    Studies on the radiocarbon sample from the shroud of turin Thermochimica Acta 425 (2005) 189–194
    che pero’ riporta un’ipotesi basata su un’analisi chimica di un campione di telo sindonico asportato insieme con quelli per l’analisi con il C14.
    In sostanza Rogers afferma, in base ad un’analisi chimica sulla composizione delle fibre, che i campioni analizzati con il C14 non provenivano dal telo sindonico, ma non confuta l’analisi del C14 in se’.
    In una nota alla fine dell’articolo, l’autore sostiene che una parte di questo lavoro e’ stata svolta in un laboratorio privato a casa sua, affermazione quanto mai curiosa nel campo scientifico.

    Invece, non ho trovato nella letteratura scientifica nessun lavoro sulla presunta analisi dei pollini mediorientali. In molti siti Internet di studi sindonici ho anche letto di presunte analisi del sangue della Sindone (che sarebbe del gruppo AB) ed addirittura del DNA, che sarebbe maschile e “molto antico”. Non ho assolutamente trovato traccia di questi studi nella letteratura scientifica.
    Posso inoltre affermare, con cognizione di causa (sono un biologo molecolare) che non esiste nessuna analisi genetica tale da poter misurare l’eta’ del DNA.

    Qualcuno potrebbe indicarmi dove sarebbero state pubblicate questi studi?

    grazie

    Mario

  54. Mario_A dice:

    Non era mia intenzione scrivere due versioni simili dello stesso commento. Il primo era scomparso e credevo che fosse andato perduto ed e’ per questo che l’ho riscritto. Chiedo scusa per l’inconveniente

    Mario

  55. Michele Salcito dice:

    A Mario vorrei precisare che è una imprecisione considerare l’esame del C14 quello che taglia la testa al toro. Non sappiamo quali fattori fisico-chimici abbiano determinato l’immagine dell’Uomo della Sindone e quindi non sappiamo nemmeno quali potrebbero essere stati gli effetti elettronici nelle molecole del tessuto. A questo punto non possiamo dire che basta togliere la polvere per avere la certezza di rilevare la sua datazione. L’esame del C14 è un indizio che va inserito in un complesso di dati multidisciplinari. Per ora sarebbe inutile ripetere un esame del genere.

  56. Piero dice:

    Io non ho una idea definitiva in proposito però raccolgo ciò che ha detto già qualcuno. Chi lo reputa un falso dovrebbe:
    1- Spiegare chiaramente come è stato fatto questo falso;
    2- Replicare il falso e dimostrare la propria teoria.

    Altrimenti rimarranno sempre e solo chiacchiere vuote e inutili

  57. Massimo dice:

    Piero, la questione non va posta in questi termini. Chi fa un’affermazione straordinaria ha l’onere di portare le prove per ciò che afferma. E qui l’affermazione straordinaria non è quella secondo cui quel lenzuolo - che il C14 ha confermato risalire al medievo - probabilmente è un artefatto.

  58. Morgan dice:

    Se ciò che è scientifico è poi anche riproducibile allora fatemi vedere una riproduzione di un corpo impresso su un lenzuolo usando tutta la tecnologia oggi a disposizione e fate in modo che questa riproduzione abbia tutti i crismi per essere confrontato con la Sindone,…fino ad ora tutti hanno parlato di riproduzione fattibile ma nessuno ha fatto vedere uno straccio di foto pubblicato da qualche parte …mentre la Sindone nell’essere fatta apezzettini ancora rende la vita impossibile agli scettici.

  59. Massimo61 dice:

    Scusate il mio insignificante contributo nella discussione: ma se la Sindone risale al medioevo, non ci troviamo con molti più problemi da risolvere? Io propenderei per il rasoio di Occam: entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem…..

  60. Antonio Teseo dice:

    Siamo ormai entrati nel XXI secolo e c’è ancora chi è convinto che l’immagine della Sacra Sindone sia stata realizzata o da Leonardo da Vinci, o che sia relativa ad un templare, ecc. ecc.
    Ora invece vi do io una dritta:
    A Bisanzio, dopo la fine del periodo iconoclastico, l’imperatore Michele III (n.840-m.867) ristabilì l’ortodossia. Egli allora fece coniare sulla moneta d’oro del Solidus l’immagine del Sacro Mandylion di Edessa che all’epoca era considerata la vera effigie di Cristo e che molto probabilmente si trovava a Roma in mano sicure, conservata dal papa, con il nome di Veronica. Molti studiosi, tuttavia, ritengono che nel periodo compreso tra la fine del XV e l’inizio del XVII sec. questa reliquia fu fatta sparire anche da Roma (perché non più al sicuro), sostituita da una copia, e spedita a Manoppello, dove prese il nome di “Volto Santo”.
    Questo è ciò che scrisse Dante nel XIV secolo in riferimento alla Veronica:

    “In quel tempo che molta gente va
    a vedere quell’immagine benedetta,
    la quale Jesù Cristo
    lasciò a noi per esempio
    de la sua bellissima figura”.
    (Dante, Vita Nova XL,1)

    Ora, se si effettua una comparazione tra la figura di Cristo impressa sulla moneta del Solidus e l’immagine del Volto Santo di Manoppello, si evince che tra le figure ci sono almeno sei punti di congruenza (considerando solo le ferite e l’aspetto dei due volti) come tutti potete osservare sfogliando le pagine del mio blog. E se si pensa, allora, che il Volto Santo di Manoppello visto al computer è perfettamente sovrapponibile al Volto della Sacra Sindone di Torino, nonostante le trame dei due teli siano completamente differenti, ciò congela allora tutte le fantasie di coloro che ritengono che la S. Sindone non sia l’immagine di Gesù Salvatore.
    Poiché l’apostolo Giovanni nel suo Vangelo ci specificò che la sepoltura giudaica prevedeva che il cadavere fosse avvolto da un sudario (pezzo di stoffa che copriva il viso “vedere anche l’episodio di Lazzaro”) ed una lunga sindone, può essere, allora, che in origine il celebre Sacro Mandylion che si trovava a Gerusalemme dopo la morte di Gesù comprendesse sia la Sacra Sindone di Torino che il Volto Santo di Manoppello.

  61. Giovanni Bosticco dice:

    A proposito della non riproducibilità,
    che dimostrerebbe la sua autenticità,
    pensiamo al valore legale di una firma.
    Ne ho messe su diversi documenti:
    perché nessuno le imita, dopo aver
    scritto che gli devo un milione?
    E’ evidentemente ben difficile da
    contraffare. Ed è la firma di un comune
    mortale, senza pretese di sacralità.

  62. marc dice:

    io dico solo che storicamente accertato che il sepolcro la mattina di pasqua era aperto era i soldati romani videro una luce uscire,poi nn posso certo dire che in quel telo ci fosse avvolto cristo.

    Ditemi voi se non credete alla resurrezione provata dai romani a cosa dovete credere.

  63. Roth dice:

    La sindone a casa Hohenstaufen:l’Avvenire 14 febbraio 97 :Scoperta della principessa Aprile von Hohenstaufen Puoti.

  64. FERDINANDO GIANNONE dice:

    Gentile Signor Massimo Polidoro,
    mi riferisco alla recensione - solo adesso a mia conoscenza - apparsa sulla sua rubrica in data 19 settembre 2007 - alle ore 11:34 - e che riguarda il mio racconto “La sacra sindone falso dei falsi”.
    Premetto che sono uno scrittore e non un teologo né uno storico e che il mio breve racconto é frutto piacevole della mia fantasia, senza con questo affermare che la mia narrazione sia Vangelo.
    Ora, un certo signor sergiopaolo, nella stessa rubrica ha affermato - dopo aver letto il mio racconto - che in giro ci sono romanzieri ciarlatani che con i propri scritti esercitano confusione ed equivoci nei lettori creduloni.
    Poi aggiunge, bontà sua, numerose analisi scientifiche, teorie storiche e presenti come fossero realtà inoppugnabili.
    Consiglio il signor sergiopaolo di leggersi qualche buon libro di filosofia della vita, dove la realtà non é “spocchiosa” come lui ama credere.
    Mi é gradito aggiungere che taluni signori “sotuttoio” che imparano nozioni a memoria per poterle ripetere alla maniera dei pappagalli, farebbero bene ad evitare confusione e riflettere sul fatto che l’uomo si é evoluto “decine di milioni” di anni fa.
    Invece la Bibbia ed i Vangeli, a mio parere perfetti per narrazione romanzata, redatti da uomini di quel tempo, sono stati elaborati il primo circa quattro mila anni fa, ed i secondi duemila anni fa, mentre la sindone - che mi é del tutto indifferente se sacra o profana - é ancora un dubbio.
    Cordialmente
    Ferdinando Giannone
    Critico letterario & musicale

  65. Paolo dice:

    Ho visto la riproduzione, perfetta, di una vecchia 100 lire su un fazzoletto di cotone “mussola” fatta a Napoli. Sembra sia stato usato del boro come catalizzatore (così si diceva) portando la temperatura della moneta a circa 35 gradi celsius. L’immagine presenta le identiche cartteristiche strepitose della sindone, cioè l’immagine al “negativo”. Chi altri ha avuto modo di vederla?

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