Una tomba inquieta in Olanda?

Molti lettori mi hanno segnalato la notizia pubblicata da Repubblica secondo cui, nel paesino di Aalsten in Olanda, esisterebbe un cimitero dove una tomba, da mesi, si scoperchia da sola.

La vicenda fa venire in mente la celebre cripta inquieta delle Barbados, di cui ho avuto modo di occuparmi tempo fa nei Grandi misteri della storia. Là, però, non è chiaro se a muovere le bare nella tomba erano gli allagamenti della cripta oppure se la vicenda era solo un’invenzione.

In questo caso esisterebbe addirittura un video che documenta lo scoperchiarsi della bara: nel filmato si vedrebbe un coperchio da 450 chili spostarsi da solo. Nessuno però pensa ai fantasmi, ma a qualche fenomeno naturale tutto da scoprire.

Tutto sarebbe cominciato quando una famiglia ha trovato la tomba di un parente scoperchiata. Si sono rivolti alla polizia, ma il fatto si è ripetuto altre quattro volte senza che la polizia trovasse mai nessuno. Così si è pensato di installare una videocamera nascosta. Quando sono andati a riprenderla e hanno guardato cosa era stato registrato sarebbero rimasti tutti di sale.

Questo il parere di Anna Van der Meer, portavoce della polizia frisone: «Assurdo, da brividi, assolutamente incredibile. Quando ho visto il nostro video sono rimasta di stucco. Si vede la pietra scivolare di lato, quasi cadere per terra. Poi tocca la tomba di fianco e si ferma lasciando il sepolcro in gran parte scoperchiato con un movimento di più di un metro. Com’è possibile? Non lo so, pesa 450 chili. Oltretutto nel video si vede benissimo che la pietra è ferma, poi in un batter d’occhio schizza di lato. Non ho mai visto una cosa del genere in tutta la mia carriera. Noi non abbiamo nessuna spiegazione».

Dunque, devo dire intanto che non sono riuscito a trovare altri richiami a questa notizia che non si rifacessero all’articolo di Alberto D’Argenio pubblicato da Repubblica. In lingua inglese, poi, sembra non esista nulla. Mentre l’unico riferimento dato da Repubblica, il sito del giornale olandese De Volkskrant, deve avere tolto la notizia dalla prima pagina e, a una prima ricerca, non sono riuscito a trovarla nemmeno nell’archivio (quella che vedete sopra è la foto riportata da Repubblica e attribuita al sito del giornale olandese).

Ora sto chiedendo lumi ad alcuni colleghi e amici olandesi, nel frattempo chiedo anche a voi se riuscite a trovare altri riferimenti a questa notizia, magari se conoscete la lingua anche su altre testate dell’Olanda.

E poi, se tutto è confermato, vedrò di andare a vedere di persona quando a maggio sarò in Olanda per il mio tour di conferenze nel Nord Europa. Vediamo cosa si può scoprire, intanto…



34 Comments

  1. Per fran53.

    la lapide , così mi dicono i marmisti a cui ho fatto vedere le foto ,

    NON E’ APPOGGIATA , se no la cornice non avrebbe quel colore omogeneo , ma dovrebbe invece essere incassata in uno scalino di 4/8 cm circa.

    In più l’ evento sarebbe successo alcune volte , da cui l’ installazione della telecamera , sempre che non sia tutta una fuffa.

    Certo che risulta strano come la Polizia prima rilasci dichiarazioni che sembrano create ad arte per ” creare un caso ” , poi con la Scientifica proclami spiegazioni da barzelletta.

    Qualcosa non quadra.

    zio otibia

  2. […] lettori del blog di Massimo Polidoro hanno poi scovato l’articolo originale olandese del Volkskrant e insieme a Massimo sono […]

  3. Devo dire che l’ipotesi di Franz53 mi sembra la più plausibile. Non una dilatazione termica che come una pentola a pressione fa saltare il coperchio, ma piuttosto una leggera alterazione nel contatto tra lapide e base; poi, l’acqua disciolta che funge da lubrificante sulla lastra levigatissima e la pendenza della bara fanno il resto. Mi sembra una spiegazione pulita e ragionevole.

  4. Un lamierino disperde immediatamente il poco calore che riceve e si raffredda subito, in una giornata fredda. Una massa di 450 Kg, nera, si comporta in modo molto diverso. L’importante è che anche una piccola dilatazione termica metta in crisi il collegamento tra lapide e base e l’atrito diminuisca di colpo. Le superfici di contatto sono molto levigate, dice il rapporto. Io ritengo che inoltre non fossero perfettamente pulite ma che se il lavoro di posa era stato fatto la matttina, ci fosse una patina di umidità e gelo su entrambe le superfici. Il poco calore accumulato dal sole dalla massa nera, basta a far scigliere quella patina che diventa anzi un perfetto lubrificante tra le due superfici già levigatissime. A questo punto anche una minima pendenza basta a mettere in moto una massa di quasi mezza tonnellata. Chi ha mai provato a camminare su una superfice levigata di marmo bagnata sa quanto sia piu’ scivolosa del chiaccio.

    Ciao

    FF

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